Le Parole di Alberto Terrile

martedì, aprile 29, 2008


Foto: © Alberto Terrile 2004

Quando eravamo giovani guardavamo il mondo attraverso una lente grandangolare
liberi e selvaggi
distanti anni luce dalla parola FUTURO.

Spendevamo i giorni
nascosti tra gli alberi e i fienili
strisciando sul ventre sino a graffiarci e sanguinare.

Poi il sole ci stanava
mentre ci staccavamo le croste
che nascondevamo tra le bucce dei fagioli.

Quando eravamo giovani dovevamo scappare e seminare l’ansia dei genitori
non è stato facile
né il disubbidire né il mentire
spiati da lucertole color smeraldo.




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domenica, aprile 27, 2008


Foto: © Alberto Terrile 2008

La mia parte femminile

La mia parte femminile è quella che mi fa scegliere di percepire le cose al di là delle loro forme esteriori, che spesso, possono falsare il giudizio.
La  mia parte femminile  opera con cura e osserva il particolare: è l’ attenzione alle sfumature siano queste delle cose come delle persone del mondo.
La mia parte femminile è quella che risuona come un diapason nel vedere vibrare steli d’erba e fiori gialli, quei fiori che lasciano il loro colore su  pantaloni di fustagno che attraversano il campo.
La mia parte femminile mi fa sentire diverso interiormente, depone parole e sensi dove forse dovrei disporre con metodo travi e linee che profumano di concretezza.
La mia parte femminile è quella con cui piango, mi consacro nell’anima come nel corpo  a chi amo,quella che si lascia trasportare dal sogno in un sogno ancora più grande.
La mia parte femminile è quella che cede molto dopo la parte  maschile.

Quando, per i casi della vita, incontro delle “Virago” non penso all’etimo quindi che siano “tratte dall’uomo”, ma percepisco solo combattività sorda, quella volontà di andare alla guerra e di e combattere. E’ questo il superamento forse dell eterno femmineo? Oggi sempre più, per reazione forse, o per sottrarsi all’idealizzazione estrema dell’idolo, al mito dell’amore fatale, che le rende cieche, le donne virano verso gli aspetti meno piacevoli e rassicuranti del “maschile?”
Alla donna vorrei chiedere:- “ L’amato è solo un mezzo per scatenare un immaginazione sfrenata, per colmare un vuoto interiore infliggendosi delle sofferenze che paiono intollerabili?
L’amore non è nelle strategie per rivederlo e nella comprensione di quello stato di gelo che può nascere quando si è invasi dal pensiero di Lui e lo si vede allontanarsi....l’amore non riposa nel terrore dell’abbandono né nel calore di un sorriso necessario per non morire, poco a poco.
Ma per opporsi a questo,  è necessaria  una concessione alla psicologia maschile?
L’impressione è che il femminile così facendo (sposando la psicologia maschile), come diceva Jung  arrivi ad un punto per il quale non può più tornare indietro “senza un grave danno spirituale”.


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venerdì, aprile 25, 2008



STEVE SMITH

Ricordate l'idea di andare a salutare Steve a Milano? Detto fatto! Belle chiacchere in camerino,poi insieme alla Band sono sceso in sala. Steve avvisa un responsabile del BLUE NOTE della mia presenza con un semplicissimo :- He is the band's photographer. Il tipo risponde :- Ok, però volevo avvisarla che è vietato usare il flash!
Ora è vero che io non ho scritto in fronte:SONO UN PROFESSIONISTA,INSEGNO FOTOGRAFIA DI SCENA E IL FLASH NON SI USA MAI. IL DUBBIO PERO' E' CHE IL FATTO CHE STEVE (ex JOURNEY) con TOM COSTER alle tastiere(EX SANTANA BAND DEL PERIODO DI ALBUM COME WELCOME,CARAVANSERAI,LOTUS,BORBOLETTA etc)ABBIANO DETTO COSA DOVEVO FARE FORSE NON ABBIA CONVINTO DELLA PROFESSIONALITA IL TIPO GIACCHE' E' COSA NOTA CHE UN ARTISTA NON VOGLIA MAI IL FLASH E SPESSO  ADDIRITTURA NON DESIDERA ESSERE FOTOGRAFATO.
ORA SE IL BLUE NOTE NON FOSSE A MILANO,CAPITALE DELLA FOTOGRAFIA ITALIANA,POTREI CAPIRE....MA VISTO CHE IL TITOLARE DEL GRUPPO,UNO DEI 25 MIGLIORI BATTERISTI AL MONDO,DICE CHE SONO IL FOTOGRAFO  ACCREDITATO DI QUELLA SERA...BEH,ANCORA UNA VOLTA LA DICE LUNGA SULLA SCARSA PROFESSIONALITA' E PREPARAZIONE DI CHI OGGI SVOLGE UN CERTO LAVORO.
UN DIVERTENTE CAMMEO : l'addetto di palco o non so chè aggiunge..."e mi raccomando non salga sul palco".
ORA FORSE IL TIPO E' ABITUATO A NON SO CHI, MA NON E' MIA ABITUDINE SALIRE SUL PALCO...PECCATO CHE POCO DOPO BARON BROWNE, IL BASSISTA,UN GIGANTE DI COLORE MI SORRIDA E MI INVITI A SALIRE E POSIZIONARMI DI FRONTE ALLA BATTERIA DOVE STEVE STA ESEGUENDO UN ASSOLO PAZZESCO....SALGO E FOTOGRAFO...poi discendo.

Verrò raggiunto dal solerte ragazzotto, che riprendendomi come si fà con un bimbo mi dirà:- LE AVEVO DETTO CHE NON POTEVA SALIRE SUL PALCO....
Sorrido amabilmente e ribatto:- Vedi io non sarei mai salito se non fossero stati i membri della band a chiedermelo...
Risposta:- SI VABBE' MA SAI I MUSICISTI DICONO QUEL CHE VOGLIONO....
Credo che quel ragazzo:

1- non abbia idea che chi decide è l'artista

2- Lo spirito d'abnegazione e la zero elasticità mentale ne fanno un buon soggetto per ENTRARE NELL' ESERCITO DOVE L'ORDINE NON SI DISCUTE

A volte occorre disobbedire ai genitori, figuriamoci ai nostri padroni.....

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giovedì, aprile 24, 2008


Peter Hammill :- Guitar, piano and Vox

TRISECTOR Van der Graaf Generator –Virgin 2008

Negli anni settanta immaginavo galassie solcate da astronavi, universi infuocati e tempeste sospese in terre senza tempo. Sognavo Gerico, città dalle fondamenta lacerate,  potevo intravedere pionieri al di là dei secoli e rifugiati che lasciavano alle loro spalle la vita conosciuta
 ed amata per dirigersi verso l’ ovest.
Questi mondi  m’attraversavano mentre, seduto nella “casa senza porte”, mi lasciavo sedurre dalla solitudine cosmica di Peter Hammill.
Nel 2005 arrivò una sorpresa “Present” nuovo album dei VDGG  che riprendeva dal picco duro di Godbluff, Present fu un disco sincero sebbene non epocale. I fans non credettero del tutto che  dopo trenta anni  da quello stop quella band avrebbe continuato a creare. Oggi a smentire l’assunto arriva Trisector, che dimostra  con coraggio che si può essere “quel suono” anche senza il marchio dei fiati di  David Jackson.
La prima cosa da dire è che non è un disco per nostagici, la produzione molto più attenta dell’album precedente lo testimonia. Trisector non strizza l’occhio al mercato (cosa inconcepibile per i Van Der Graaf che non sono mai stati una band da charts o che gira dei clip) ma dipana un suono che non è unicamente per lo zoccolo duro del Prog-fan.
L’apertura del disco è uno strumentale introduttivo, semplice ma non memorabile  dal titolo “The hurlyburly” ( Theme one, sebbene non a loro firma era ben altra cosa), ma già con Interference Patterns veniamo richiamati all’universo Hammilliano, attraverso un cantato spiraliforme e inquieto che segna il passo accompagnato da un organo minimale. The final reel e Lifetime aprono ad un romanticismo oscuro e minimale, con momenti di toccante intensità nel canto di Hammill, che carezza la malinconia con la dolcezza lasciando per altri brani più avanti nell’album il suo catartico furore canoro che fece dire a Robert Fripp, uomo parco di complimenti :- “Peter ha fatto per la voce nel rock quello che Hendrix ha fatto per la chitarra”.
Drop dead alza il tono rock con muscolarità ma non brilla e mostra la corda come il brano d’apertura, addirittura ne ricorda la struttura come una sorta di vocal version. Segue “Only in  a whisper” e qui giungono echi lontani che ricordano porzioni degli album  Pawn Hearts miscelate a frammenti del meraviglioso Still life. Se Banton in questo disco fa sentire maggiormente le sue tastiere una menzione speciale va a Guy Evans, sempre fantasioso, leggero e incisivo che nell’album spesso lavora di spazzole.Guy Evans che è stato da sempre fedele ad Hammill anche al di là dei Van der Graaf generator si dimostra un grande batterista prog/Jazz e riconferma come ebbe modo di dirmi personalmente a Gardone Riviera a fine concerto:- Con i Van der Graaf mi diverto da matti a suonare!
All that before finalmente dà il rock giusto del generatore, con quella mistura di pathos e furore che li contraddistingue ed una simpatica citazione nel riff al suono degli Stranglers, una delle tante band punk/wave fine settanta, primi ottanta che invitarono Hammill in vece di Padrino sul palco ad intonare  con loro Tank-Threatened-The Raven e Sha Sha a go go.( bootleg di riferimento Stranglers A night in London)
Over the hill è il momento più intenso e lungo dell’album ( 12,26 minuti che nel migliore delle tradizioni può arrogarsi il ruolo di suite) e  mostra che i Van der Graaf Generator restano capaci a distanza di anni e senza i fiati a non piangersi addosso violentando l’ascoltatore con cambi frenetici di ritmo,timbro e soluzioni sonore che li hanno resi unici e assolutamente difficili da riproporre in chiave di “cover” .Il canto di Hammill s’alza alto e epico come da oltre 40 anni solo lui sa fare. Il solo brano vale l’acquisto dell’ l’album che chiude con circolarità e  in modo tautologico con (We are) Not here.
Per certo non il disco per tutti e neppure quello per aprirsi al mondo del “Generatore”, certamente molto meglio di tanto rock derivativo che oggi “stra vende” con la complicità dei vecchi e dei  nuovi “Bertoncelli”.

© Alberto Terrile



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mercoledì, aprile 23, 2008


Autoscatto durante l'unica passeggiata fatta sulla strada per "Ranocchio" Domenica 20 Aprile 08

INSPIRA

Respirare gli spazi, vestendo i colori del mondo che si rinnova a Primavera. La cromoterapia esiste dall'alba dei tempi, molto prima che un movimento stupido come la NEW AGE se ne apropriasse per vendere e guarire. Perchè poi questa necessità oggi di guarire?
Il mondo è ammalato perchè chi lo popola "sta male" ( interiormente), non è una mera questione climatica.
Avete mai guardato in che stato è il vostro letto dopo una notte di febbre e di sudore? Il mondo oggi è un pò così, come il letto di chi "Stando male, non riposa bene"

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martedì, aprile 22, 2008


Autoscatto nello studiolo sui monti, con febbre...

TRE GIORNI DI FEBBRE

Giovedì scorso  sono partito in tutta fretta per l’appennino dove era mio compito “isolare alcune stanze col nylon” alla luce di lavori (muratura e idraulica) da effettuarsi nel mese prossimo. Sono partito leggermente influenzato, stanco e malinconico. Giunto a destinazione mi sentivo  già meglio. Quando lascio la liguria,  il mio tono migliora, in toscana sto  già meglio per raggiungere l’apice quando, passato Silla affronto il rush finale salendo in quota....verso i miei 920 metri.
Iniziai subito a impachettare libri, dischi e quanto era da proteggere, ascoltando ad alto volume “Trisector” il nuovo cd dei VDGG (ne dirò presto) e smisi alle 18 crollando esausto sul divano della saletta azzurra, il mio piccolo studiolo dal quale scrivo testi per libri, blog,elaboro immagini e penso. Di li a poco una serie di fitte sempre più forti alla testa, dolori vari e un bel 38,5 di febbre benedetta (da anni avevo febbriciattole senza nerbo che facevano durare tre volte tanto sia l’influenza che altre affezioni).
Tre giorni solo, isolato sulla montagna, con una connessione ridicola (via cellulare), pochi viveri e per fortuna del paracetamolo per contrastare lo stato febbrile. Tre giorni per pensare, incapace di muovermi, per riposare tanto dormendo dalle 21 alle 7 del mattino. Attorno il silenzio rotto solo dal canto degli uccelli che sfamo con dei pacchi di crackers che sbriciolo sui davanzali...e la notte fonda, nera per davvero se orfana della luna.
Lo scorso mese ho lavorato al mio libro POETI IMMAGINATI scrivendo anche dei testi... ed è stato l’inferno farlo nel mio appartamento, uno dei 24 del condominio in cui vivo a Quarto. Vivo li da vent’anni oramai e da allora ogni anno qualcuno rifà la cucina, cambia le piastrelle e rinnova sanitari,condizionatura,tubi&tube.
Scrivere intimamente di se, del proprio sentire mentre ti trapano sulla testa è difficile se la scrittura non è il tuo media d’elezione. Scrivere nelle pause tra una lezione e l’altra...e con delle tempistiche strette. Ce l’ho fatta e credo che sarà un bel libro, ruvido nelle immagini (a dimostrazione che crescendo ed invecchiando non mi sono imborghesito ne seduto su allori o eventuali traguardi raggiunti) e profondamente malinconico e intimo nella scrittura, un gioco nel quale la mia e la vita dei personaggi ritratti si passano  il testimone del ricordo.
C’è poi un altro progetto editoriale più piccolo, ma egualmente sfizioso che vede immagine (mia) e poesia (di autori diversi) oltre al ritorno al vecchio progetto ALICE REVISITED (Alice nel paese dello straordinario) con Anna Maria Farabbi.
Giusto stamattina rileggevo alcune mie “note lavoro” per questo progetto installazione a cui lavoro da un anno...(riusciremo a farlo? Di Anna Farabbi non dubito....ma temo il vuoto per gli sponsor per questo le mie cose latitano...avendo io scelto di girar le spalle al mercato/galllerie/critici quindi al SISTEMA DELL’ARTE).
Ecco gli appunti:

Ancora Alice

Esiste una bimba millenaria  che gioca con la vita e con la morte, una fanciulla che  intona l’inno delle civilta` estinte: le stagioni della vita che per vergogna o per malinconia finge non siano nemmeno state vissute.
La piccola Alice è come Circe prigioniera di un'isola deserta o come Elettra impazzita nei suoi giochi di morte.
Il destino, reiterato all’infinito non verrà lasciato né a tavolette di cera, né alla carta ma sarà tracciato sulla sabbia che il vento cancella.

Tre giorni di febbre in cui prendi le misure della solitudine,rivedi la tua vita come un film sapendo che è realtà. Tre giorni in cui t’accorgi che è brutto fare soffrire qualcuno perché sei confuso e disorientato. Tre giorni in cui l’unica musica era il canto degli uccelli e non i trapani dei vicini.
Tre giorni di febbre mi hanno fatto capire che è assurdo doversi ammalare per ristorarsi...per ritrovarsi, per perdersi nei pensieri e non in mille stupide e spesso futili azioni.

Ora sono rientrato al rumore, agli appuntamenti e alla lezione che terrò alle 18....

a presto

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sabato, aprile 19, 2008




STAGIONI

Coppie di amanti bisbigliano in campi di grano
sembra un ritmo nel calare della sera.

...è il ricordo di  giovani estati
 
Oggi quelle stagioni
bruciano
come ragadi al cuore.


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giovedì, aprile 17, 2008




FUGA DALLA REALTA'

Invece di credere alle favole che il Potere mi racconta,sia questo di destra, di centro o di sinistra, le fiabe preferisco viverle ed esperirle attraverso la creatività.
Ho vissuto un momento storico, gli anni settanta dove le cose, nel bene come nel male VENIVANO ATTUATE. Oggi non più.
Questo momento storico, il nuovo millennio per essere precisi sembra una sceneggiatura deforme e grottesca a metà tra il fantasy e l'horror...e per quanto mi riguarda ce ne è per tutti!

Come diceva Ingmar Bergman "In verità abito sempre nel mio sogno e di tanto in tanto faccio una visita alla realtà".




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sabato, aprile 12, 2008



Foto: © Alberto Terrile 2005

L'ISPIRAZIONE

“Quando viene non la si può contenere;
Quando va, non la si può fermare.”

(Lu Chi , 261-303 a.C. “Frammento riferito al corso dell’ispirazione poetica )

postato da albertoterrile 20:32 | commenti (4)

venerdì, aprile 04, 2008





Martin Luther King

"Se non puoi essere un pino sul monte,
sii una saggina nella valle,
ma sii la migliore piccola saggina
sulla sponda del ruscello.
Se non puoi essere un albero,
sii un cespuglio.
Se non puoi essere un'autostrada
sii un sentiero.
Se non puoi essere il sole,
sii una stella.
Sii sempre il meglio
di ciò che sei.
Cerca di scoprire il disegno
che sei chiamato ad essere,
poi mettiti a realizzarlo nella vita."

postato da albertoterrile 10:24 | commenti (7)

giovedì, aprile 03, 2008



STEVE SMITH

Incontri che si fanno  sulla strada, nel tempo. Quando il lavoro è divertimento allo stato puro. Steve Smith è uno dei grandi maestri della batteria, ci siamo conosciuti e piaciuti subito a San Francisco. Erano momenti belli, l’esser all’estero a creare sapendo poi di ritornare a casa dove continuare  la vita e  tanti progetti.
Ricordo la mail in cui mi chiedeva se poteva usare dei miei scatti per il suo myspace.
Ricordo la mia risposta:- Certo, è un piacere.
Sabato sera, con Corrado che stà rodando in qualità di musical director la band di Ligabue prima che inizi il tour dovremmo fare un salto a trovare Steve Smith.


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http://www.vitalinformation.com/

Saturday, April 5
Steve Smith Drum Clinic
Percussion Village
Via A. Anfossi 6 (cortile interno)
20135 Milano, Italy
info-line: +39.02.40709608
4:30 p.m.
pv@percussion-village.it
www.percussion-village.it

AND in the evening:

Steve Smith and Vital Information
Featuring Tom Coster, Baron Browne and Vinny Valentino
Blue Note
Via Borsieri 37
20159 Milano, Italy
+39.02.690.16.888
www.bluenotemilano.com

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