Le Parole di Alberto Terrile

giovedì, gennaio 31, 2008


Da" Galliani revisited" riscrittura di una mostra di Omar Galliani-Venezia Estate 2007

PROVERBIO CINESE

Dio ci ha dato due orecchie e una sola bocca per ascoltare almeno il doppio di quanto diciamo.

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mercoledì, gennaio 30, 2008


Foto: © Alberto Terrile 2008


LA VERA FELICITA' E' CONDIVISIONE

Ieri sera insegnando ho citato questa frase e mi è stato detto :- Ricordi il cardinale Tettamanzi con queste frasi. C'era dell'ironia e l'ho accolta e compresa. La chiesa s'è data la zappa sui piedi da millenni e per chi come me compie un cammino oramai decennale verso un idea di spiritualità e di fede legata a valori Cristiani è normale dover prendere atto della questione. Io con la chiesa intesa come pontificati,encicliche etc non ho nulla a che spartire. I miei riferimenti sono la Bibbia,  i Vangeli e testi di mistici Cristiani e non. Al momento ad esempio stò leggendo TACCUINO - Un diario spirituale  di J. Krishnamurti....e spero che questo possa essere esemplificativo del fatto che non sono un partigiano, uno di parte....ho fatto delle mie scelte precise e ho dei riferimenti precisi.
La vera felicità è condivisione e Barbara che ieri ha parlato di montagne sul commento al mio post mi ha ricordato  via mail che oggi è il sessantesimo della morte di GANDHI. Mi ha detto di sentirmi libero d'agire per il si o per il no, ma che avrebbe avuto piacere se avessi dedicato lui un pensiero sul mio blog. Barbara non poteva sapere che sebbene non ricordassi la ricorrenza da anni utilizzo  una delle tante meravigliose indicazioni che ci ha lasciato, quella che per me è divenuta una sorta di COMANDAMENTO per stare bene con me stesso, per creare ed insegnare con passione, trasmettendo sinchè posso ciò che ho scoperto e appreso...essendo Amico e non Maestro.

SII IL CAMBIAMENTO CHE VUOI VEDERE AVVENIRE NEL MONDO ( Gandhi)

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martedì, gennaio 29, 2008


Foto: © Alberto Terrile 2005 Dalle mie montagne

FUORI DI SE . DENTRO DI ME


Filastrocche di pannocchie contano i giorni. Cala il sipario di colline attraversate dal vento. Tre papaveri a guardia di un  formicaio vibrano lievi. Inseguendo con lo sguardo la stella polare mi persi . Camminai lungo  gli argini mentre cominciava a piovere. L’erba pestata  che chiese pietà invano alla falce ora sospirava piano.
Mi fermai per ascoltare lontano da me il ricordo di un giorno d’Aprile tessuto di petali bianchi. Terra e aria accoglievano tutti i respiri del mondo mentre il cielo si tingeva di buio. Distante da tutto eppure vicino ad ogni cosa  presi  coraggio e gettai il cuore lontano guardandolo rimbalzare come una palla di stracci.
Mi sdraiai e  raccolsi braccia e gambe allo sterno. Cercai il sonno oltre il tutto e al di là del niente.
Capii finalmente che ciò  che è  perduto per sé  non è necessariamente nascosto all’Altro.


Istruzioni per un buon impiego dell’esistenza:

Apprendere cose sul Mondo attraverso comuni schemi di pensiero per poi abbandonarli andando oltre.

Rispettare tutti gli esseri viventi Individuando la bellezza in tutte le cose del mondo  siano esse visibili come invisibili


Espandere la propria Consapevolezza

Accettare la coscienza che è spirito, come nostra
guida interiore

Non giudicare nulla e non quantificare nulla

Non aggrapparsi a nulla

Non giustificarsi

Non temere la Morte ma accettarla. Vivere la Vita

Bastare a sé stessi ma con umiltà.

Evitare di diventare Guru per sé come per gli altri


PS: Le brevi istruzioni provengono da diverse fonti, le ho fatte mie idealmente. Tendo verso certe cose e umanamente fallisco ma ricomincio senza scoraggiarmi, quindi leggete  i due testi (il primo è una mia pagina di Diario) come un 'esposizione dei fatti, piccole note del mio "sentire".Non ho pretesa di insegnare niente a nessuno....sto solo cercando di imparare dalla Vita, dagli altri e dalla solitudine intesa come luogo per la riflessione e non come una condanna.




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domenica, gennaio 27, 2008


Mia nonna Alberta e famiglia 1935/6

LE IMMAGINI SONO CONTAGIOSE

….avrai notato che, quando si aspetta con impazienza qualcuno la cui venuta sia solo probabile (amante, spacciatore, etc) si tende a vederlo in chiunque gli assomigli anche solo vagamente. L’immagine è contagiosa e circola con maggiore velocità del corpo che ne è pretesto. ( di Franz M. amico morto di overdose tanti anni fà)


Ogni essere umano ha delle caratteristiche che lo distinguono a partire dalle forme ( le fattezze) sino a giungere ai contenuti. Ciò che è dato contenere è il nostro vissuto, inteso come carico di esperienze e ricordi.
Le emozioni che proviamo, sono come dal loro etimo “ex movere”, un movimento che parte da noi e và verso l’esterno. L’ippocampo è il posto dove vengono stivate mentre  il volto,  spesso è il luogo dal quale vediamo dipartire le nostre emozioni. Volto inteso come superficie in movimento, superficie che racconta o commenta attraverso rossori d’imbarazzo, occhi lucidi e pupille dilatate o aperture al sorriso. Le emozioni alle quali presto maggior interesse sono quelle di relazione, le emozioni che comportano un rapporto con gli altri. Per chi si occupa di ritrattistica le emozioni sono fondamentali perché quando si va ad operare sull’Altro, con quell’atto volto a ritrarre, dovremo tenere conto delle emozioni che il soggetto fotografato prova in rapporto al soggetto fotografante e viceversa. Nello spazio tra queste due forme di un “Accadere” nasce quell’immagine che andrà a fissare quel volto per sempre.
Sto insegnando queste cose in Accademia, e gli allievi ne sono interessati. La scorsa lezione mentre spiegavo come l’inconscio registri l’immagine ancor prima della parola, senza che noi se ne abbia quasi potestà ho fatto in modo e maniera di coinvolgere nella discussione una neuropsichiatra che ha illustrato l’azione dei neuroni a specchio e degli esperimenti svolti a partire dai primi anni novanta, perché desideravo completare un discorso che partiva da lontano, dal fatto che i mistici cristiani, come gli orientali spesso evitano certe immagini, le immagini in generale, conoscendone la pericolosità. Ciò che noi vediamo in un Horror, lo stupro in tv,vero o finto che sia, i miliardi di immagini che circolano in rete,sulle riviste, sono cose che finiremo a stivare in noi e che al momento buono riemergeranno, creando qualcosa di altro in noi, pertanto occorre fare molta attenzione alle immagini. Ecco un esempio vissuto in prima persona.
Per anni ho amato un immagine che ritraeva mia nonna Alberta, giovane, assieme a mio nonno a mio padre e mia zia  allora bimbi. Non so perché ma mia nonna la trovavo in quell’immagine molto bella, (scoprii poi che era considerata una delle ragazze più belle del paese) fiera della sua famiglia che con una forma d’Amore totalmente scomparso ha cresciuto ed amato. Perse mio nonno che aveva appena quarant’anni e da allora non ha mai più desiderato un uomo né concepito qualcuno che lontanamente potesse sostituire nel cuore come nelle giornate mio nonno Giovanni Battista Terrile, ferroviere. Sono tutti e quattro sulla collina dove sono solito ammirare il tramonto, leggere e scattare migliaia di fotografie. Quest’immagine come è ovvio  da ciò che ho detto poco sopra mi è restata dentro e un giorno di parecchi anni fa rimasi colpito incontrando una ragazza in una trattoria, ne restai attratto, la trovavo bellissima....e non capivo esattamente a cosa ciò fosse dovuto....solo che ne ero attratto senza neppure averla sentita parlare.Tempo dopo  presi a corteggiarla e conoscendola e purtroppo idealizzandola (vedi post precedente sull’errore dellsa proiezione sull’Altro) finii per innamorarmene e iniziò una storia di cui sin troppo ho parlato, al punto che non voglio più dirne. Un giorno riaffiorò la foto di mia nonna, oramai io e quella ragazza eravamo una coppia con un bel progetto di vita a due....e capii. Osservai la posa della mano, il fisico magro, lo sguardo serio.....avevo ricordato e fatto riaffiorare quell’immagine di mia nonna e l’avevo ritrovata nelle sembianze di colei di cui mi innamorai. Un giorno venne a casa sua madre....vide la foto e esclamò:- Guarda....sembro io da giovane! Praticamente un gioco di matriosche.
Inevitabile dire che ciò che fisiognomicamente è simile non ha alcun riferimento con il carattere e le modalità dell’agire. Mia nonna condusse una vita di famiglia terminata pochi mesi fà con un cancro all'intestino mentre  la mia ex  è altrove ad inseguire se stessa ed i suoi sogni che le auguro di riuscire a concretizzare  mentre io sono a continuare la mia vita coltivando il mio sogno, avvicinandolo ogni giorno che passa.
Tornerò sulla collina da solo e da quella collina ricostruirò la mia vita, come sto ricostruendo una casa, uno studio ed un progetto lontano dalla citta. La volontà non mi è mai mancata, conosco il buio e la luce, ma non solo nella fotografia, anche nella Vita e la Vita non è una fotografia.




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sabato, gennaio 26, 2008


Foto: © Alberto Terrile 2008 courtesy of : Giovanni Di Cicco e Francesca Zaccaria

REALTA',SOGNO E MASCHERE

Esistono persone che credono che immergendosi nel virtuale possano mostrarsi o addirittura essere diverse da come sono lontane da un computer. Indossano una maschera con cui scendono sul palcoscenico di un  mondo immaginato. Non è così e ancor meno lo è  quella vita, vera a cui di diritto apparteniamo. La vita non è un palco, sebbene il tempo odierno preferisca chi recita una parte, un ruolo rispetto a chi, s’offre per ciò che realmente è, esponendosi come è ovvio alle critiche e non solo ai complimenti. Essere se stessi non è cosa semplice, perché ognuno di noi è anche la somma di tanti errori fatti, come di errori ereditati dai geni di coloro che chiamiamo genitori. Nessuno è perfetto, io, men che meno. L’importante è capire cosa possiamo utilizzare, come attingere dai nostri errori per migliorarci o per offrire all’Altro spunti e suggerimenti per un buon vivere, un buon sentire. I nostri errori non divengano orrori per l’Altro. I nostri errori sono retaggio, nel loro venire considerati, del passato che è un tempo al quale non è più possibile porre rimedio. Dobbiamo impegnarci nel presente, costruendo e non demolendo, sottraendo semmai, ciò che non è più necessario e talvolta sottraendoci a chi cerca solo di provocare ostilità per il gusto di “giocare” o perché ha dei conflitti che vanno al di là delle nostre azioni compiute con una coscienza ed una misura. Il futuro invece và sognato nella giusta dimensione, io promotore di sogni ad occhi aperti ho imparato a mie spese che il sogno tout court porta all’idealizzazione, che l’idealizzazione è spesso proiezione sull’Altro di ciò che non gli appartiene e inevitabilmente questo porterà a scottanti delusioni colui che proietta e farà sentire sminuita la personalità e l’essenza di chi si trova investito di un ruolo che non gli è proprio.
Il sogno è quindi del futuro, un momento necessario di propulsione verso il domani, un progetto che se pensato in un presente, in un qui ed ora, deve trovare in questo tempo....in questo che chiameremo “il nostro oggi” la sua possibilità di esistere.....vale per chi è solo, per chi è in coppia, per ogni sesso e specie.
Il sogno và sognato, certamente e poi, in seconda istanza dobbiamo lavorare nell’oggi per realizzarlo se ci crediamo e questo và fatto senza recriminare sul passato, agendo in tempo reale perché l’uomo è specchio di natura ... se il vento è troppo forte e le foglie sono troppo tenere o troppo vecchie potrebbero venire portate lontano, troppo lontano senza che nessuno si curi di raccoglierle.



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mercoledì, gennaio 23, 2008



E PERICOLOSO SPORGERSI

Immagini di luoghi ed architetture di Luigi Massolo e Roberto Saba

Esiste un dire  dell’umano attraverso la sua assenza. Luigi Massolo e Roberto Saba  declinano due possibilità linguistiche di questo processo.
L’uomo  fuori scena  parla attraverso le tracce del viaggio verso il  lavoro  sino a giungere alla malattia mentale ( L. Massolo) oppure obliquamente impiegando i volumi con cui riempire gli spazi dell’ esistenza (R Saba).
Queste immagini procedono dall’esteriorità per condurci verso l’interiorità dell’umano, testimoniano un’ epifania dove ogni giudizio viene sospeso.

                                                                                           Alberto Terrile Genova gennaio 2008


Sito web mostra www.percorsimagici.net

La mostra (terza della serie curata da Alberto Terrile per il Centro Sivori) inaugurerà giovedì 24 Gennaio alle 18,30 e terminerà il 21 febbraio 2008 e sarà visitabile negli orari cinema dalle 15,30 alle 23.





Gli autori

Luigi Massolo nasce nel 1958. Di professione informatico,  si appassiona alla fotografia fin da giovane dedicandosi alla stampa in b/n.  Nei primi anni 90 abbandona la passione per il media fotografico . L’acquisto tre anni fa di una reflex digitale è metafora del fatto che sotto la cenere la brace è viva e ritorna a fotografare. I suoi soggetti d’elezione sono  luoghi abbandonati, segnati dalla storia e dalla sofferenza dell'uomo.
Ha frequentato il corso "Dai sali d'argento ai pixel" edizione 2006/2007

http://picasaweb.google.it/luigi58photo

Roberto Saba nasce a Genova nel 1973. Raccogliendo l'eredità del padre inizia ad appassionarsi alla fotografia nel 2006. Nello stesso anno entra nella scuola/factory di Alberto Terrile seguendo il corso "Dai sali d'argento ai pixel". Nell'agosto 2007 una sua foto viene selezionata ed esposta al Palazzo Ducale di Genova nella mostra-concorso collaterale all'antologica "le parole degli occhi" di Giorgio Bergami. Nell'autunno 2007 prende parte alla mostra collettiva "percorsi magici" allestita al Centro Polifunzionale Sivori di Genova. Si occupa del sito www.percorsimagici.net. che si propone di impaginare e mantenere in rete le mostre prodotte  da A Terrile per il Centro Sivori e l’attività didattica dello stesso.

http://www.fotothing.com/Ro73/




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Foto: © Alberto Terrile 2007



IL MIO OCCHIO AL SERVIZIO DELLA DANZA

Ieri sera di nuovo a strisciare tra le file delle poltrone vuote durante la filata generale,per non impallare la ripresa video. Il mantenersi giovani è anche questo...camminar carponi mentre l'aiuto della fonica ti dà del lei per raggiunti limiti d'età. Con Giovanni Di Cicco lavoro dall'88......lui e la compagnia Arbalete  che creò con Claudia Monti sono stati il mio primo passo nella fotografia di danza. Un'esperienza quella della fotografia di danza che mi ha fatto stringere importanti amicizie e crescere molto interiormente. Ancora oggi, ogni tanto la pratico sebbene la crisi economica abbia dato un grosso colpo a quest'arte già poco sovvenzionata negli anni in cui circolava più denaro. Doveroso riconoscerlo, doveroso segnalarlo perchè spesso guadagnare significa acquisire esperienza e motivazione a discapito della fatica e del portafoglio.

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martedì, gennaio 22, 2008



Foto: © Alberto Terrile 2007

La formula della vicinanza

Regalami un sogno non ancora sognato.

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lunedì, gennaio 21, 2008


Foto: © Alberto Terrile 2005

D' INVERNO

L’inverno è il tempo dello sguardo che intercede. L’inverno lo  si può ascoltare attraverso il suono di polpastrelli che tracciano segni fantastici sui vetri appannati dal fiato. L’inverno sembra fatto per riprogettare ciò che vorremmo essere a Primavera. Riprogettare nel buio stretto dei giorni corti.

Guardo gli alberi segnare il cielo come scritture antiche, guardo le nubi passare cancellando tutto come morbida gommapane. Ricordo un fanciullo felice attendere la neve che gli pareva bella persino quando veniva sporcata dai cerchioni dei carri .

Il giardiniere intento a inzaffardare le radici, rivolge lo sguardo alle geometrie del suo giardino ora ancora spoglio, lavorando con la testa e con le mani per preparare l’arrivo di Primavera. Lo scricciolo continua imperterrito col suo trillo a chiamare la Neve.


Legenda :

Intercedere
dal latino "camminare nel mezzo"
Inzaffardare: nel linguaggio contadino è pratica del proteggere le radici con un composto di fango e humus.



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venerdì, gennaio 18, 2008




THERE IS TIME - FENNEC

Dietro a questo progetto (Fennec), il brano è stato utilizzato per uno spot Wyler Vetta, c'è una vecchia conoscenza del rock alternativo italiano, Luca Alfonso Rossi degli Ustmamò. Sabato scorso ci siamo fatti una bella chiaccherata....tra emiliani per intenderci...emiliani dei monti, non della bassa.Sabato  ero nello studio URS di Villa Milazzo in provincia di Reggio Emilia, alla produzione Simone Filippi (il chitarrista degli Ustmamò) ero dicevo lì a lavorare e a respirarmi un altro appennino, lontano dalla mia Genova (avete mai letto Addio A Genova di Montesquieu l'enciclopedista? Ne fà una critica aspra...e ciò   su cui puntava lui l'indice allora  è identico nell'oggi , la solita vecchia storia, la chiusura mentale e i centri di potere) e stavo bene, perchè quando lavoro su cose creative non sento il peso delle giornate quando le emozioni stemperano e s'allontanano....e qui mi fermo perchè come ho detto ora non è più tempo di parlare di quel me che molti hanno amato,condiviso e alcuni disprezzato....poco male ...e con questo chiudo....buon ascolto!

LINK: http://profile.myspace.com/index.cfm?fuseaction=user.viewprofile&friendid=201893290


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sabato, gennaio 12, 2008


Foto:courtesy of Viola Vicini

DAL SILENZIO L'ANGELO DEL 2007

(Estratto da un mio commento sul post precedente)
Ho consegnato gli ultimi 5 fogli di carta Record Rapid (carta fotografica baritata ai sali d’argento) dell’agfa (fuori commercio da anni) all’anno 2007. Ho stampato in camera oscura, solo, con la mia musica e il cellulare spento (31 dicembre2007)

postato da albertoterrile 09:29 | commenti (9)

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