Le Parole di Alberto Terrile

venerdì, novembre 30, 2007


courtesy of Francesca Zaccaria

GLI OCCHI E DREYER

L’occhio fisico,il terzo occhio di Shiva,l’occhio del cuore.
Nelle Upanisahd gli occhi sono identificati con due astri principali :il sole e la luna.
Io mentre scattavo invece pensavo a Dreyer….adoro essere inconsapevole quando lavoro,adoro la confusione….avevo freddo e ho bevuto un the….avevo tanto dolore e ho preso 5mg di Valium e ho iniziato a lavorare sino a quando non ho deciso che….non c’era più niente da scattare per quella notte. Ridisceso nel freddo, ho percorso la strada, sono rientrato a casa e mi sono nascosto tra le coperte abbracciandomi come un bimbo felice perché avevo disegnato quaranta nuove figurine.

postato da albertoterrile 18:43 | commenti (7)



IL BACIO CHE TRASFIGURA

Quando qualcuno se ne va dalla tua vita affettiva si avverte disagio,inadeguatezza. Può capitare di sentirsi brutti, deformi, mostruosi, ma è una nostra percezione relativa al momento, qualcosa  che è stato indotto da quello strappo. La mia attenzione creativa riscrive questo stato e nella sua drammaticità,offre la speranza del  bacio che è attraverso un velo/diaframma, quel bacio d’amore che dissolverà l’inadeguatezza  e il dolore (il velo)  restituendo  nuovamente la sembianza umana, riportando alla Vita quindi  alla meraviglia del Creato chi è stato ferito.

Che cosa è un bacio? Non è il desiderio ardente di aspirare una parte dell'essere amato? Giacomo Casanova-Memorie scritte da lui medesimo

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mercoledì, novembre 28, 2007



NON RIESCO A RIPOSARE

Non riesco a riposare le immagini riaffiorano,come bolle in un bicchiere d’acqua frizzante. Ritornano i gesti, i profumi di chi non è più qui e si fanno veloci e rapidi come quando precipiti in un sogno dalla cima di un palazzo e rivedi la tua vita in pochi secondi. Non riesco a riposare e ritorno in camera tua dove ho ritratto un volto attraverso la tua tenda….sul letto bianco e immacolato con le caramelle di menta sul comò. Ti rivedo accanto al camino assecondarmi  con un sorriso perplesso nel mio lavoro “Spirito”, quell’opera che non ho mai più voluto terminare  perchè me l'hanno avvelenata .

Non riesco a riposare, vorrei raccontarti di me e so di non averne neppure bisogno, perché già sai….ma per me la parola è come acqua per chi ha sete. Non riesco a riposare … penso a mio padre nervoso perché sfoga la tensione di chi ti ha tenuto nell’ultimo abbraccio, non riesco a riposare e sento freddo mentre June Tabor canta Roseville fair.

Ascolto  il tuo sussurrare in dialetto mentre gli occhi si posano su un telegramma di condoglianze.
Parole vere, parole di circostanza….chi sa la verità?
Me l’hanno nascosta i miei per anni, le donne, gli amici….chi sa la verità?
Non riesco a riposare…..a riposare…..riposare…..questa è  una verità!!!

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STANCO&PROVATO

Sveglio dalle 5,33 mi sono occupato stamane della tumulazione di mia nonna. La morte è un business per il comune,per le pompe funebri,per coloro che aprono e chiudono le tombe. Praticamente 2300 € circa da versare al Comune (grazie per il lembo di terra Genova), qualche mancia a chi piede di porco alla mano apre di lì,sposta di là i resti mortali e tanto dolore.
C'ero già passato con l'altra nonna, nel 2005 ma avevo rimosso...oggi tutto è contabilizzato.
Seppelitemi  tra i fiori di campo , con una croce di legno,le iniziali e basta, tanto qui in terra non resta nulla. Ora esausto provo a riposare un'ora....spengo i telefoni e basta!!!  Questa sera insegno e dopo debbo fotografare della Danza contemporanea.....cose che succedono ai vivi!

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POUT POURRI


da il paese dell’Utopia dei libri di Ctesia…..

Magiche fontane versavano oro liquido, che si solidificava appena qualcuno l'attingeva con una brocca di terracotta...oppure un'acqua ghiacciata usciva gorgogliando e rumoreggiando dalla roccia, gettando violentemente per aria gli uomini e gli animali che vi immergevano il piede....Un albero lasciava cadere le sue lacrime nell'acqua dei fiumi e ognuna di queste lacrime si induriva, formando una goccia della preziosissima ambra.

 ...ad un testo del  Cappellaio Matto

Le donne edera sono quelle donne che hanno bisogno di aggrapparsi ad un uomo e poi ad un altro e vivere della loro linfa vitale. Non ne mollano mai uno senza avere la certezza di poter sopravvivere attaccate a quell'altro... e così vanno avanti, tra tradimenti e ripensamenti, da un albero all'altro, spolpando e nutrendosi. Vivono di luce riflessa e  non sanno sopravvivere da sole. Hanno periodi di intensa fiornitura e vitalità proprio appena cambiato l'ospite di turno, tendono a scurirsi e rabbuiarsi nel momento in cui la linfa vitale non le soddisfa più... Spesso la donna edera fa i capricci. E ancora più spesso è l'emblema della femminilità e della sensualità. Una dea scesa in terra, una musa ispiratrice... sa adattarsi perfettamente a quello che la sua vittima desidera vedere in lei... questo almeno fin quando ne ha necessità.

....sino al mio metaforico terminare

Come giardiniere accorto, saprò riconoscere le piante che privano dell’innocenza … continuando a guardare la luce del mattino, traversando con passo misurato quel perimetro di terra dove crescono fiori spontanei dove tutt’ attorno le api s’alzano in danza.

NB: Onde evitare fraintendimenti e mistificazioni, il soggetto rappresentante (la donna che interpreta le immagini)  è un "segno" e i riferimenti testuali non fanno riferimento alcuno alla sua persona.

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venerdì, novembre 23, 2007


Foto: © Alberto Terrile  Le tue mani


LETTERINA A MIA NONNA


I piedi piantati nella terra di una vigna d’Emilia. Fotografo mentre scende la sera , mentre  tu ti lasci andare tra le braccia di tuo figlio che è anche mio Padre.
Il telefono squilla .Tutto quel dolore infinito ha trovato finalmente pace.

Il tuo saluto, la tua  strizzata d’occhi di tre giorni fa è un prezioso dono che conservo in me.
Ricordo le tue mani forti ed irrequiete e sono contento di avertele scaldate quasi sino alla fine. Che dirti se non grazie per una vita assieme.
Stai serena, io te lo prometto, sarò sereno.

Il tuo Alberto

Questa è la foto che scattavo mentre te ne andavi.....il problema non è se sia bella o brutta....è importante per me perchè è venuta in luce mentre tu divenivi pura essenza abbandonando l'ombra .......è stato magico essere lì a scattare e non in uno stupido studio milanese a servire L'IMPERO DELL'IMPOSTURA E DELLA MENZOGNA. (Tanto vi dovevo miei cari occulti e sin troppo scontati maestri della comunicazione)

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giovedì, novembre 22, 2007


Foto: © Alberto Terrile 2006

UN NUOVO GIORNO

Apro casa e ritrovo il freddo della montagna, guardo fuori della finestra gli alberi spogli e l’inferriata. Da quella finestra passava sempre mia nonna, buttava lo sguardo in cucina per sincerarsi se tutto era in ordine conoscendo il caos col quale mi sposto ovunque. Sorrideva.
Hai mangiato?
Cosa ti sei cucinato?
 
Oggi nei momenti di buio dovuti al male lenito dalla morfina la sua unica preoccupazione è che ci siano latte e biscotti per i suoi due figli, mio padre e mia zia. Madre di terra, donna severa come il paesaggio che le ha dato i natali, non è persona che pensa al superfluo, né in vita, men che meno sulla soglia della morte.
Ieri s’è girata su un fianco e in un guizzo di Vita m’ha strizzato l’occhio, come faceva quando stava bene. Mia nonna parlava pochissimo e osservava tutto ed io oggi come non mai sono fiero di portare il suo nome. Non capisco quei genitori che danno nomi lontani,nomi d’attori e cantanti, oppure nomi belli. Il nome è come un ponte che unisce due rive. Alberta nel 1909 diviene Alberto nel 1961.

Ora è buio e la temperatura scende, ora è buio ed io mi sento spaesato in una casa che doveva esser un nido ed ora è tutta per me. La malinconia si posa lieve mentre perdo lo sguardo nel camino e piango lacrime vere. Sono ad un bivio. Sto divenendo Padre dei miei genitori e fratello dei miei alunni. Oggi la mia vita prende una direzione nuova.
La donna che sceglierò sarà “la donna” e basta, non voglio più raccontarla con immagini come ho fatto nella prima parte della mia vita. Non voglio che la rappresentazione sovrascriva la realtà. Non voglio più caricare una donna di un senso che è più vicino alla mia idea di Donna, desidero che sia lei a parlare con i suoi occhi, con la bocca, con gesti precisi e sinceri. Credo che il mio mondo debba posarsi  su persone amiche, su esseri che non debbono necessariamente vivere negli spazi che ho costruito con fede e con passione. Ecco perché ho scelto Viola. Sono adulto e credibile come autore per chiedere a qualcuno di interpretare le mie storie.
Sono ad un bivio ma conosco
 la direzione….non ho mai tentennato di fronte a nulla. Ho attraversato le tempeste della vita con amori e dipendenze, ho visto lampi e cieli squarciati dalla luce, ho raccolto il me bambino e l’ho offerto come Giobbe in sacrificio e Dio mi ha dato ancora un po’ di tempo, debbo farne tesoro e imparare a donarmi ancora.

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mercoledì, novembre 21, 2007



Foto: © Alberto Terrile 2007

Il regno delle nevi e la pianta della gioia

Penso ai ricordi dimenticati nella fretta delle giornate di sole , al bianco puro del tuo bucato e alle donne che ho amato in tua presenza. La luce dell’estate è un ricordo che trattieni per non dover sentire il freddo che attraversa gole e monti mentre scendi lenta a valle. La bocca, serrata dalla morfina  che dovrebbe aiutarti in questo viaggio, ed io accanto, selvatico oggi come lo fui ieri t’accompagno spiegando loro cosa stai sentendo e chi incontri in questo cammino lungo quanto l’alba dei tempi.
 
Guarda i campi di papaveri mossi dal vento, la loro storia è parallela all’alba della scrittura, e sulle tavole di Ninive del 2700 ac  si racconta di una “droga bruna” estratta dalle capsule dei fiori di campo e chiamata Pianta della gioia.
Camminiamo assieme guardando quel cielo eterno che è sopra le nostre teste, alziamo lo sguardo...vedi? Me lo bevo con gli occhi ...che diventano piano piano sempre più blu mentre le nostre pupille si sciolgono alla luce.

Teniamoci così per mano, ancora e ancora….mentre i volti che hai visto scompaiono piano piano da te e dalla mia vita. Lasciamoli andare dove vogliono, noi ora dobbiamo restare uniti ancora un pò in questo caldo abbraccio prima che venga freddo.



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IN CAMMINO


Non è semplice vedere una persona che si spegne alla vita in terra, la consapevolezza di dove è  ora e del dove si sta avviando le ha fatto chiedere di parlare con un prete che ben conosco, un uomo che conosce la sua missione e la conduce con onestà quindi lontano dalle ipocrisie e dai luoghi comuni di uno stato Pontificio.
I valori immunologici impennati, il male che trova un corpo da settantenne in uno di 98, mai un ricovero ospedaliero,mai un influenza....i vecchi che sono divenuti tali, la gente del primo novecento se viveva era perchè aveva tempra forte....
Aspetto che accada, ti tengo la mano ogni volta che posso .... debbo partire 5 giorni mio malgrado per lavoro....nella tua terra,tra la tua gente....saprò trascrivere tutto con il mio sguardo, le semplici tradizioni di un tempo, la sportaia  mi aspetta ed io.....sarò là e  sarò ancora più con TE, in modo forte attraverso il mio temperamento d'autore, attraverso un autorevolezza di significati che si bagna in quel mondo di Visioni che hai contribuito a costruire in me con la pazienza di un tempo, pazienza che oggi non è più.
Mi dispiace per coloro che non hanno questo dono di perseveranza e pazienza, coloro...che infelici vagano tra le nebbie del loro esistere....ma questo è affar loro...io in maniera un pò più disordinata di te sò cosa faccio, ne conosco le ragioni e cerco di arrivare sempre più al cuore delle cose.

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martedì, novembre 20, 2007

RISPETTO DEL PROSSIMO
SENSO DELLA MISURA

Quanto  è più saggio dell'uomo l'animale,che conosce la misura del suo bisogno,mentre l'uomo la ignora. (Democrito)

La necessità è un male, ma non c' è nessuna necessità di vivere nella necessità. (Epicuro)

Sono esterefatto. Le persone hanno perso molte cose: rispetto, codice morale, etica.
Stamane ho dovuto perdere mezz’ora al telefono con una persona alla quale stò pure facendo un favore per spiegargli questioni di pura deontologia professionale oltre che tecniche. Se chiedo di essere rispettosi perché ho varie situazioni che ovviamente incidono sullo svolgimento del lavoro, prendendomi del tempo, situazioni oggettive  di malattie in casa, più e meno gravi, se essendo oggi mio malgrado, single, dovendo occuparmi dell’igiene,organizzazione di una casa oltre a lavorare senza orari…come sempre, (ieri erano le 22,30 questa sera farò mezzanotte) vi paio in pretesa?
Da ciò che scrivo si evince  che non mi è possibile seguire le paturnie di ognuno, conversando al cellulare o sul fisso per cose che non hanno minimamente urgenza. Occorre imparare che certe nostre istanze spesso nuociono agli altri. Se non abbiamo una risposta tempestiva  impariamo ad attendere. Se il dubbio ci assale, pensiamo che magari esistono diversi momenti della giornata per esternarli…non ORA,SUBITO…perché poi debbo fare dell’altro. Rispettare il prossimo è immaginare che possa avere ancora più impegni e problemi di noi….dosiamoci nel dover esternare tutto subito….oppure se qualcuno ha queste urgenze impellenti lo scriva su un foglio,su un blog e poi dopo averlo fatto ripensi alla reale necessità di quel suo dire.

Se qualcuno ha problemi di Ego e si sente un superuomo grazie al suo lavoro,  se ha mancanza di fiducia nel prossimo, dubbi ed  irascibilità e mi riversa tutto addosso con le sue impellenti tempistiche è cortesemente pregato di accomodarsi fuori dell’uscio della mia vita. Ho già tagliato un bel po’ di rami secchi, e continuerò a farlo. Io rispetto gli altri, così come chiedo di esser rispettato, perlomeno in questo periodo non propriamente piano e semplice dell a mia esistenza.

Grazie
at

PS Ovviamente non mi riferisco ai lettori usuali del blog ma ……a coloro che per ingannare mezz’ora della loro giornata….mi limitano nel mio agire….chiedo solo di poter andare a parlare col dottore, di trascorrere l’ultimo tempo con mia nonna morente ( il suo valore immunologico che dovrebbe essere entro 30 è  invece a 900…..ci capiamo?), di lavorare e insegnare…. non di ascoltare  l'altrui ed egotico farneticare!

Il maestro disse: Chi si modera, raramente si perde. (Confucio)

C'è una misura nelle cose,vi sono precisi confini oltre i quali e prima dei quali non può sussistere il giusto. (Orazio)





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lunedì, novembre 19, 2007


Foto: © Alberto Terrile 2007 courtesy of Viola Vicini

OLTRE LO SPECCHIO

Di là dalle apparenze, dall’altra parte di noi troveremo quello che possiamo donare realmente:l’essenza di ciò che chiamiamo Amore.

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domenica, novembre 18, 2007


Foto: © Alberto Terrile  2007  courtesy  of Viola Vicini

PAGINA DI DIARIO 17/11/07


Il cielo è blu timbrico stamattina  , l’aria dell’inverno è rarefatta e pulita come il mio cuore . Mia nonna la scorsa notte ha avuto un collasso, perde le forze e pian piano lascia che l’autunno stacchi via le sue foglie. Il viso le cambia, si trasforma e comincia a ricordare quello dell’altra nonna che nel 2004 m’ha lasciato qui a continuare le mie cose da  uomo vivo.
Il viso che va incontro  alla morte si serra nelle labbra e si fa bianco quasi volesse far evaporare il sangue. Ricordo d’aver fatto esplodere una rosa con un colpo preciso di fionda, ricordo quei petali rossi volare nel cielo e sebbene non capissi quanto fatuo era stato quel tiro, vidi la bellezza che ci può essere nella morte di un fiore per mano di uno sciocco.

Ho carezzato i capelli bianchi mentre i farmaci combinati facevano effetto, ho carezzato quei capelli e ricordato il suono delle parole e l’interrogativo di chi mi diceva :-Perché non mi carezzi mai la testa?
Faccio tutto quello che posso, l’ho sempre fatto ma sembra non basti mai. Gli scorsi giorni tra il medico per mia madre e le parole del Prof Henriquet per la nonna, correggevo dischetti con foto allievi,vagliavo lavori,dettavo titoli sino a notte fonda. Poi trovavo mail in cui si diceva :- Hai guardato le mie cose? Non ti sarai mica dimenticato?

Bob Quadrelli mi cerca con insistenza ed io non lo abbandono, solo che ho meno tempo, qui la precedenza l’hanno i sofferenti di casa.

Una pausa ristoratrice vede innalzarsi un Angelo prima su una lunga scala scura,poi tra alberi lussureggianti. Tra le le 15 e le 17 ho abbandonato il mondo da persona come tante e sono fuggito nel mio incontrando Angeli,specchi ed un Alice che stà per divenire grande grande nella stanzetta ed io l’ho immaginata spaventata e ho pensato a quando la vita mi ha presentato il conto….quando qualcuno sentì farsi piccola la casa e le cose e se ne andò da quell’uscio ed io mi sentii abbandonato, messo in un cantuccio.

Ma io guardo Alice e sorrido all’Angelo…. scherzo con sua madre (mia coetanea) bevo una CocaCola, e sono felice di aver incominciato a creare di nuovo.

….Viola è un archetipo perfetto per il mio fare, molto  attenta, coscienziosa, precisa e centrata, si affida a me per ciò che le chiedo di interpretare ed io l’accompagno nel mio mondo con grazia, tenendola metaforicamente per mano, sorridendole,  salendo e scendendo le scale ,poi ,finito il lavoro la lascio e torno a vivere  da solo quella vita dove impariamo, sorridiamo,soffriamo dove ci incamminiamo come la nonna.....verso l'invisibile.






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venerdì, novembre 16, 2007


Le songe de Jacob


Questo nuovo periodo della mia vita è fecondo. Faccio i conti con morte, dolore, malattie attraverso differenti situazioni famigliari. La nonna è la punta di diamante, ma vi è dell’ altro.
La creatività e l’immaginario si dilatano in un abbraccio che mi tiene stretto e in questo senso nuove figure entrano nel mio vivere. Domani se non cade la neve o arriva un terremoto realizzerò uno dei miei Angeli…..che sale una lunga scala verso l’alto ed io ritorno con la mente e il cuore al sogno di Giacobbe visto nella mia passeggiata notturna in pigiama al Museo del Petit Palais ….vi allego lo stralcio da un mio commento al post sugli Angeli, del mese scorso.

La collezione Campana,il musee du Petit Palais,il 1998,un meraviglioso ricordo: in francia il conservatore spesso ha l'alloggio nel museo stesso, così era per Ester Moench , che in occasione dei preparativi,delle installazioni per la mia mostra mi ospitò 11 giorni nel Museo. Mi disse: Se segui quel corridoio lungo e apri la porta accedi alle sale....c'è l'allarme,pertanto tieni la distanza dai quadri....ma gira pure il museo se ti và una notte. Lo feci, solo,in pigiama e vidi Simone Martini...Taddeo di Bartolo e Bartolo di Fredi,Ludovico Urbani e la Vergine del Botticelli. Pensai come disporre le mie raffigurazioni,ero estasiato come un bambino al cospetto del più bello dei giochi....attraversavo il rinascimento in pigiama....scalzo e solo, come in una fiaba.

L’altra notte ricevo una mail da un mio allievo che stimo in maniera particolare per come riesce a convogliare la sua creatività sia nello scrivere che nel fotografare: Massimo Ferrando. Mi annuncia che un suo scritto (Massimo nasce poeta ed incontra la fotografia tempo dopo) sarà inserito nell’Antologia "LUCE E NOTTE” (Lietocolle edizioni). La fatalità è che questo volume in uscita  è curato da Anna Maria Farabbi, poetessa e oggi posso dire amica, con la quale è cominciato da un anno un lavoro a 4 mani di attraversamento tra parola scritta ed immagine. Dato ulteriore è che Anna Maria mi chiese se potevo scrivere un testo sull’immagine e la Visione ed io lo feci, titolo “Le Immagini che non si possono vedere” un report di un fatto realmente accadutomi. Quindi,è con stupore e intima gratitudine che apprendo che  Massimo ed io saremo assieme nello stesso libro, uniti da Anna Maria ….non è un caso, nulla di premeditato, nessuna pastella all’italiana….ma un semplice sussulto dell’Universo che avvicina Anime simili.

La vita stà mostrando ancora il suo volto, l’altra faccia di un dolore profondo che piano piano, con cura e  con dignità stò accogliendo in mè e trasformando come mio uso in un atto d’Amore per il Visibile.
Restituisco solo alla vita, ciò che questa mi ha saputo donare e ringrazio dal profondo.

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mercoledì, novembre 14, 2007



ASCOLTARE UN VOLTO
pt 2

Capisco che  parole di amore, di sconforto e di rabbia trovino maggior riscontro rispetto a un post in cui scrivo solo ASCOLTARE IL VOLTO.Guardare Viola e scorgerne unicamente la bellezza a che serve? Non facciamo così ogni giorno, in casa,sull'autobus,in ufficio?

In realtà invito ad una riflessione...perchè spesso ci posiamo sulle cose....con leggerezza, senza capirle e poi  un bel giorno persi in noi stessi,arrotolati tra le spire di un sentire cerchiamo un terapeuta, un maestro.
...impariamo ad ascoltare....noi, un volto, Dio e facciamolo in modo"monastico" (da Monakos,uomo uno,unificato).

Il volto è una rivelazione, incompleta e passeggera, della persona. Nessuno ha mai visto direttamente il proprio volto; lo si può conoscere soltanto riflesso nello specchio o per mezzo di una fotografia. Ritrarre un volto ci pone innanzi l’equazione tra  la luce interiore ed esteriore del soggetto.
Il volto è l’Io intimo, parzialmente denudato, infinitamente più rivelatore di tutto il resto del corpo.

Da quest'anno insegnerò in Accademia come si ritrae...sarà solo un workshop per i ragazzi, vedrò se oltre ai loro lobi dilatati e traforati  sapranno cogliere queste cose....che renderò loro lievi e semplici come sò fare....proverò a dilatare un pò le loro coscienze, se me lo permetteranno....in altro modo....continueranno la loro transumanza, da un aula ad un'altra....da una ragazza all'altra, da una sigaretta all'altra....io sò dove mi sto dirigendo.....se qualcuno lo desidera, si fà un tratto assieme, no?

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lunedì, novembre 12, 2007


Foto: © Alberto Terrile  Studio per un volto 17 Novembre 2007 courtesy of Viola

STILL WORKING

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Foto: © Alberto Terrile 11 Novembre 2007

PER/MUTA/ZIONE


Dalle macerie del tempio
lo spirito rinasce

come serpe in muta
volge lo sguardo
in alto





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domenica, novembre 11, 2007


Foto: © Alberto Terrile 2006 - Il libro della Vita

IL LIBRO DELLA VITA

L’altra notte sfogliando il libro della vita
m sono soffermato sul capitolo in cui  dicevi :

“sono tua”

La  fede mi rese cieco.

Raccontati per come credi 
lascia  se vuoi che altri lo facciano per te.

Ora

il mio sguardo s’abbassa
mentre t’allontani come un ricordo
svanendo tra le pagine del tempo.

(liberamente ispirato ad un traditinal americano)

 

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venerdì, novembre 09, 2007


Foto: © Alberto Terrile 1999  Dal mio privato -Il risveglio dopo l'eclissi- Arles

IDEOLOGIA

Nella stagione delle ideologie sperimentai il mio  privato. Oggi continuo a viverlo e lo racconto cosciente di avere coerenza.
La scelta  è di camminare da solo. Quando cado nel tranello del guardarmi l’ombelico è la coscienza individuale a risvegliarmi e non quella collettiva.
Chi mi conosce sa che invito all’aggregazione e alla condivisione ma l’ideologia come dottrinarismo, come dogmatismo mi fa orrore.







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mercoledì, novembre 07, 2007


Foto: © Alberto Terrile 1987

Niente è paragonabile a te

So che quando si è condiviso qualcosa di importante è molto difficile immaginare un nuovo inizio, si pensa che non ce la si farà e il paragone diviene inevitabile. Volto lo sguardo e scorgo  l'universalità di questo sentire ...lo vedo in persone a me   vicine per amicizia….e leggo quel timore nei loro sussulti di vita che vanno in altalena.....e penso :- è normale....naturale....se si è amato.

Credo si debba vivere il momento presente per ciò che dà, il tempo ci mostrerà , con una bella zoomata il disegno nel quale siamo solo  delle piccole figurine.

Scelgo di accompagnare il testo  di Prince  nella traduzione di Cristina Cassinelli con un mio vecchio dittico realizzato nel 1987 circa, quando ero un ragazzo di 26 anni.
Certi stati d’animo hanno dell’universalità e forse li abbiamo dentro da sempre…..


 Niente è paragonabile a te

 (Prince)

Sono passate sette ore e quindici giorni   
Da quando hai portato via il tuo amore
Esco tutte le sere e dormo tutto il giorno
Da quando hai portato via il tuo amore
Da quando te ne sei andato posso fare quello che voglio   
Posso vedere chiunque io scelga
Posso cenare in un  ristorante alla moda
Ma niente, ho detto niente può portare via questa tristezza
Perché niente è paragonabile, niente è paragonabile a te
C’è stata tanta solitudine qui senza di te
Come un uccello senza il suo canto
Niente può bloccare la caduta di  queste lacrime solitarie
Dimmi, piccolo, dove ho sbagliato
Potrei abbracciare tutti i ragazzi che vedo
Ma non farebbero che ricordarmi te
Sono andata dal dottore e indovina cosa mi ha detto, indovina cosa mi ha detto
Mi ha detto, ragazza faresti meglio a divertirti un po', scegli quello che vuoi (qualunque cosa tu faccia)
Ma è un pazzo, perché niente è paragonabile,  niente è paragonabile a te
Tutti i fiori che hai piantato, mamma, nel giardino dietro casa
Sono tutti morti  quando te ne sei andato
Lo so che vivere con te piccolo qualche volta è stata dura
sono disposta a provarci un’altra volta
Perché niente è paragonabile, niente è paragonabile a te
è paragonabile, niente è  paragonabile a te
Niente è paragonabile, niente è paragonabile a te.

Ascoltatela  anche eseguita  da Jimmy Scott

postato da albertoterrile 14:35 | commenti (15)

lunedì, novembre 05, 2007


Foto: © Alberto Terrile 2005 sulla strada verso Porretta Terme

IL VIAGGIO MENTALE CON LA NONNA

L’anno scorso scrissi un post dal titolo TELETHON, in data giovedì, novembre 30, 2006, dove spiegavo come realizzai la campagna lasciti. Inventai quel giorno la SUPERNONNA. Questo post venne poi pubblicato da TELETHON  sul loro bollettino cartaceo,senza chiedermi l’autorizzazione che io concedetti in differita, vulgo a pubblicazione avvenuta. Non credo alle cause legali, scrissi una mail ai loro responsabili, ritengo più corretto che debba esistere una coscienza individuale che dovrebbe portare ad un decalogo di comportamento, spesso trascurato nel mondo della comunicazione e del business. Poco male, andiamo avanti, il passato è passato il futuro verrà ed è dell’oggi che mi debbo occupare, il pendolo và avanti come indietro….ma quando è al centro…lì tutto è reale,vero,vivo.

Se riuscii a convincere Elia che esisteva una Supernonna con dei poteri fantastici…è perché personalmente ho il mio “luogo delle fantasie” dove recupero la realtà e la converto,la riscrivo rendendola più accettabile e poetica, usando talvolta delle immagini retoriche, sia nelle figure che nelle parole. Questa retorica ad oggi non è piaciuta solo a tal Francy, che recentemente ne ha detto….ma del resto chi la obbliga a leggermi…nella blogsfera c’è di tutto no? Chi passa da casa mia ....nome e cognome per cortesia tra l’altro lo sapete che scrivendo lasciate il vostro indirizzo  IP? Gli anonimi o con nickname da blog quando lasciano un commento lasciano anche  la traccia del loro IP. Per trovare la provenienza di un commentto basta andare qui http://www.geobytes.com/IpLocator.htm?GetLocation e sbatterci l'ip segnalato nel commento. Il gioco è fatto!!!

Ora se per Telethon adoprai la mia fantasia per indurre un bimbo a recitar una parte…e convincere tante nonne a lasciare una quota dei loro averi per la ricerca, l’altro giorno ho utilizzato lo stesso sistema per calmare mia nonna preda dei dolori di una diverticolite che poi è un cancro.
La notte perdite di sangue, sconforto,paura di andarsene, perché più t’avvicini alla morte più ti attacchi alla vita….è come nell’Amore, solo quando sfila tra le dita,svanisce,ne senti il reale valore.
Credo sia insito nell’essere umano d’oggi non avere percezione di ciò che possiede, a partire dalla vita, in sù, la vita un bene sacro che tradiamo per un nonnulla. Omicidi per pochi euro per una dose di droga,neonati gettati nella spazzatura, traffico d’organi,snuff movies….è il campionario degli orrori il nostro mondo….ma anche il passato non scherza, mai letto L’eliogabalo? I neonati per il piacere dei ricchi romani? Insomma l’essere umano può essere meraviglioso quanto orrendo, ognuno impari ad essere responsabile secondo la sua coscienza.

Dicevo del sangue,della paura,del vuoto che si lascia. Ogni mia visita alla nonna è un opera di creatività in diretta, la creatività data dall’Amore che si è ricevuto.
Io sono stato fortunato con le nonne e sfortunato con  i nonni, andati in cielo troppo presto. Questa nonna mi ha trasmesso l’amore per una terra meravigliosa e difficile, meravigliosa come una donna non perfetta nei tratti, perchè la vera bellezza non è mai palese come sembra.
Il Toradol (ketorolac trometamina 10 mg) non le fa grandi effetti e viene combinato con dell’altro, mio nonno andava di Morfina sotto altro nome, nome farmaceutico. Ho sempre detto d’esser uno psiconauta, un viaggiatore di testa, ho sperimentato tanto tra i 20 e i 30 anni ed oggi ho un corredo di opzioni immaginifiche stupendo da offrire.

Eccomi reclinato col capo vicino al suo cuore  iniziare il racconto dell’Autunno sull’Appennino, i colori delle foglie e quel cielo blu dove ancora volano insetti e uccelli prima di scomparire nel freddo inverno. Ecco i monti alti attraverso i quali passa il trenino che da Pistoia arriva a Porretta, e i colori sembrano entrare lievi nei vagoni, tingendo gli occhi di ogni viaggiatore. Viaggiatori con la luce dell’Universo negli occhi.
Per un’ora e mezza ho alternato l’autunno alla bellezza della sua vita, a quei due figli così diversi,così simili,uno come è ovvio è mio Padre, poi la casa e la terra, quella casa che ho abbellito assieme a Miriam, quella casa che continuerò a migliorare dentro e fuori anche da solo.
Vedi nonna se tu non ci fossi stata nemmeno io sarei qui … guarda bene ho tempie grigie e sto invecchiando e tu sei per me LA STORIA, nata nel 1909 hai visto l’evoluzione del mondo, come quegli alberi secolari. Senza di te non sarei, senza i tuoi giochi semplici oggi chiederei alla vita troppo,tu cresciuta dove si vive lavorando la terra  mi hai mostrato che  ho tutto da apprendere,io che in quella terra mi sdraio per guardare il paesaggio dalla prospettiva di un piccolo animale, di un bambino…perche diciamo la verità IL MONDO ADULTO DELLE RESPONSABILITA’ DEGLI F24,DEL GOVERNO RIDICOLO D’OGGI COME DI QUELLO DI IERI, IL MONDO DOVE LA CHIESA SPESSO UCCIDE CRISTO è una colossale impostura cara nonna, torniamo assieme in quei luoghi, facciamolo con la mente…perché quella professoressa che mi diceva che avevo la testa fra le nuvole non aveva capito nulla…era come tanti adulti tristi perché incapaci di sognare!
Chi è incapace di sognare è capace di creare?



postato da albertoterrile 18:10 | commenti (7)

sabato, novembre 03, 2007



Foto: © Andrea Monaldi - giacca in pelle courtesy of Marinella Michelini



La vita è così: "una questione di tempo".



A volte vorremmo che le cose si risolvessero subito, comunque....presto perchè abbiamo fretta, perchè dobbiamo fare dell'altro, invece no.
Allora vi racconterò una storia, anzi due....

Anni fà,era credo il 1978 piansi tanto. Durante le vacanze estive la mia ragazza, si prese una cotta in montagna per un tipo di nome Marco
Lui era più grande di me di due o tre anni, ma si sà se tu ne hai 17 e l'altro 21......beh negli anni 70 significava qualcosa....insomma questo tipo diceva che i Police che furoreggiavano all'epoca facevano DISCO MUSIC,che lui ascoltava i Velvet Underground (di cui io possedevo già tutti i vinili....) e faceva amatorialmente delle foto....a lei ne fece tante. Furono corna....e venni pure lasciato!

Ero fuori.....lei ora stava con uno più grande....e faceva pure le foto....io ero uno studentello con i boccoli, che sognava di diventare pittore, di vivere d'Arte...quanti sogni, come era bello sotto Natale fumare le sigarette con Nicola e parlare di Braque, immaginarci in una sorta di Greenwich Village a fare la boheme....o a Parigi...sui boulevard con le nostre cartelle piene di disegni.

Marco studiava già ingegneria...era più alto...forse più concreto.
Piansi....piansi tanto per quel tradimento piansi perchè per me lei era la prima,quindi la più bella,quindi il principio....il sogno che da grande saremmo stati assieme, una casa,dei bimbi...ed io...io Pittore.

La vita continuò, e pure con quella ragazza.... tornammo assieme sino a quando non se ne andò definitivamente innamorata e ....incinta di un altro, che aveva 17 anni più di me faceva il creativo, .fotografava....ed era amico di  artisti già affermati.

Io ebbi altre storie, ci fù amore, ci fù droga, ci fù la laurea, poi lo studio a Milano....iniziai a lavorare, volai a NYC e vidi il Greenwich Village....andai nel 93 a Parigi e vissi là un anno...da boheme, tra foto, Vodka e i primi Angeli.Parigi fu un anno di vero apprendistato della vita, capii cosa era bene,cosa male e scrissi il testo  per il lavoro sugli Angeli in un bar di Rue Lepic: LE FORME SIMBOLICHE VUOTE RICEVONO L'IMMAGINARIO DELLE MASSE,PREFERISCO ABITARE LA PERIFERIA DEL SISTEMA NELLA QUOTIDIANA SOSPENSIONE TRA IL PARADISO E L' INFERNO DI OGNI MIA GIORNATA.

Tornai a Genova, lavorai, andai a Baghdad, a Venezia e da lì finii  a Berlino , conobbi Wenders e feci la mostra ENGELS.Seguì l'anno dopo  Avignone mi editarono  il libro SOUS LE SIGNE DE L'ANGE...esposi al Petit Palais e mi trovai  esposto in compagnia di Botticelli e Taddeo di Bartolo. Quello fù il sogno per il quale vale una vita.....stare assieme,dialetticamente ai maestri italiani del Rinascimento....il sogno del ragazzino che voleva esser pittore...ora lo ero e dipingevo con la luce.

Un giorno...credo fosse il 2000 o giù di lì venni contattato a seguito di varie mie conferenze dove raccontavo il mio percorso artistico da un fotoclub che a Genova aveva la palma d'esser il più titolato.

Andai a parlare...proiettai le mie foto e portai circa 40 originali tirati a mano su carta Baritata ai sali d'argento. Stupore e meraviglia si diffusero assieme alla simpatia che avevo scatenato raccontandomi senza pudori e peli sulla lingua, come oggi faccio ai miei corsi...poi al termine ci fù lo spazio per le domande.
Un uomo, allora  sui 40, con non troppi capelli e un pò di pancia , si complimentò con me, mi disse che ero molto bravo e volle sapere di più....come ottenevo certo risultati con le carte le pellicole, i segreti di quel tipo di stampe.
Lo guardai attentamente.Quell'uomo era sposato, vidi la sua fede ma non pareva così felice.Quell 'uomo era lo studente di ingegneria che mi soffiò la ragazza.

Non gli dissi "Ma noi....non ci siamo già visti??" Feci finta di nulla rispondendo esaurientemente ai suoi quesiti. Se lui mi riconobbe...o se il mio nome e cognome li abbinasse al ragazzo con i boccoli...poco importa, perchè il tempo che trascorre rende lievi i ricordi,  permette loro d'essere senza che questi rechino dolore,il tempo fà ciò che in farmacologia sul momento opera una benzodiazepina.

La vita è così: "una questione di tempo".

Oggi dico....i miei sogni d'Arte si sono avverati, faccio l'Artista, ho esposto in Europa e negli Stati Uniti....non solo in italia....oggi ripeto che il mondo che avevo sognato era idealizzato....il mondo dell'Arte è una merda....così come il mondo della fotografia creativa e commerciale. Oggi penso che i miei sogni erano più belli, più romantici e la gente che li popolava era più buona. Nel mio futuro immaginato non c'era , la corruzione, la droga, non c'erano le morti che sono sopraggiunte, non c'erano le fini delle storie d'amore, gli inizi di nuove....non c'era l'amara disillusione dell'aver capito che corriamo per arrivare a vette ed una volta raggiunte ne vogliamo altre...nel mio sognare ad occhi aperti c'era un mondo ideale racchiuso in una bolla...colorato ed immobile, una bolla di vetro con talvolta anche la neve....e quel mondo oggi ancora fà capolino, quando raccontando o creando nuove immagini stacco e  dimentico la realtà di oggi, i capelli spruzzati di bianco, quando parlo con un allievo di 22 anni, o con Viola che di anni ne ha diciotto e me li sento anche io….questi anni giovani, io che ne ho 46, mi sento  un fanciullo entusiasta imprigionato nel corpo di un uomo....e so ancora ridere,scherzare e immaginarmi un futuro di progetti di idee,di colori e di bianconeri.
.....quando il modo di sognare,di immaginare fà capolino succede che...faccio belle foto, affabulo gli allievi con i miei racconti e diverto durante una lezione....se altri professori, amici,parenti vi paiono vecchi dentro ancor prima che fuori è perchè non sanno sognare....incapaci di cullare il  loro sogno e sbagliano prendendo la vita  troppo sul serio.

Fine della  prima storia.

Seconda Storia

Oggi ho fatto un giro con Andrea, Marinella e Ilaria, tutti e tre miei allievi…volevano fotografare, ma in realtà abbiamo camminato e parlato molto, poi ho visto un catorcio di motorino e ho detto:- Ragazzi….facciamo una foto qui, come fossi uno di quei "convintoni" vicino alla loro Harley da  Higway americane….Marinella mi ha dato il suo giubbotto, Andrea prima di scattare ha offerto gli occhiali ed io ho tirato fuori il sorriso e la voglia di giocare parodiando la copia,della copia,della copia di  un James Dean assai sfigato. Intanto sapevo che si doveva agire compensando il controluce, sovraesponendo e volevo vedere se le cose dette e ripetute a lezione sarebbero tornate utili.
Abbiamo sorriso nel sole del tramonto mentre la gente gremiva l'acquario,l'expò e il lungomare.
Poi siamo rientrati verso Palazzo Ducale e ci siamo seduti  alla base di  un pilastro per le ultime chiacchere prima di separarci.

Poco prima di lasciarci scorgo in lontananza arrivare una coppia. Lei non  la conosco ma lui, lui sì….con un occhio bendato per un incidente, un intervento…non so e non mi importa.
Vedo finalmente una persona che mi regalò  un dolore intimo e profondo pochi anni fa peccando di egoismo, agendo con violenza, arroganza e disprezzo…con l’unico occhio libero ha controllato se io fossi  proprio quella persona, la persona a cui aveva telefonato. Mi sono limitato a puntare il mio sguardo dritto nel suo unico occhio sgombro…con la serenità di chi ha dei sogni dentro, una fantasia,un mondo personale che non si sgretola di fronte a nulla.

Già mio caro hai visto giusto sono proprio io e  ti guardo sereno e fermo, non mi alzo, non urlo, che dovrei fare  secondo te combattere? Non è l'immobilità data dalla paura,dalla sorpresa, è lo stare lì in quel momento presente a se stesso, con la calma di chi è nel suo "centro", perfettamente bilanciato.

…….ho aspettato che arrivasse il tempo giusto per incontrarti e così è stato e il giorno doveva esser oggi  perché  permeato dalla serenità interiore, quella che può scaturire da un mattino trascorso a progettar foto e un normalissimo pomeriggio vissuto bene, con degli allievi che ora sono divenuti degli amici ....questa piccola semplice serenità  molto più forte di una spada brandita tra le mani.

Ogni giornata ha in sè un dono , spesso me lo dimentico, forse per questo  talvolta credo d’esser triste.



postato da albertoterrile 23:04 | commenti (6)



IN CAMMINO

Quando la mente come calamita và su pensieri che danno pena ritorno dove sono stato,e mi ripenso, solo in luoghi che ho amato, assieme alle letture che mi hanno lasciato un segno. Per il viaggio il Kerouac di on the road….una lettura dei miei sedici anni, non ho mai amato Chatwin….Kerouac ha viaggiato col corpo e con la mente….come anche  io faccio….. in tutta umiltà…..sono una persona eternamente in  cammino.

 estratto da “ON THE ROAD" J Kerouac
 
 
 

E così in America quando il sole tramonta

e me ne sto seduto sul vecchio molo diroccato del fiume

a guardare i lunghi lunghi cieli sopra il New Jersey

e sento tutta quella terra nuda che si srotola

in un’unica incredibile enorme massa fino alla costa occidentale,

e a tutta quella strada che corre, e a tutta quella gente

che sogna nella sua immensità, e so che a quell’ora nello Iowa i

 bambini stanno piangendo nella terra in cui si lasciano piangere i bambini,

e che stanotte spunteranno le stelle, e non sapete che Dio

è Winnie Pooh?, e che la stella della sera sta tramontando

e spargendo le sue fioche scintille sulla prateria

proprio prima dell’arrivo della notte fonda

che benedice la terra, oscura tutti i fiumi, avvolge le vette

e abbraccia le ultime spiagge, e che nessuno, nessuno sa cosa

toccherà a nessun altro se non il desolato stillicidio della vecchiaia che avanza,

 allora penso a Dean Moriarty, penso perfino al vecchio Dean Moriarty

il padre che non abbiamo mai trovato, penso a Dean Moriarty.........

 

postato da albertoterrile 13:07 | commenti (2)

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