Le Parole di Alberto Terrile

mercoledì, ottobre 31, 2007



VERSO CASA

C’è un cammino che si compie da soli ed è il cammino che porta verso  la luce ,verso la comprensione di ciò che realmente siamo. Chi con noi viaggia reggendo la lanterna, potrebbe all’improvviso scegliere un’altra strada.
Proseguo il mio viaggio e proteggo dalla pioggia e dal vento con le mani il mio lume in attesa di posarlo in una casa che io possa dire “nostra” .

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martedì, ottobre 30, 2007


Foto: © Monica Bani

RACCOGLIERAI CIO CHE HAI SEMINATO

Saul Bellow nel re della pioggia dice: La sofferenza è l'unico mezzo valido per rompere il sonno dello Spirito.
Mi trova daccordo. Lo spirito risvegliato alla sofferenza risveglia la vera natura e realtà di ciò che siamo.
Ieri pomeriggio a Telecittà ospite di Giovanna Rosi, che ringrazio per la passione con cui supporta le mie iniziative,ho presentato la mostra Percorsi Magici, parlato del corso che inizia domani, riuscendo a dire perché questo che tengo si differenzia dagli altri in circolazione. Insegnare la tecnè è cosa giusta, così come lo è dare un indirizzo verso la Visione. Ma la fotografia è un modo meraviglioso anche per relazionarsi con la realtà e con quanti la abitano. Da me si impara a stare assieme, a vivere quell’immaginazione che non è mai andata al potere ma che in potenza è in noi. Io mi adopro anima e corpo per fare questo, per aiutare a portare al conscio dei partecipanti quest’energia creativa. Le parole in diretta di Marinella lo hanno confermato:- Si crea,si impara e si sta assieme divenendo amici e il corso si apre a 360 gradi, non è più un appuntamento del mercoledì, ma in maniera fluida diviene un modo di vivere,di incontrarsi,di aiutarsi. Questo è bellissimo. Sto attraversando un periodo molto difficile della mia vita, ogni cosa è esplosa, non è solo una questione circa la fine di un amore, purtroppo ci sono molte altre cose. In questi momenti non sai dove guardare. Due malori in una settimana mi hanno dato il segnale che sto chiedendo troppo a cuore e cervello, ed ecco i ragazzi del corso venirmi attorno, con sms, con mail, bussando alla porta, offrendomi di trascorrere una serata al cinema, una cena, a veder le mensole ridipinte del nuovo appartamento.
Oggi ricevo ciò che ho dato a piene mani facendo lezioni di due ore che divenivano di tre, interagendo via mail o skype con loro, così tecnologici….raccoglierai ciò che hai seminato si dice e devo aver seminato bene. Domani parte il nuovo base ed io vedrò di fare lo stesso, di fare di più, compatibilmente con le mie forze, perché domani avrò un nuovo campo da dissodare ove gettare semi, un campo dove desidero germoglino fiori ed alberi da frutto,perché il Paradiso a volte è in terra, basta saperlo guardare. Ecco lo straordinario nell’ordinario.
Grazie dal profondo a voi tutti. Non servono nomi. Voi sapete.
L’immagine pubblicata è di un allieva dell’avanzato ed è stata scattata mezz’ora dopo il malore, che ho combattuto con l’amore per il mio lavoro, per la creatività,per l’insegnamento.

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domenica, ottobre 28, 2007


Foto: © Marco Abate

L'ATTESA

Risvegliarsi nel mattino per ritrovarsi uguali al giorno prima ha il sapore  del tempo.Immobile.
Cercarsi tra le ciglia, perdendo di vista il punto di fuoco è solo sfumare all’infinito ciò che vorremmo cessasse .
Aspetto  il tempo  che fa cadere anche l’ultima foglia.



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venerdì, ottobre 26, 2007


Foto: © Alberto Terrile 2007 Petra Magoni (Musica Nuda) al Teatro C.Felice 24 ottobre rehearsal


DEL GUARDARE, DEL VEDERE

Quando scorgi quell ’espressione che riferisce di te, autore,  di quello che stai provando, ancor prima del soggetto, vuol dire che stai “vedendo”.
Ieri ho presentato il corso base alla Sala Sivori e spiegato ciò che è on line su www.percorsimagici.net, quello che ho scritto, spiegando che guardiamo le cose senza vederle, convinti ciecamente delle nostre percezioni.
Un’allieva a tavola ore dopo  era esterefatta :- tu hai “visto” prima di me cosa io sto provando nel mio intimo per un’altra persona.  Te ne sei reso conto prima.Come hai fatto?
Non sono un mago, né un veggente, uso la sensibilità.
 
A breve uscirà un libro sulla  Visione al quale ho contribuito con un testo dal titolo “ Le immagini che non si possono vedere”.
Contiene questo passaggio: Un giorno  scoprii di avere una lunga arteria che collegava direttamente l’occhio col mio cuore. Compresi tutto questo andando incontro alle cose del mondo; mi bastava guardarle per sentirmi inondare di bellezza, di gioia e di gratitudine.
Credo che lo spirito umano racchiuda il valore cosmico della terra mentre l’Universo evolve la coscienza.

Questo dono che coltivo fa riferimento ad un “sentire più profondo” che è tensione verso l’alto. Vi spaventa riferirvi  a Dio? Non è necessario. Pensate al cuore,è nel profondo e poi ….più in alto c' è il nostro volto.
Il volto è la parte più viva e più sensibile (è sede degli organi dei sensi) che, nel bene e nel male, presentiamo agli altri come sostituto dell’individuo intero.

Petra  Magoni  l’altra sera al Carlo Felice in un concerto splendido assieme a Ferruccio Spinetti (  Il progetto musica nuda) e al marito l’incontenibile e poetico Stefano Bollani mi ha dato modo di parlarvene, mostrandovi il suo modo di guardare congiunto alle mie parole. Il suo sguardo si eleva e và oltre il tutto, non guardatela come foto glamour per cortesia, datemi retta e continuate a seguirmi in questo discorso.

Quando insegno,quando litigo o vivo cerco di spiegarmi creando un immagine, che sia attraverso l’alfabeto del visibile,attraverso le parole o i suoni. Ho bisogno di farmi capire ma spesso vengo frainteso.
Quando chiedo a qualcuno “ dimmi la verità” è perché in un modo più o meno ortodosso la conosco, ma desidero averne conferma. Se nell’Arte questo è divenuto Angeli, come migliaia di ritratti e una grande saga sulla donna, dove diverse sembianze femminili si riuniscono in un unica donna che conosco  bene . E' la mia parte femminile. Nella vita quotidiana questo è sempre stato un tormento.
Ho un anticipo da sempre sulle cose, per una loro porzione quantomeno e ne faccio Arte…ma assicuro, non è cosa lieve questo “sentire”, quanta pena e quanti segni lascia addosso. Nell'amore relazionale all'interno del "campo a due" la partita ha logiche diverse,  e se  prevale l'ego e si celebra a festa l'egoismo ecco il desiderare l'amore al massimo della potenza, questo perchè non si sa mai capire che talvolta il massimo,l'apice non l'abbiamo  nemmeno individuato e compreso come tale.

Chi mi conosce sa che stringo sempre i denti, e ho gli occhi che si fanno fessure, perché questo occorre per guardare lontano no? i miei allievi mi hanno colto migliaia di volte così….non sono un nevrotico  perlomeno non nel senso più classico della patologia.

Oggi … raccolgo quei capelli che la casa sembra aver nascosto e li lascio andare via nel vento o nell’acqua del bagno, so che sto facendo un gesto che si specchia nell’Anima. Jodorowsky lo chiamerebbe atto psicomagico.
Rivolgo lo sguardo verso l’orizzonte e non temo la sua orizzontalità perché tendo verso l’alto, è una questione di tempo e poco importa se talvolta resto avvinto dal “voglio uscir di vita” di Monteverdiana memoria…basta ripensarlo nella forma canzone che Musica Nuda ha offerto.




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mercoledì, ottobre 24, 2007


 Concept  ©  Roberto Saba-Foto  © Alberto Terrile 2007- Elaborazione grafica e fotoritocco © Marinella Michelini

PERCORSI MAGICI

Se il 25 a Genova si inaugura il Festival della Scienza, perchè non essere ideologicamente in sintonia con quest'evento continuando a mantenere la libertà creativa che mi è necessaria, la stessa che mi impone di produrre e operare svincolandomi da sempre da ciò che  potrebbe non garantirmi la totale autonomia e gestione di un evento?
Percorsi magici è un esperimento sulla soglia di  percezione del colore da parte del nostro cervello. Solo in seconda istanza diviene una mostra che si inaugurerà il 25 OTTOBRE ALLE 18,30 ALLA SALA SIVORI in salita S.Caterina 12 r.
Il sito www.percorsimagici.net progettato direttamente da due allievi del corso Marinella Michelini e Roberto Saba dietro a mie suggestioni resterà on line oltre il tempo fisico della mostra, divenendo una sorta di portale del mio operare didattico con differenti gruppi di allievi, pertanto se apprezzate il mio operato, vi invito a salvarvelo nei "preferiti".
Ad accogliervi Giovedì sera ci sarò io con gli allievi, in quell'occasione presenterò il nuovo corso base edizione 2007/2008 oltre a proiettare a schermo cinema una sorpresa per molti di voi....con alcuni ospiti illustri, ma di più non voglio dirvi.

Anche qui la mia introduzione che compare sul sito

PERCORSI MAGICI

Il nostro mondo è un set nel quale vengono create in due minuti più immagini di quante non ne siano state prodotte nell’arte del ‘600 e ‘700.
Cresciamo con le “rappresentazioni”, divenendo così impermeabili alla realtà visibile che viene costantemente mediata (quindi ricreata) attraverso l’immagine. Nella pratica potremmo dire che oggi guardiamo senza vedere.
Il percorso percettivo che ho proposto  intendeva sviluppare una differente sensibilità nei confronti del colore intervenendo sull’accumulo di informazioni che occupano il nostro cervello. In pratica  ho chiesto di andare alla ricerca del giallo ovunque questo si trovasse, focalizzando l’attenzione solo su questo colore . Come per magia è bastata la prima ora di questo  esercizio d’attenzione,  per constatare che ”quel colore” si mostrava brillando più degli altri. L’operazione è stata ripetuta con altri tre colori : l’azzurro,il rosso e il nero. Il risultato che desideravo ottenere è stato raggiunto: i ragazzi hanno sperimentato interiormente un cambiamento in quella passeggiata di tre ore. La mostra che state per vedere è il risultato di quest’esperienza nell’ambito del corso base di fotografia. Ognuno ha contribuito nella misura di quelle che sono le sue capacità. Chi guarderà queste immagini unicamente da un punto di vista  estetico cadrà nel tranello del  guardare senza “vedere”.


Quindi:

vi aspetto alla Sivori, nel mentre riscaldo i motori andando a fare un backstage  questa sera  24 ottobre per STEFANO BOLLANI, PETRA MANGONI E FERRUCCIO SPINETTI al Carlo Felice.

L'intervista  a TELECITTA sulla mostra e i corsi prevista per oggi è stata posticipata a Lunedì 29 alle 17,30 ospite di Giovanna Rosi.....accompagnato da due  miei allievi.

Stay tuned!






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domenica, ottobre 21, 2007




RIPARTIRE DA ZERO

Ho avuto il coraggio di fronte a tutti di mettere a nudo la fragilità e  la sconfitta.
La mia forza è la capacità di tradurre poeticamente le cose belle, i dolori e le volgarità della vita.
Arte come redenzione, gesto d’amore  alto ed assoluto .




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martedì, ottobre 16, 2007


Foto: © Alberto Terrile 2006


SEI  L'ALBERO

Dal letto ti protendi verso di me che attraverso la stanza. Le braccia oggi più magre cercano nell’aria il contatto. Il capo lievemente reclinato non parla di resa ma agevola il passare del tuo sguardo mortificato per ciò di cui hai timore.
La notte ritorni tra i castagni e i tuoi ciliegi, ti soffermi vicino alle ortensie di cui chiedevi notizie. L’aria immobile è mossa solo dal frusciare della vestaglia mentre sul tavolo uno spicchio di mela sembra invitarti a raggiungerlo.
Ricordi quando mi raccontavi storie innanzi il camino mentre con un lungo bastone giravi la polenta per farmi dimenticare il dolore per la mamma che era andata via?
Quel tormento che provai ora lo vedo nei tuoi occhi che temono il lontano dalle tue abitudini. Il nascere implica il morire, ma tu ora vuoi vedere e ritornare, solo dopo di ciò sei disposta a creare il vuoto.
Fuori  di casa una pozzanghera aspettava me e il mio camioncino per una nuova giornata da consumare al sole ed era un gran bel vivere, lì,  all’aria aperta con le efelidi che mi traversavano le guance. Ricordi quando mi sedevi sulla poltrona e alzavi in aria un uovo per insegnarmi a muovere lo sguardo verso le cose ?
Quei  tuoi volumi dalla costa gialla erano un meraviglioso passatempo, mi protendevo sulle figure per stargli vicino, sperando di entrarvi dentro.
Avevi un tempo lo sguardo severo , tinto di marrone fondo che nascondeva un sorriso da donare con generosa parsimonia perché ciò che è autentico và meritato.
Sei l’ albero cresciuto tra i monti, pianta abituata al sole come alle tante ombre. Il vento è invecchiato assieme a te ed ora sembra spirare più lento mentre fatica a staccare le foglie d’autunno.

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ehsan-behmanesh


IMPARA L'ARTE E METTILA DA PARTE

Essere fonte di ispirazione mi piace,essere copiato pedestremente molto meno. Da oltre 9 anni i miei Angeli sono sul web e da 14 girano le gallerie,da 10 si sono posati su copertine di libri,di dischi. L’altro giorno scopro persino che un Iraniano Ehsan Behmanesh ha messo la carta carbone sulla mia schiena per farsi il suo trittico, mi sono un po’ documentato e ho visto ciò che fa. La sua copia del mio lavoro è “DERIVATIVA”, spogliata di quella surrealtà ed intrisa di retorica,.la più vieta (MIO DIO LA COLOMBA). L’esecuzione formale è passabile. Certo è del 1979, giovane….però anche vedendo il resto del suo lavoro,gli autoritratti mi accorgo di come NON ABBIA ANCORA ASSOLUTAMENTE UN SEGNO DISTINTIVO,APPARTIENE ALLA CATEGORIA DI COLORO CHE PER OGNI NUOVA OPERA SACCHEGGIANO UN ARTISTA…E ALLORA MI DICO,PERCHé NON VAI A RUBARE AL SUPERMERCATO TI RENDE PIU ONORE SAI?
Questo è un esempio dell’omologazione, DITEMI DA COSA AVVERTITE CHE E’ IRANIANO….DITEMI DOVE SONO I PROFUMI E LE LUCI DEL SUO LUOGO D’ORIGINE, DITEMI TEHRAN CHE E’ IL SUO LUOGO DI NASCITA DOVE FA CAPOLINO ….E NON DICO A LIVELLO DI ELEMENTO ARCHITETTONICO…..MA SUGGESTIVO.

Ogni artista vero reca in sé il suo luogo,l’origine,il senso…..questa gente invece non fa altro che mostrare a tutti quanto LA GLOBALIZZAZIONE LIVELLI E LI RENDA TUTTI UGUALI.



NON SAPENDO SE L'AUTORE LEGGE l'ITALIANO FORNISCO UNA VERSIONE INGLESE DEL MIO POST:
I obviously like being an inspiration, but much less being
copied low plain.
It's more than 9 years that my Angels are on the Web, and
for 14 years they have been exposed around art-galleries and
placed over books' and album's covers since 1997. The other
day I discover that an Iranian artist, Ehsan Behmanesh, has
put a drawing charcoal over my shoulder in order to produce
its triptych, I made a little inquiry and I have seen what
he does. Its copy of my work is a "DERIVATIVE" one, stripped
out of its surreality and soaked with rhetoric, the most
obsolete. (MY GOD THE INNOCENT WOMAN). Formal execution is
tolerable.
He is a young lad (1979)... But looking at the rest of his
work (self-portraits) I realize how he has NOT ANY KIND OF
DISTINCTIVE SIGN YET, HE BELONGS TO THOSE WHO PLUNDER AN
ARTIST EACH NEW WORK THEY MAKE... SO I'M TELLING MYSELF WHY
DON'T YOU GO TO THE SUPERMARKET AND STEAL THERE WHICH IS
MUCH MORE REGARDFUL, YOU KNOW?
This is just an example of homologation, WANT TO KNOW FROM
WHAT YOU CAN TELL HE IS IRANIAN.. TELL ME WHERE ARE THE
SMELLS AND THE LIGHTS OF HIS HOMETOWN TEHERAN... AND I'M NOT
SAYING AS AN ARCHITECTURAL ELEMENT BUT JUST AS A SUGGESTION.
Every real artist brings in himself the place, the source,
the sense.... these people are only here to prove how
GLOBALIZATION LEVELS AND SADLY TURNS THEM ALL TO BE THE SAME
THING

MA NON TEMETE PERCHE' E UN VERO PROLIFERARE DI COPIE....proseguiamo con:

Sara Lando in arte BRUKO.....avanti il prossimo!

Maroon 5 l'ultimo album





L'aura


....per non dire del clip dei ROYKSOPP!!!



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lunedì, ottobre 15, 2007


Foto: © Marina Rossi


ERO TRISTE

Talvolta siamo tristi.
La vita ci chiede d’essere  pronti e in ascolto, ma noi siamo tristi. Le nostre esistenze, come panni bagnati al fiume…. ma siamo tristi.
Ognuno di noi ha le sue tristezze: la perdita del lavoro,le malattie,l’abbandono, una famiglia a metà e allora: siamo tristi.
Siamo tristi quindi non riusciamo nemmeno ad accorgerci quando un lampo di felicità ci attraversa….. perché siamo tanto tristi.

Nelle ultime tre settimane ero triste. Preventivai il mio workshop per il 12/13/14 ottobre. La gente volle iscriversi ed io completai il numero chiuso in pochi giorni, ma ero triste.
Tre settimane fa’mi telefonarono per chiedermi un lavoro per il 12 ottobre, ma io ero già impegnato e rifiutai. Ero triste.
Due settimane fa fa’mi telefonarono per chiedermi un lavoro per il 12 ottobre, ma io ero già impegnato e rifiutai. Ero triste.
Una settimana fa fa’mi telefonarono per chiedermi un lavoro per il 12 ottobre, ma io ero già impegnato e rifiutai. Ero triste.
Ho una parola sola e non me la sentivo di tradirla. Se prendo un impegno lo mantengo. E’ inutile tuonare durante i corsi che il mondo và male causa egoismo e cupidigia e poi fare quello che fanno molti….quello che fanno troppi  Stavo per partire per il workshop, avevo rifiutato tutti gli altri lavori, persino l’ultimo, con tanto di autista che mi sarebbe venuto a prendere…potevo chiedere la cifra che volevo ed in sei ore avrei guadagnato sei volte tanto ciò che sarebbe stato il mio compenso col workshop. Ero triste.

Partii nella tarda mattinata con due allieve e il cuore gonfio di malinconia. Ero triste.
Guidavo e parlavo,parlavo e guidavo. Fu  come una trance, mi ritrovai sull’Appennino poche ore dopo, quasi non m’ero accorto d’aver guidato. Ero triste.
Aspettammo il primo turno di arrivi.Ero triste.
Arrivò il secondo turno.Ero triste.
Mangiammo tutti assieme, ridendo e scherzando.Ero triste.
Ci salutammo all’una di notte, mi avviai verso casa da solo.Ero triste.

Il mattino dopo mi svegliai e mi tuffai dentro una caffettiera. Ero triste. Gli uccelli cantavano, il sole ritagliava le cose dell’universo e me le metteva innanzi gli occhi. Ero triste.
Dopo poco più di un ora, assieme agli allievi cominciai a misurare con i  passi dei castagneti e vidi che persino i  più renitenti si sdraiavano a terra e procedevano carponi come dei soldati che fanno la guerra dell’immaginazione e hanno come bersaglio la vita dell’universo e non la morte dei nostri simili.
Ci riposammo sull’erba di un prato, mangiammo e scherzammo assieme. Ognuno di noi portava due zaini. Nel primo il cibo, le maglie e l’attrezzatura fotografica. Nel secondo il peso delle nostre vite, ripartito tra lavoro,affetti,solitudini e incertezze. Non c’era un maestro,non c’erano gli allievi,c’erano undici persone che sedevano nel prato.

Se ripenso, non ricordo il lampo della felicità in quel giorno, perché ero triste,perché la tristezza vela le nostre giornate, come la cataratta vela l’occhio.
Poi guardando le foto scattate dai ragazzi ne trovai una di Marina e provai una gioia intensa, un profondo stupore. Un sorriso aperto e vero squarciava il mio volto tirato come una maschera della commedia dell’arte.

Assieme abbiamo condiviso le nostre storie.
Nessun giudice.
Siamo stati bene.
Il collante era l’immaginario unito alla volontà dei singoli di creare gruppo.
Ora io non so quale sia stato l’aspetto preponderante di quest’esperienza e poco importa.
Come una famiglia ci siamo stretti gli uni gli altri e abbiamo condiviso.
Non esisteva più la tristezza dell’uno a scontrarsi con la gioia dell’altro…c’era uno strano drappello di persone motivate da una volontà più alta del semplice ritrovarsi per fare una manciata di foto sulle montagne.

Non ha veramente  più importanza ora se il guadagno dei lavori rifiutati  mi avrebbe dato molti più soldi, perché è vero che lì non risiede la felicità.
Qualcuno mi ha ringraziato perché ha detto che nel nostro procedere di quei giorni c’era anche una sorta di “terapia di gruppo”. Forse, anzi certamente….ognuno paziente e terapeuta allo stesso tempo.
Predico che dobbiamo cercare con le immagini di trovare lo straordinario nell’ordinario. Marina Rossi mi ha dato una lezione consegnandomi le sue foto. Ha strappato quel velo che s’era posato sulle mie giornate e mi ha messo innanzi al fatto che io sia stato attraversato da un lampo di felicità, forse io non me ne ero accorto….troppo occupato a parlottare col mio ombelico.
Io ho riso, sono stato felice. Ero triste al punto da non accorgermene ?
Che bella storia morale.

Grazie di cuore a :
Marina Rossi
Stefano Canu
Marialaura Bonifazi
Marinella Michelini
Claudio Castellini
Roberto Saba
Andrea Monadi
Marco Scalia
Marco Abate
Nadia Stanchi









 

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Foto: © the Coach and the Band



WORKSHOP=A LOT OF FUN

Perdersi nei colori dell’autunno per ritrovarsi nel sorriso del fanciulllo. Gioire di piccoli momenti dove i ruoli si sgretolano per lasciare libere le energie dell’immaginario. Come un carrozzone di saltimbanchi, come una famiglia cresciuta nella San Francisco bay, come dieci entità che esplodono, come delle Supernova…ci siamo divertititi e promettiamo di continuare a farlo!

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venerdì, ottobre 12, 2007




Foto: © Alberto Terrile 2006

FOTOGRAFARE L'AUTUNNO



Mi assento alcuni giorni per portare 12 allievi a perdersi nei boschi inseguendo linee e colori. Al contrario di tanti personaggi dell'immaginario fiabesco che portavano in quei luoghi bimbi a perdersi (Hansel&Gretel) o a morire (il guardiacaccia incaricato di uccidere Biancaneve) io continuo a lavorare per innalzare le percezioni come per il lavoro PERCORSI MAGICI fatto col corso base che esporremo alla SIVORI il 25 ottobre alle 18,30.
Mi muoverò con l'eco di Myrr di Robin Williamson nelle stanze del mio cervello cercando di condurli con  lo spirito di un  elfo....di un grande cerimoniere delle percezioni che sembravano perdute.
A presto


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giovedì, ottobre 11, 2007


Foto: © Alberto Terrile settembre 2007

Rientro

Rientro nella sera riconoscendola sola
di là dal lontano
Ascolto vuoti ispirare l’eco
e trattengo l’aria
addormentando il cuore
ed ogni pensiero.


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martedì, ottobre 09, 2007


Foto: © Alberto Terrile 1996


COME UNA LENTE

Come una lente mette in luce ciò che nella vita e nella proporzione non crederemmo possibile, così dovremmo scandagliare le profondità delle nostre vite, come quelle di un oceano perché se sul fondo c’è il relitto di un vascello, allora potrebbe anche esistere un tesoro……

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lunedì, ottobre 08, 2007


      Foto: © Alberto Terrile2007

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venerdì, ottobre 05, 2007



CORSO DI FOTOGRAFIA ALLA SALA SIVORI 2007/2008



          CORSO BASE DI FOTOGRAFIA ANALOGICA E DIGITALE
                                     a cura di Alberto Terrile
                                31 ottobre 2007/ Marzo 2008


L’evoluzione tecnologica nell’arco di pochi anni ha portato alla ribalta e alla portata di un pubblico sempre più vasto l’utilizzo della tecnica digitale .
La fotografia è oggi anche  una questione di bit. Alle  pellicole e bacinelle piene di acidi si affiancano gli hard disk e  i programmi di fotoritocco. La (foto) «Caméra stylo», come dicevano i  cineasti della Nouvelle vague, diventa con il digitale uno strumento vecchio su un supporto nuovo. Il compito di chi oggi realizza le immagini resta però sempre lo stesso : congelare l'attimo e scrivere una storia degli sguardi, fatta di scatti infiniti, seguendo l'Italo Calvino de “L'avventura di un fotografo” per cui «la fotografia ha senso solo se esaurisce tutte le immagini possibili».

IL CORSO

Il corso base ( 16 lezioni teoriche e pratiche una alla settimana nella giornata di Mercoledì nell’orario 18/20 a partire dal giorno 31 ottobre 2007 terminerà a Marzo 2008)  è a carattere introduttivo alla fotografia analogica e digitale, quindi non richiede specifiche capacità, né costose attrezzature fotografiche. Si rivolge a quanti cercano attraverso la fotografia un indotto per le loro spinte creative e non richiede una specifica preparazione. Verranno trattati gli elementi base per quanto concerne la ripresa e la realizzazione di immagini analogiche e digitali, la composizione e il taglio , i generi fotografici . Attraverso una serie di lezioni teoriche corredate da proiezioni ed esempi provenienti dall’archivio personale del fotografo e una seconda fase di esercitazioni pratiche ( Il set per gli  interni e uscite ) avremo la possibilità di muovere i primi passi nell’ universo della fotografia. Realizzare una fotografia è un modo sempre nuovo di vedere e raccontare tutto quanto ci circonda.

IL LUOGO DOVE SI TERRA’ IL CORSO

Il Centro polifunzionale Sivori sito in Salita Santa Caterina 12 r ospiterà le lezioni. Lo spazio, recentemente rinnovato, è costituito da due sale per proiezioni cinematografiche, un salone ad uso espositivo con mostre di fotografia a cura di Alberto Terrile e della sua scuola DAI SALI D’ARGENTO AI PIXEL  ed alcune sale dove si terranno le lezioni teoriche e i set  fotografici. All’interno della area è presente anche la “camera oscura” .

IL COSTO :  €250,00

IL DOCENTE

Alberto Terrile (Genova 11/3/61)
www.albertoterrile.it    http://terrile.splinder.com/
Fotografo creativo. Attivo nel campo  editoriale, dello spettacolo (teatro, danza, cinema, musica) e pubblicitario. E’ specializzato nella ritrattistica d’autore ( 1 premio nazionale nell’89 e due volte standard di eccellenza al Kodak European Gold Award nel 94 e 96). Viene considerato uno degli autori più interessanti e schivi della scena italiana. Ha esposto a Milano, Roma ,Berlino, Parigi, Avignone, Chicago , Montreal e Toronto.
Conosciuto in italia e all’estero per il suo work in progress sul tema dell’Angelo nella contemporaneità che è stato promosso nel 95 a Berlino da Wim Wenders è poi approdato con una versione ampliata e riveduta di questo progetto presso Il Museo del Petit Palais di Avignone (Fr) che ha prodotto e curato nell’estate 1998 la sua personale  “Sous le Signe de L’Ange”, catalogo in lingua  francese, edizioni Petit Palais. E’ stato il primo artista italiano in occasione della mostra internazionale “Disegnare il Marmo” (Carrara  dal 23 ott 2004 al 27 Febbraio 2005 con  catalogo bilingue italiano/ inglese edizioni: hopefulmonster) a stampare su marmo alleggerito una sua opera di grande formato -www.interscultura.it/ita/disegnareilmarmo.
Ha firmato la campagna lasciti per TELETHON del 2006/07 vincitrice della Freccia d'Argento .
Cura l’immagine a vari livelli di importanti personaggi nel mondo della Musica e della Danza, tra i quali Corrado Rustici  musicista e produttore ( Aretha Franklin, Zucchero, Elisa , Andrea Bocelli , Negramaro) Dee Dee Bridgewater  cantante  e Larrio  Ekson  danzatore e coreografo

INFORMAZIONI E PRENOTAZIONI
Centro Sivori :  010.583261
contact@albertoterrile.it 




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mercoledì, ottobre 03, 2007



Foto: © Alberto Terrile 2005

AVEVO UNA PRINCIPESSA

Avevo una principessa a cui donai il cuore. Assieme attraversammo il campo. Ci sdraiavamo nell’erba avendo cura di non far del male alle coccinelle e ai fiori bianchi che ci cingevano il capo  come corone.
Avevo una principessa che non sapeva sorridere, inventai per lei storie luminose, colorandole di parole nuove e lentamente imparò a ridere a fior di labbra divenendo ancora più bella.
Avevo una coperta colorata con la quale volavamo. Dall’alto guardavamo il mondo, felici d’essere soli e nel  contempo distanti dalla cupidigia e dalle cattiverie degli uomini.
Il sole rischiarava  il  nostro percorso come i fanali  illuminano la strada e quando era stanco e desiderava riposarsi chiamava a raccolta miliardi di lucciole perché sapeva che  noi due dovevamo andare ancora molto lontano.
Attraversammo galassie e visitammo tutti i pianeti del sistema solare. Poi un brutto giorno lei sentì la nostalgia del mondo degli umani, scese di nascosto a visitarlo e ne restò prigioniera.
Gli uomini lavorano e soffrono , cercano la felicità in piccole cose inutili che si chiamano: oggetti , comportamenti , riti.
Io mi accorsi che il suo sorriso si era spento, che era successo qualcosa e scesi sulla terra per cercare di capire meglio cosa fare, perché volevo restarle accanto.
Quello che vedevo non mi piaceva, quello che sentivo neppure. Il mio cuore avvertì ancor prima dei miei sensi che lei mi stava ingannando. Come una saetta arrivò la conferma. Restai trafitto e da allora cominciai a sanguinare. Fu l’inizio della fine.
Capii che quel mondo mi aveva assorbito e cambiato, ero uguale a tutti gli altri adesso, avvertivo il peso della vita e la forza di  gravità mi faceva restare con i piedi per terra.
Cominciai a lavorare e a soffrire, acquistai  tanti oggetti inutili lasciandomi mano mano  andare all’abitudine  e alla noia.
Provai talvolta a sdraiarmi nei campi, salii sulla coperta ma  la sporcai con i piedi, non succedeva più nulla, l’incanto era  svanito.

Ancora oggi quando  vedo un campo fiorito blocco l’auto e corro a sdraiarmi tra i fiori, da solo, nel ricordo di ciò che un tempo possedevo. Avevo una principessa a cui donai il cuore, ma  è svanita come la neve al sole .
Piango e lo racconto a voi come a quel contadino che perplesso mi domanda :- Signore, cosa le succede…..si sente poco bene?


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martedì, ottobre 02, 2007



NELLA VITA

….un uragano sta sconquassando la mia esistenza, tutto traballa ed io ho nausea.  Tengo fede agli impegni presi, alle promesse e resto in piedi….

postato da albertoterrile 15:56 | commenti (6)

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