lunedì, aprile 30, 2007

Foto: © Alberto Terrile 2004
Guardo un giardino lussureggiante, piante di ogni specie e alcuni alberi da frutto lo disegnano per la delizia dello sguardo. E’ il trionfo dei colori che si rinnovano al passo delle stagioni , ma un tempo non era così.
C’ è stato un tempo in cui quel giardino era il luogo delle erbacce, era il tempo in cui viveva Enza.
L’inverno era buio e freddo ma la gente si divertiva lo stesso a fare spese in prossimità del Natale. Enza era triste e con lei erano tristi anche altri ragazzi che frequentava. Scendevano in fretta piccole strade che portavano al mare, lo sguardo basso e il volto raccolto dal bavero di giacche e cappotti pieni di spifferi.
Potevi incrociarli lungo curve che odoravano di basilico e dell’orina di cani che a malapena ti avrebbero degnato di uno sguardo, avevano le mani rosse e gli occhi lucidi.
Enza amava il suo ragazzo che non era un principe azzurro, ma lei non si era mai sentita una principessa, eppure era la più bella di casa.
Enza che stretta in jeans azzurri forzava la saracinesca della gioielleria per rubare dell’oro, Enza che non ti guardava più dai suoi occhi, ma che ti vedeva attraverso le sue pupille piccole come la capocchia di uno spillo. Enza che era sempre più bianca in viso,sempre più triste,sempre più sola persino a casa la sera, in famiglia, le volte che rientrava.
Enza si ammalò. La droga ha sempre avuto le sue leggi e le sue malattie. Alcuni sono più fortunati, altri meno.
Il male le aveva intaccato il cervello, il suo corpo s’era ingrossato ed il suo sguardo continuava ad essere triste.
Quando litigava in casa, spesso,sempre più spesso, mi citofonava e diceva solo :- Sono Enza. Io le aprivo e lei saliva a casa mia.
Tutto era iniziato una sera in cui mi chiese se si poteva fermare a dormire da me. Le diedi una lunga T Shirt nera a mò di pigiama e l’ascoltai parlare tutta la notte, immobile con lo sguardo a soffitto, spalancato quasi volesse trapassare quel solaio e schiacciare le stelle come se fossero dei punti neri.
Parlava di omini verdi che correvano, li vedeva e me ne raccontava convinta che anche io potessi vederli.
Quando sentivo il citofono di notte capivo che era lei, sapevo che “avrei visto gli omini verdi” e non avrei dormito.
Un giorno venni a sapere che Enza era morta, aveva deposto la sua vita al cospetto di quel cielo che lei schiacciava, quel cielo aperto che ora l’aveva raccolta donandole quella leggerezza che in terra le era sfuggita dalle mani.
Enza adorava i fiori.Sua madre decise di dedicarle il giardino di casa che da quel giorno è divenuto uno spicchio di paradiso in terra.
Guardo un giardino lussureggiante, piante di ogni specie e alcuni alberi da frutto lo disegnano per la delizia dello sguardo. E’ il trionfo dei colori che si rinnovano al passo delle stagioni.
giovedì, aprile 26, 2007

INTERROTTI TRANSITI
ULTIMI GIORNI
Sta per terminare (chiude il 29 Aprile) la mostra “Interrotti transiti” alla loggia di Banchi, uno sguardo sulla fotografia degli anni settanta,un momento storico nel quale gli autori italiani fecero un salto di qualità notevole.
E’ disponibile il catalogo, molto bello e curato, con tutti gli autori e moltissime immagini, molte più rispetto all’esposizione ( non è stato possibile esporre tutto per problemi di allestimento spazi ) il costo è di € 15 (272 pp.) editato in occasione della mostra Interrotti Transiti con testi di Fabrizio Boggiano, Roberto Mutti, Luisa Castellini; le immagini delle opere in mostra, accompagnate da schede biografiche; approfondimenti su Demetrio Stratos, Pier Paolo Pasolini, Radio Alice, Rai, Editoria e una completa cronologia dal 1967 al 1981. Compaiono:
Adriano Altamira, Vasco Ascolini, Valentina Berardinone, Gianni Berengo Gardin, Piergiorgio Branzi, Virgilio Carnisio, Mimmo Castellano, Enrico Cattaneo, Giuseppe Chiari, Renzo Chiesa, Giorgio Ciam, Cesare Colombo, Augusto Concato, Mario Cresci, Tano D’Amico, Beppe Dellepiane, Giuseppe Desiato, Mario Dondero, Luigi Erba, Franco Fontana, Luigi Ghirri, Mario Giacomelli, Mimmo Jodice, Mario Lasalandra, Silvia Lelli, Francesco Leoni, Bruno Locci, Uliano Lucas, Renato Mambor, Elio Mariani, Roberto Masotti, Gabriella Mercadini, Nino Migliori, Davide Mosconi, Toni Nicolini, Occhiomagico, Germano Olivotto, Alessandra Pedonesi, Dino Pedriali, Fabrizio Plessi, Angelo Pretolani, Lia Rondelli, Roberto Rossini, Michele Saponaro, Roby Schirer, Alberto Terrile, Giuliana Traverso, Franco Vaccari, Franco Vimercati.
Un consiglio per gli amanti della FOTOGRAFIA E DI QUEL PERIODO STORICO…..rinunciate a due aperitivi, a una stecchetta di fumo….e avrete in tasca i soldi per acquistarlo, ne vale la pena…..aumenterete le vostre conoscenze,arricchirete la vostra biblioteca e farete un favore al vostro fegato e ai polmoni!!!
martedì, aprile 24, 2007

Foto: © Alberto Terrile
VIA DELLA MADDALENA/DESOLATION ROW
and the riot squad they’re restless
they need somewhere to go
as lady and i look out tonight
from desolation row
le forze dell’ordine sono irrequiete
hanno bisogno di un posto dove andare
mentre la mia donna e io ci affacciamo stasera
sul vicolo della desolazione.
Sono bastate sette firme di residenti per far chiudere “La Madeleine”,locale sito in via della Maddalena: l’elevato rumore infastidiva i residenti. In quel locale sono stato non molte volte, quanto bastava però per poterlo raggiungere incolume con le mie macchine fotografiche, il computer portatile, senza il timore di veder i miei strumenti divenire merce di scambio per poche dosi di eroina.
Alcuni anni fa (1997-Maggio) realizzai per conto della rivista GLAMOUR (del gruppo Condè Nast…quelli di Vogue n.b) un servizio dal titolo GENOVA SI SVEGLIA A MEZZANOTTE dove si mostrava Genova come una città che ancor prima del restyling ad uso G8 cercava di illuminare le notti e i vicoli attraverso dei locali, portando chiarore e anche del frastuono in quel mondo, forse poetico se contenuto nei versi di una canzone, ma nella realtà dei fatti,tristemente intonato sulle contrattazioni tra clienti e prostitute, tra tossici e spacciatori dove le sole luci erano quelle dell’accendino per scaldare l’eroina nella stagnola pronta per essere iniettata o mischiata alla coca per uno sballo con lo speedball.
La droga non è poesia maudit e disperata, ma un espediente per scavalcare o ignorare le proprie paure, un diversivo spesso pericoloso per chiudere o aprire la giornata, la droga è un business per chi la vende, per chi la compera,per chi la condanna e per chi la cura.
Certamente Genova ha l’ambizione un po’ salottiera che si faccia “casino sottovoce”, se vogliamo permetterci l’azzardo di questo termine…..ma chiudendo questo locale, dove tra l’altro sono passate interessantissime realtà musicali,(un nome su tutti Uncode Duello che in genere girano l’Europa accompagnando il vocalist dei tedeschi CAN, formazione storica e storicizzata del Kraut Rock) spegneremo un’altra luce nella notte e lasceremo al silenzio, al degrado e alla droga un altro segmento di uno dei centri storici più grandi e belli d’Europa.
domenica, aprile 22, 2007

Foto: © Miriam Fossati 2007
POLIPO GO HOME!!!
A causa di una brutta esperienza di malasanità relativa ad un intervento chirurgico effettuato nel 1988, ogni volta che si palesava l’ipotesi di un ricovero o minidegenza il mio cuore partiva a mille e l’altro giorno mentre svolgevo gli esami di routine in ospedale pre intervento, col manicotto della pressione (70 minima e 110 massima alle 9 del mattino) la dottoressa mi ha domandato: - Scusi ma è agitato? Ed io ho risposto : -Sì ...sempre!!!
L’ho scritto già tempo fa sul mio blog, per un'altra occasione, io sono un uomo che “ha paura”, il chè non significa “non fare le cose, restando paralizzato da questo sentimento” ma il farle con “la paura per compagna di banco”.
Se essere uomo significa saltare nella giungla di liana in liana, con un machete tra i denti mentre attorno c’è un inferno di napalm, come un novello eroe di Stalloniana memoria, beh sappiate che non incarno,imito ,né desidero partecipare a questo livello di gioco ok? Diciamo che ho avuto modo di sfiorare degli idioti che credevano in questo atteggiamento, gente che non sapendo giocare con le cose belle della vita, si rifugiava nell’emulazione di queste cose facendo “war games”….mentre il suddetto, che si definisce un “uomo di pace”….uno che “ha paura” si è accontentato di andare a Baghdad dopo i bombardamenti trovandosi in un triste risveglio alle 4 del mattino su un vecchio autobus che traversava il deserto un fucile (vero….mica armi finte da gioco) puntato in faccia da un giovane soldato del Raiss che gli urlava in arabo di mostrare i documenti….(ma io non so l’arabo!).
Rientrando al tema di partenza, svolti gli accertamenti di rito ho scoperto per l’ennesima volta che il mio medico generico è una persona inattendibile. Caro signor Terrile, per i suoi due noduli alla tiroide ha controllato l’ormone tiroideo???No….il mio medico me li tiene sotto controllo…ho fatto la Scintigrafia e basta…
MA NO!!!DOBBIAMO CONTROLLARE SUBITO INVECE!!!Insomma, non ci si può fidare per nulla del generico….come quando mi somministrò un farmaco anni fa che aveva come controindicazione “casi di sofferenza epatica” ed io dissi:- Ma scusi dottore…perché mi dà questo c’è scritto….NON SOMMINISTRARE ASSOLUTAMENTE NEL CASO CHE………e lui ha ribattuto: Guardi che il medico sono io!!! (SUPER EGO DIXIT) Pensai :- Certo mio bel cazzone….ma la pelle che poi andiamo a fare volare in cielo è la mia!!!
Grazie al cielo invece questo ricovero è stato assolutamente eccellente sotto il profilo medico,umano etc. Analisi svolte con cura, trattato come un essere umano, ogni cosa che veniva fatta mi veniva spiegata. Quando in pre-anestesia mi hanno portato in sala operatoria ho trovato l’equipe medica che mi sorrideva, il mio otorino La dott.sa Laura Dore che mi sorrideva e assisteva all’intervento….il chirurgo (Il Prof Raffaele Vitiello) che mi chiedeva come era il tempo in liguria (sono stato ricoverato a Savigliano in Piemonte)…ogni cosa che mi veniva attaccata (manicotti,ditali etc etc) mi veniva spiegata mentre sentivo il suono delle apparecchiature che generavano su monitor dei grafici e ogni altra cosa possa venir utile per monitorare l’intervento ad un paziente.
Mi sono abbandonato all’anestesia totale in assoluta quiete interiore con un sorriso ritagliato nel cuore che salmodiava.
Dieci minuti di intervento, la rimozione di un polipo più grosso di un pisello…a base larga e pulizia delle corde vocali… Appena rinvenuto pare io abbia ringraziato tutti……e l’equipe ha proferito come sentenza : E’ ovvio che uno così si sia fatto venire un polipo alle corde vocali….non è ancora sveglio del tutto, è stato operato proprio lì e già parla…
Trasportato in camera….con la totale che lentamente declinava ho chiesto a Miriam attraverso un biglietto il mio Ipod nel quale avevo preparato una compilation da risalita….con del nuovo e vecchio folk e il seguente ordine dei primi brani ascoltati:
1 Winding Tree (Nick Castro & the young Elders)
2 Fotheringay (Fairport Convention)
3 Country fair (Winter Flowers)
4 Take me away (Colin Scot)
5 Saucy Sailor (Steelay Span)
A seguire c’è stato il digiuno, astensione da liquidi per 5 ore, la prima minzione etc etc.
Ho vissuto la cosa come una storia….che stò raccontando….ho avuto paura la sera prima, ma nell’intera questione c’è sempre stata Miriam accanto con le sue amorevoli attenzioni, con amorevoli rimproveri, con la macchina fotografica per registrare come da mie disposizioni il decorso….perchè le ho detto :- Raccontiamo fotograficamente questa piccola operazione…il prima, il dopo….veramente…per cui il collage che vedete sopra è del tutto veritiero…dal Kimono verde pre-operatorio mentre faccio l’imbecille in pre-anestesia ( un modo assolutamente legale per godersi i paradisi artificiali) al risveglio con il controllo pressione e l’ipod che mi irradia il giusto folk….al segno di Ok…tutto a posto mentre l’anestesia lavora ancora in me…… sul mio comodino c’erano due testi che davano l’esatta cifra di certe mie dichiarazioni sia verbali che attraverso il blog quando mi definii una sorta di “mistico psichedelico”
LE PAROLE DI GESU’ (Preghiere,discorsi,dialoghi,detti)
IL SIMPOSIO PSICHEDELICO (Conversazioni con i Grateful Dead)
Grazie alla marea di sms di allievi,amici e parenti!!!!
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mercoledì, aprile 18, 2007

Foto: © Alberto Terrile 2007
BOB QUADRELLI
Bob Quadrelli (Il Dottor Quale) si occupava di creare ambienti sonori, di commentare gli interventi con suoni e quant’altro uscisse dalla sua testa, era reduce dal premio al Tenco con l’album del suo progetto SENSASCIOU dal titolo “Generazione con la X” e si divertiva già da un po’ con la prima macchina fotografica digitale della Apple, mentre io ero ancora assolutamente analogico.
Fù un’esperienza totalmente delirante e anarcoide, la psichedelia incontrava le tecnologie e l’Arte, operavamo al Ducale, nel cuore di Genova, quella Genova così conservatrice ed un po’ snob ed eravamo pagati per fare questo. Poi Bob continuò la sua carriera di musicista folle, gestendo genio e sregolatezza sino a quando finì in coma nel 2000 .
Ricordo un sms di una cara amica e valente fotografa Valeria Di Mito ( anche lei impegnata nella didattica,rielabora famosi quadri facendoli interpretare ai suoi giovanissimi allievi, poi scatta l’immagine) che diceva più o meno “ Corri al Galliera Bob sta morendo”. Corsi là, uno scenario tremendo, ma Bob era uscito dal coma e seppur ridotto ad un lumicino aprì gli occhi e mi riconobbe…io ero impietrito,sono un noto paranoico…non riuscivo a proferir verbo e avevo gli occhi gonfi di lacrime. Restai là un tot, quanto basta per venire a sapere che forse ce l’avrebbe fatta a sopravvivere….anche se su una sedia a rotelle. Lasciai l’ospedale e guidai il mio vecchio Passat verso casa. Fermo ad un rosso venni tamponato, scesi….vidi il paraurti ammaccato e la costernazione di chi mi aveva centrato che mi diceva che si scusava…che s’era distratto…che vabbè ora prendiamo i dati…gli sorrisi e dissi: Guardi, ne vengo dall’ospedale…un amico che doveva morire è vivo…vada pure che del danno non me ne importa proprio nulla!
Continuammo ad incontrarci con Bob una sera al Festival internazionale di poesia lo vidi che tentava d’assaltare Ferlinghetti a bordo della sua sedia a rotelle.
Quest’anno mentre rientravo con due allievi da una serie di foto mi venne incontro, aiutato dal bastone, perché ha riacquistato nel frattempo la postura eretta….(è una sorta di miracolo Deambulante) e mi chiese di accompagnarlo ad un dibattito di campagna elettorale tenuto dal poeta Sanguineti…….voglio sfidarlo sul suo terreno recitandogli la mia poesia sulla Emme!!!
Quella sera decisi che era venuto nuovamente il tempo per fare un po’ di cose assieme come un tempo….alla nostra maniera, partendo da un progetto e realizzandone poi un altro completamente differente.
Nel frattempo, tra lunghe telefonate e incroci magici con Bobby Soul (Alberto DeBenedetti ) e Angelino (Threegaio/Quaalude) abbiamo messo un po’ di basi per varie cose…..tutte rigorosamente creative.
Decisi anche di fargli fare da modello per i miei progetti col corso avanzato di fotografia alla Sala Sivori e debbo dire che i ragazzi paiono molto coinvolti dal suo modo “fin troppo personale d’essere ribelle e punk ancora oggi a 44 anni fatti giusto lunedì 16 aprile (Auguri BOB….long live rock/poetry/life).
Dalla seduta di studio di ieri pubblico queste due immagini….che mostrano come si lavori sia in luce artificiale, che naturale….con un aspetto anche un po’ performativo che ha incuriosito per una buona mezzora una cinquantina di passanti su via Roma…..diciamo la verità….continuiamo a divertirci un sacco alla faccia di tutti….sono trascorsi più di vent’anni…e sembra che abbiamo iniziato ieri!!!
lunedì, aprile 16, 2007

Foto: © Alberto Terrile eccetto le due in BN con Hammill di R.Lanza
http://www.discoclub65.it/
Scopro con piacere che Gian di Disco Club mi pubblicizza e segnala la mostra sugli anni 70 Interrotti Transiti alla quale partecipo oltre a mettere in rete alcune mie immagini legate alla musica….indi leggete sul sito (vedi titolo) il pezzo e poi cliccate su “leggi tutto” in basso e troverete su un menù a sinistra 8 paginette di mie foto.
La mia passione/acquisto per la musica comincia grazie a mio cugino Sergio Fallani che mi regalò alcuni suoi Long Playing nel 1972: Jethro Tull, Deep Purple e Grand Funk. Possedevo già delle musicassette da anni, e qualche 45 giri ma …quelle copertine che s’aprivano….il suono e l’odore di quei vinili divennero una sorta di marchio che mi avrebbe perseguitato poi nel tempo. Assieme ad un mio compagno di merende, Maurizio Vassallo, trascorrevamo interi pomeriggi prendendo il bus e andando in centro da Disco Club a prenotare dischi in uscita o a comperarne di repertorio. Era un rito che oggi appare Vintage nel trionfo del download sfrenato di intere discografie che vanno a stivarsi in hard disk sempre più potenti.
La vera pacchia per me però iniziò col 1975 e l’iscrizione al liceo Artistico Nicolò Barabino….poche centinaia di metri in su, verso via XX Settembre, rispetto a Disco Club. Chi ha fatto quella scuola sa che si usciva alle 14,30 pertanto ci si portava a scuola del mangiare: panini, o contenitori con riso,la frittata etc. Convinsi mia ,madre a darmi i soldi affinché potessi comperarmi il panino, mangiavo poco ed ero inappetente,pertanto ogni sforzo rivolto ad invogliarmi verso il cibo era ben accolto. Dato che come ogni adolescente che si rispetti, facevo esattamente l’opposto di ciò che sarebbe stato gradito a Mamma e Papà, cominciai ad metter da parte le quote panino, divorando quello del mio compagno di banco (Nicola Bucci) che arrivava a scuola con due spianatine al prosciutto. Quando la cifra era raggiunta, appena uscito da scuola entravo diretto da Disco Club e acquistavo ciò che mi serviva….ricordo The Madcap Laugh di Syd Barret, Ummagumma dei P.Floyd,Togetherness di Don Cherry e Gato Barbieri, the Quest di Sam Rivers e altro ancora.
I ragazzini era terrorizzati dal terribile Calderoni ( un tempo c’era lui oltre a Gian) quest’uomo era uso pigiare un pomello che emetteva un tremendo squillo e illuminava una scritta luminosa per ammonire gli astanti di lasciare le borse vicino alla cassa…perché i ragazzini d’oggi rubano i cd, ma quelli d’un tempo….beh allora rubavano i vinili…provate ad immaginare nascondere un oggetto di 31 cm per 31 cm…ecco perché esistevano gli Eskimo e non solo le cose attillate negli anni settanta.
Più o meno in quel periodo acquistai la mia copia di Godbluff dei Van Der Graaf Generator poi corsi a vederli in pomeridiana (c’erano due concerti, uno il pomeriggio e l’altro la sera) al Teatro Genova che oggi è noto come Blue Moon, vicino alle carceri. Fù il mio primo concerto….e quando molti anni dopo mi trovai a ritrarre Peter Hammil come documentato dalle due foto in bianco e nero di Roberto Lanza, gli raccontai di quel negozio Disco Club e della mia copia acquistata lì…al tempo del loro tour. Potrei dire che quel feticcio mi ha portato fortuna, con Peter Hammill è nata un ‘amicizia, c’è una corrispondenza via mail, fu lui ad invitarmi a Brescia con i VDGG riformati….chiedi di Wiff, ha i pass per te…fotografa tutto quello che vuoi….e dopo il concerto mi disse pure “MILLE GRAZIE”
Poche settimane fa scrissi a Peter H. dicendogli le mie impressioni sul live della R H Hall Real Live, così come feci per “Present”…. lui sa che io compero tutti i suoi dischi ancora in quel negozio dei tempi passati….se lo facessi direttamente attraverso il suo sito avrebbe un guadagno maggiore….ma credo che abbia compreso che il mio è un gesto d’affezione e anche poetico verso quel piccolo negozio che continua ad esistere dal 1965 nonostante debba relazionarsi con realtà imprenditoriali molto più vaste in termini di metri quadri. Disco Club è come il profumo dei croissant di Proust…..ma l’attenzione da parte di Gian (Balduzzi) viaggia a 360° quindi le vecchie e le nuove tendenze…......non è quindi un caso che tutto ciò che di vero e nuovo nel rock passa a Genova dal vivo succeda grazie a mat http://www.disorderdrama.org/ ……e il soggetto in questione, che è spesso in negozio non è assolutamente un ultraquarantenne…..ma molto,molto,giovane.
A buon intenditor poche parole!
venerdì, aprile 13, 2007

Foto: © Alberto Terrile2007 12 aprile
RI –DIMENSIONAR- MI
Non sono ricco, ma devo riconoscere che la fotografia è divenuta mezzo di sostentamento di lavoro in seconda battuta . Fatico nel vivere questi due istanze in perfetto equilibrio, perché spesso il mondo dell’uomo al quale appartengo mi chiama con un nome ed un cognome e delle aspettative che sinceramente spesso mi dolgono.
Sono capace di grandi aperture e slanci, ma ho necessità di raccogliermi sempre più sovente per misurare quanto piccolo sia ciò che a volte credo grande.
giovedì, aprile 12, 2007

Foto: © Alberto Terrile 2007
L’auto filava su una fettuccia d’asfalto …. da entrambi i lati campi con distese di fiori gialli .
La danza delle api incideva il cielo come le antiche scritture su tavolette di cera.
....mi sono perso nel tempo e nel paesaggio....l'intenzione era di passare a salutare una persona....
lunedì, aprile 09, 2007
sabato, aprile 07, 2007

Foto: © Alberto Terrile 2007 Venerdì 6 aprile ore 19,15
A Miriam
giovedì, aprile 05, 2007

Foto: © Alberto Terrile2007
INTERROTTI TRANSITI
Sorrido innanzi il mio colore esposto,presto abbandonato nei primi anni ottanta….sorrido ai tanti allievi intervenuti e mi commuovo con Giovanni e Barbara che posano assieme a me davanti alle foto vecchie quasi tre decenni, con la promessa di tornare a fotografarli oggi…per dell’altro. Viaggio nel tempo con le braccia aperte portandomi appresso la storia,gli amici,gli amori e se molti oggi non sono più qui, vivi, non è con la tristezza che li ricordo ma col sorriso di chi sa di non aver mai tradito l’idea prima di questo mio fare Arte…con spontaneità,con naturalezza,oltre i giochi delle gallerie e dei galleristi, perché tanto è tutto inutile….basta prendere un FLASH ART di 10 anni fa per verificare che il 70% dei talenti d’allora è scomparso…non fa più nulla….e allora perché affannarsi a sgomitare…meglio allora essere definito “un ragnetto che bisogna tirare fuori dal buco”….come ha detto Fabrizio ieri sera per definire la posizione che occupo nel panorama odierno …. Grazie a tutti coloro che mi hanno aiutato, che sono venuti a trovarmi all’inaugurazione, che mi hanno scritto, e a quanti volevano e non sono potuti intervenire…….a chi mi chiede lumi sui tempi delle cose dirò: Ci sono voluti quasi 30 anni perché i mie primi vagiti fotografici saltassero fuori….ecco perché occorre lavorare,lavorare e lavorare e non preoccuparsi d’altro….il tempo per le cose belle e vere arriva sempre, basta avere tanta pazienza.
lunedì, aprile 02, 2007

Questa come altre cose dette a voce dalla preside, avrebbero potuto decretare in quel tempo il mio abbandono del liceo artistico e una migrazione verso il liceo Classico. Mi opposi. Ero incostante e lo resto tutt’oggi, la struttura razionale è qualcosa che non mi apparteneva allora, né mi appartiene oggi, ma io sapevo che in me c’era creatività da sempre…solo che non sapevo come modellarla. Fui fortunato col professore di figura del liceo il sig Guido Zanoletti, che capì che ero un chiacchierone, un confusionario, ma vide lontano, o meglio avvertì in me ciò che io oggi trovo in certi miei allievi…quel fuoco che arde indipendentemente dalla tecnica, dalla struttura e dalla modalità. Il vizio della docenza in genere è la struttura, quella cosa che a certa gente toglie il respiro…come quando mi costringevano a rifare le nature morte di Morandi.
Oggi a scuola si racconta del mio sperimentare di allora…quando ero considerato...uno di quelli che ci provava…è che per operare con la creatività…se c’è bisogna stare molto attenti a cosa uno produce attorno ai 20 anni più che a trenta o quaranta…..e occorre capire come “quella cosa che potrebbe balbettare” non possa divenire la rampa di lancio per il futuro, se contiene in fase seminale ciò che diventeremo.
Quindi:
Guardate un neonato con attenzione e focalizzatevi sul suo sguardo, imparate a crescerlo e invecchiarlo nel tempo di un’ occhiata.
Io lavoro così … Sabato e Domenica ho fatto PERCORSI MAGICI il mio workshop per innalzare la soglia percettiva sul colore, gli allievi del Corso Base erano contenti…vedevano davvero tutto l’azzurro contenuto nella città…e non immaginavano ce ne fosse così tanto.
Il metodo che utilizzo è costruito e testato su me…..che sono sempre stato distratto,incostante e privo di struttura….oggi mi dico “FORTUNATAMENTE”!!!