Le Parole di Alberto Terrile

lunedì, gennaio 29, 2007


Foto: © Alberto Terrile 2006  La stanza in silenzio

IN SILENZIO

Quanti mi conoscono probabilmente stentano a credere quanto io ami star da solo  nel silenzio. La città in questo senso non offre grandi opportunità, colma di sirene, di frenate, di urla.
Martedì scorso dopo una lezione dalla foniatra risalendo il centro storico alla volta del Carlo (In) Felice sono entrato nella chiesa di San Matteo….mi sono seduto, solo,nella penombra ed ho assaporato il silenzio.
Quel luogo riusciva a tenere a distanza il suono della città, ed io, sorta di nota un po’ sghemba ho assorbito  la quiete stemperandomi per dieci minuti nel silenzio.

Pochi minuti dopo innanzi a chi mi parlava di lavoro, di budget stracciati dalla finanziaria,di contratti a termine non ho potuto che sorridere…..ero riuscito per pochi istanti in quel silenzio a comprendere “come e dove sto bene”….il resto, quello che comunemente chiamiamo mondo appariva per quel che è… una triste operetta del vivere, una recita stentata scandita dai ritmi della produzione, del lavoro,del denaro.


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sabato, gennaio 27, 2007





BODEGA BAY/UN AMORE SU MISURA


Da alcune mie immagini delle sessions per  DECONSTRUCTION OF A POSTMODERN MUSICIAN di Corrado Rustici è stato tratto un clip, animandole e integrandole con nuove riprese in movimento. Il brano Bodega Bay ove modulo il fischio fa parte della colonna sonora del nuovo film di Renato Pozzetto  UN AMORE SU MISURA.....

Buona Visione!!!



Foto: © Alberto Terrile 2006

foto Katrin 2006

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Foto: © Miriam Fossati 2007

Negli ultimi tempi ho scritto poco, intento a terminare il disco YASAMAN della band Mishmash per la casa  Finisterre. Un disco che interesserà gli amanti della world music, terzo album della formazione romana composta da  4 musicisti di 4 confessioni diverse: un buddista,un musulmano,un ebreo e un cristiano cattolico. A suo tempo dirò di più…..foto,concept e art sono totalmente mie.

Il  quartetto  “Mishmash” (termine  mobile  che  in  varie  lingue racchiude  diversi  significati legati  al  concetto  di “mescolanza”) formato da  Marco  Valabrega  al  violino  e viola,  Domenico  Ascione  alle chitarre  e  ‘ud ,  Bruno  Zoia  al  contrabbasso e  Mosshen  Kasirossafar  alle percussioni  persiane,  propone  una versione  molto  originale  e affascinante  del  complesso di  suoni  che abitano  il  Mediteranneo,  il  mondo  medio-orientale,  i paesi  dell’ Est.
Gli  spunti  principali sono  nel  repertorio klezmer  ( la  musica  delle  comunità ebraiche  askhenazite),  nelle  romanze sefardite  che  abbracciano  un territorio  dalla  Spagna  alla  Turchia, nei  brani  tradizionali  di  musica  persiana  e  medio-orientale,  nei  brani originali  e  d’autore  ispirati da  queste  stesse  culture musicali,  con  scelte  di arrangiamento  e  d’ esecuzione  che ricreano  quel  sapore  “vagabondo” che  da  sempre  caratterizzano questi  repertori.
Il quartetto , che si esibisce regolarmente in numerosi festivals nelle
principali città italiane e estere , partecipando anche a trasmissioni radiotelelevisive, ha pubblicato tre album per la Finisterre riscuotendo lusinghieri
consensi da parte di pubblico e stampa specializzata : il primo album, “Delta”, il secondo "Parvanè" ed il terzo "Yasaman" di imminente uscita.
Il quartetto collabora da anni con prestigiose cantanti di diversa provenienza, da Laura Polimero, a Faye Nepon, da Evelina Meghnagi a Yasemin Sannino, ed ha realizzato le musiche di scena di alcune prestigiose produzioni teatrali.


Tre corsi fotografici: un base, un avanzato e quello di  fotografia di scena, assorbono molte energie, la sera ceno sempre ad orari disumani, poi cerco rifugio nella lettura o nella visione di vecchi western che hanno segnato la mia infanzia.
Lutti e dolori che funestavano la fine/inizio anno stanno facendo spazio a “incontri all’apparenza casuali” che tali non sono perché ogni cosa si muove secondo dinamiche a noi sconosciute,spesso invisibili. Ritornano volti che si pensavano consegnati alla morte e  all’oblio,volti che attraverso legami di sangue s’offrono nella loro brillante luminosità.

Continuo a lavorare…. mi chiarisco il  progetto di Alice nel paese dello Stupore, giungendo alla conclusione che mostrerò  tre età di Alice: a cinque anni, a ventidue e a quaranta.
Alice è l’ archetipo che è in ogni visionario/a che ho incontrato nella mia vita, fa parte anche di me, come della poetessa che ne sta scrivendo. Le parole di questa” creatura” a quattro mani non riscrivono Carroll, interagiscono con le mie immagini ,immagini che non illustrano Carroll,semmai  ne trattengono memorie annacquate.
Come in un viaggio alcune forme avanzano, altre si lasciano andare a fondo. Un suono, una luce le riporteranno a memoria e sarà vostra cura, e di quanti vi si avvicineranno trattenerne dentro piccole porzioni……..

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domenica, gennaio 21, 2007


Foto: © Alberto Terrile 2007

FOTOGRAFARE LA SCENA

E’ da poco cominciato FOTOGRAFARE LA SCENA edizione 2007, il corso che tengo presso l’Accademia Ligustica di Belle Arti. Quest’anno  lavoreremo sul  cartellone spettacoli del Teatro dell’opera Carlo Felice.
Con i ragazzi abbiamo fatto la prima esercitazione di backstage sull’Antepiano del Don Pasquale. Non è semplice fare questo corso perché al di là di brevi incontri a scuola con i ragazzi, tutto si svolge in teatro, pertanto è un continuo susseguirsi di comunicazioni via mail o sms (in questo caso benedetta sia la tecnologia) tra me e i partecipanti, dieci in totale. Fotografare la scena mi vede come sempre in prima linea sul palco quel luogo magico che a lungo ho battuto (25 anni) e  che qui a Genova (altrove lavoro) non mi vede più protagonista per mille motivi : crollo dei budget e conseguente impiego dei giovanissimi, non adesione a qualsivoglia fazione politica, correttezza unita a schiettezza…se preferite sincerità.
L’intento sarà quello di mostrare l’aspetto non visibile il dietro le quinte ponendo l’accento sul “prima della prima” …..ci divertiremo…..il mondo delle immagini resta affascinante e meraviglioso….


 

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mercoledì, gennaio 17, 2007




Foto: © Alberto Terrile 2007

MICHELANGELO PISTOLETTO

Ieri Michelangelo Pistoletto ha inaugurato l’anno Accademico della Ligustica. Un ottima occasione per ascoltare un grande artista della contemporaneità. Andò a bottega dal padre pittore che lo erudì sulle tecniche dell’arte antica mentre studiava nello studio del grande pubblicitario Armando Testa.
Eloquente magnetismo nel declinare in una breve conversazione il suo percorso artistico, per concludere dicendo che il mondo andrebbe ridefinito attraverso l’Arte. A questo punto ho avvertito la necessità di prendere la parola per aggiungere il mio pensiero su questo punto.
La creatività è connaturata all’uomo, così come la capacità immaginale. Troppi però negli ultimi tempi hanno mistificato l’Arte eleggendola a mezzo per innalzare l’ego attraverso un  rosario d’esposizioni debitamente messe a catalogo, troppi hanno visto in lei il modo per guadagnare vendendo spesso del fumo….troppi ne scomodano l’etimo per praticare  una triste politica culturale, per promuovere inutili mostre e tendenze destinate a non restare nel tempo.
Oggi è necessario ridefinire il mondo attraverso l’Arte e non certo attraverso il decadimento morale della politica mondiale, ma per farlo occorre “sincerità, coerenza e passione”…..ed oggi, sinceramente queste qualità in Arte latitano. Più cuore e meno portafoglio no?

Dopo la conferenza ci siamo appartati 5 minuti per scattare 4 ritratti con la mia  Hasselblad, nel mentre qualche considerazione sulla rivoluzione digitale e sulle problematiche connesse alla conservazione dei files, poi un breve ritorno al mio intervento…..e la conclusione del Maestro :- Quando ho iniziato a creare e ancor oggi, non mi sono mai preoccupato di fare l’opera perché venisse esposta e venduta, certo mi fa piacere se viene esposta perché non è vero che si lavora solo per noi, lo spettatore è importante…….oggi invece prima di creare vogliono già sapere dove verrà esposto il loro lavoro….

Sottoscrivo!

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domenica, gennaio 14, 2007


Foto: © Alberto Terrile

ASSIEME


Divertirsi e apprendere. L’immaginazione è il gioco del quale veniamo deprivati una volta che la società ci ha definiti “adulti”. Il filosofo francese Jean Baudrillard parla guardando al vivere attuale di inquinamento del reale e di morte dell’immaginario.
Io mi adopro perché l’immaginario prenda il posto di quel pensiero “importante” che sostiene l’uomo d’oggi….il pensiero di potere, ricchezza, prevaricazione. L’energia,gli spazi dell’immaginazione debbono farsi largo in noi e ritagliarsi il giusto posto prima che “il peso delle nostre vite al servizio dello stato, della tecnologia figlia della Scienza ci snaturino del tutto.

La cosa più importante però è stata altra ancora. Vedere entrare una compagna stretta nel dolore per la morte della nonna….sentirle dire, non ce la faccio, non ho la macchina con me….mi hanno consigliato di venire lo stesso….vederla lentamente rasserenarsi ed infine posare per i compagni lasciando che un accenno di sorriso facesse capolino.
Io ho dato il mio tempo, la mia voce (nonostante un polipo alla corda vocale destra diagnosticato ieri) e il mio entusiasmo, voi avete aggiunto la voglia di mettervi alla prova e abbiamo trascorso 2 belle ore assieme…..che moltiplicate per 4 gruppi fanno 8 ore assieme….finii stanco ma felice.
Anche voi felici, lo avete detto a voce….qualcuno addirittura ha voluto scrivermi…..a mercoledì!!!



Ieri mi sono divertita un sacco, ti mando 2 foto, che a me sembrano carine.
A mercoledì. Ciao.Serena

Volevo solo dirti che ieri sera mi sono divertito da matti alla prova di ritratto anche se sono arrivato a casa un pò cotto (devo dire che gironzolare intorno ad una persona scattando foto è abbastanza stancante).
Ho guardato un pò le foto e sono più che soddisfatto anche se in certe ho curato forse un pò poco la parte "tecnica" tipo profondità di campo, esposizione ecc, ma sai com'è era la prima volta che mi trovavo a scattare così.
Comunque sono veramente soddisfatto anche per il bel clima che c'era.
Ciao.Luigi.

Ciao Alberto,

bella serata l’altra sera. Intensa e finalmente produttiva almeno per me. Coinvolgimento totale, concentrazione accompagnata da ampissima sudorazione e discreta soddisfazione. Che bello che è questo, fare immagini liberamente senza pressioni, solo per il gusto e desiderio di scattare e di imparare e sperimentare senza pensare ai casini fisici mentali e lavorativi, chi ce l’ha più grossi chi meno. Ho letto del tuo polipetto. Mi spiace, non so di preciso la gravità della cosa ma spero con tutto il cuore che non sia troppo grave e che quindi sia risolvibile. La tua voce, anche rauca o inframezzata da colpi di tosse CI SERVE!  Ci servono le giornate come mercoledì, abbiamo bisogno di liberarci il più possibile…

 Ti saluto

E grazie
Cent

  ...a
parte gli scherzi purtroppo oggi non riesco a venire a lezione perchè stanotte mio padre si è sentito male...ti mando qualche scatto dell'esercitazione scorsa fatta "in classe" visto ke oggi le visionerai insieme agli altri....è stata una bellissima esperienza...soprattutto perchè non avevo mai fatto nulla del genere....in pratica sono i miei primi scatti!!!

Alessandra



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martedì, gennaio 09, 2007


Foto: © Alberto Terrile 2007-La finestra a Iola

ENTRANDO NEL BUIO COL TEMPO

Quando resto sui monti un po’ di tempo, quando la città dista molto più di un braccio,quando i semafori , gli stop perdono di senso così come i posteggi perché gli spazi  sono vasti ed è  ridotto all’osso il transumare umano capisco perché i mistici andavano verso il deserto.
La notte è più vera in montagna…lì la notte è buia davvero. La notte in città  stinge nelle insegne dei wine bar dove incontrarsi per finger d’occuparsi d’arte,di letteratura,di donne….la notte in città sono le strade dove comprare la droga e le strade dove iniettarsela,inalarla,ingoiarla.
Le montagne, oscure come la notte, sembrano voler mordere il cielo trafitto da stelle/capocchie di spillo…..
Guardo attraverso il vetro della finestra e vi  appoggio la fronte per raffreddarla…sbuffo vapore e vi disegno strani profili, poi mi rifaccio al sapere fotografico e ritraggo l’albero che ho innanzi….”entro nel buio con il tempo sino a chè non si sarà rischiarato”…..


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giovedì, gennaio 04, 2007


Foto: © Alberto Terrile - immagini scattate il giorno 26/12 -31/12  e 1/1/07

IL MITO DELLA CREAZIONE OVVERO COSMOGONIE DA TASCA

Negli ultimi giorni dell’anno ho scelto la distanza dalla città e dai tempi che detta a quanti l’abitano. Necessitavo vivere la successione di istanti con regole diverse. Il tempo ora  viene scandito dal fluire naturale della vita del universo.
L’ acacia accoglie il vento forte ondeggiando in morbida danza, si lascia andare fiduciosa e mai rassegnata al maestrale.
Una lunga sciarpa di nubi attraversa l’ultimo terzo del cielo velando la luna.
Imparo  osservando queste cose ad “affidarmi” e “sentirmi parte” di questo mondo  dal meraviglioso equilibrio e prendo distanza ancora per un poco dai doveri dell’uomo che lavora, mangia,riposa e torna a lavorare.
Al di là della malattia che ci abita e attende di manifestarsi per  insegnarci a riconsiderare la  vita, oltre le miserie di un corpo con le sue continue richieste, esiste una via semplice che chiede solo di fermarsi un attimo per considerare la maestà della natura….il resto può attendere.


postato da albertoterrile 17:54 | commenti (8)

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