Le Parole di Alberto Terrile

venerdì, giugno 30, 2006




Questa sera......
ci passo......
Enjoy

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giovedì, giugno 29, 2006

Il codice che non tollero

….finalmente ho terminato la pubblicità, controllato le prove colore a Milano  e ascoltato parole vane da parte dei 2/3 di quest’operazione. Adoro il lavoro di squadra, ma deve esserci comunità d’intenti e di vedute e questo non è accaduto. Ho fatto il fotografo e l’art a mezzo con un’altra persona...ma non c’è stata né la giusta comunicazione, né il rispetto dei più elementari valori umani…. E questo l’ho verificato alla fine…tirando le somme.

Il mondo dell’advertising è triste….lauree in marketing, alta semantica applicata  troppo spesso al nulla, tante tempeste di cervelli (brainstorming) per poi fare vendere dei pannolini, l’asse del cesso o una pillola che ringiovanisce. Ogni volta che m’affaccio a Milano mi chiedo come sia possibile che sia ancora viva….la moda và malissimo...diffidate della facciata….società quotate in borsa non possono dire d’esser alla frutta….le agenzie pubblicitarie  si rubano i collaboratori e i clienti.

Milano è l’unico posto dove un sacco di imbecilli riescono a trovare un lavoro inutile per darsi importanza ….Milano dove per fare una foto occorrono 40 persone…Milano  dove regna il trendsetter….(segugio da tendenze…allora se il segugio si rotola nella merda per non fare sentire il suo odore alle prede…il trend setter come si comporta???

 

Comunque è finita…..la squadra è sciolta, liberi tutti di tornare alle proprie occupazioni…io ai dischi e alle mie cose d’Arte. Ieri mi hanno detto che sono “un gran egocentrico”…..non so francamente, ma negli ultimi tempi a un sacco di idioti rode il fatto che io possa aver autorevolezza sul mio prodotto come nel pensiero.

I miei allievi mi rimproverano talvolta d’esser troppo alla mano …mentre ieri il richiamo era d’altro tenore…..è colpa mia se “riesco nel mio lavoro che peraltro coincide con la mia passione”?

 

L’altro giorno leggo su un magazine che la regista della nouvelle vague Agnes Vardà sta esponendo in Francia le sue foto….ed esclamo:_Ecco come si chiamava!!!!

Visitò la mia mostra nel 98 ad Avignone poi disse alla conservatrice del museo “E’ molto bravo…..questo ragazzo è da tenere d’occhio”….ed io me ne ero dimenticato….

 

Mi scuso per l’acredine e l’ardire delle parole….non è tanto per voi lettori di passaggio, né per chi mi vuole bene….è il mio sfogo verso gente che meriterebbe solo il silenzio….ma io spesso preferisco parlare ed esser libero di mandare a fare in culo chi se lo merita….

 

 

 

 

 

 

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domenica, giugno 25, 2006





EYGALIERES

......nel sud della Francia per raccontare scampoli di vita...in compagnia di Louis Winsberg e altre 120 persone....
...anche qui, come a San Francisco, un rispetto ed una considerazione per il mio sguardo sul mondo  che in Italia non ha eguali........

20.000 leghe di distanza da Genova....

con affetto, vostro Capitano Nemo_ProfetaInPatria

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giovedì, giugno 22, 2006









Tre momenti dell'esercitazione e un cammeo di Nadesh con la mamma che l'ha aiutata ad acconciarsi e che nel silenzio  operava una sorta di "regia"

IL CANTO DEL CIGNO E' UNA DANZA

Il canto del cigno del mio corso “Dai Sali d’argento ai pixels” è stata una danza. Le cose belle debbono essere celebrate con qualcosa di gioioso e sacro . Fotografare il movimento non è cosa semplice che si fa ad un  “base”, ma quello che era iniziato sulla carta come un corso per principianti si è rivelato attraverso un feedback docente/allievi un vero e proprio laboratorio che ha attraversato le quattro stagioni : autunno,inverno, primavera ed estate. Né io né i ragazzi ci siamo accorti del tempo che trascorreva, quel tempo  che negli uffici non passa mai, e siamo divenuti amici, confidenti, uniti da una precisa volontà : scandagliare le possibilità della Visione .

Se nell’esposizione ho mantenuto una libertà non comune, raccontandomi a 360 gradi perché certe nozioni pesassero meno, non ho potuto prescindere da certi aspetti per me assolutamente necessari per le prove pratiche: la professionalità. La modella che ha posato lo fa di professione,lavorando nei licei Artistici, l’hotel del Principe era un vero hotel prestato al corso per l’occasione così come Nadesh (la danza indiana) è realmente una danzatrice. Questi aspetti sono stati avvertiti dagli allievi che hanno contraccambiato con belle immagini ,con spunti di discussione ed analisi dei loro manufatti.

 

La danza indiana tratta storie  che vengono raccontate col movimento, con sguardi e gesti che fanno riferimento alle divinità, è una danza che si fa nei templi ed è sacra quanto sacro è stato l’impegno di tutti nel volermi seguire per tutto questo tempo…..

 

Grazie anche a  voi  quindi se le cose sono andate così……io mi sono divertito, ho insegnato ed imparato da ognuno qualcosa….

 

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domenica, giugno 18, 2006


Immagine dal booklet  dell'audiolibro "Ecco la storia" Bisio legge Daniel Pennac

ECCO LA STORIA.....
un audiolibro.....e non solo....

Il 30 aprile del 2006 ero al Pronto soccorso con mio padre che aveva avuto un malore alle 10 del mattino: flebo, elettrocardiogramma, esami di rito per il diabete mellito col quale convive da alcuni anni. Quando sei nelle mani della Sanità italiana non sai mai cosa succede, quali sono i tempi….questo oltre allo spavento e all’apprensione per chi ti ha dato nel 61 il lasciapassare per “un transito terrestre”.Avvertivo quel senso di sospensione proprio dell’imprevisto…tutti i tuoi impegni vengono cancellati, ogni cosa viene magicamente ricondotta al suo posto in una scala di valori dove il lavoro  slitta all’ultimo posto.

Mio padre l’ho contrastato per una vita, l’ho fatto incazzare mille volte e lui ha fatto lo stesso con me. Troppo simili….tutti e due intolleranti verso le ingiustizie, le diseguaglianze sociali (mio nonno era un operaio) entrambi troppo onesti per assecondare le “pastelle di partito”…due spiriti liberi di dire a chiunque che al gioco sporco non s’aderisce…due lavoratori tremendi, lui nell’ingegneria io nell’Arte. Due esseri “di sinistra” delusi dal modo in cui gli uomini portano avanti certe idee….lui in pensione io ancora in gioco….sino alla fine….prendendo distanza fisica dagli uomini che infangano “le idee”. Quel 30 di aprile non stavo bene per niente…mio padre in un letto…i lunghi tempi della diagnostica…perché è svenuto…cosa vuol dire quel codice sulla cartella…e nuovamente squilla il mio telefono… ma questa volta…nè mia madre,né mia sorella….nessun parente ma un signore da Roma che mi parla dell’edizione di un audiolibro ECCO LA STORIA in cui Claudio Bisio legge Pennac….mi dice che sanno che esistono le mie foto dei due scattate tanti anni fa.

Ecco la storia. Lavorai per 11 anni al teatro dell’Archivolto, divenni buon amico degli attori che ne erano l’anima. Maurizio Crozza e sua moglie Carla Signoris (che continua affettuosamente a dire che sono uno dei più bravi fotografi al mondo…) Ugo Dighero, Marcello Cesena e Mauro Pirovano ( col quale impegni reciproci  permettendo riusciamo ancora a vederci in dimensione “non professionale”). Nel 1993 mi trasferii per un anno a Parigi per vedere di dare una svolta alla mia vita….Genova era ed è “lenta e titubante” nell’aprire le sue porte a chi ha talento…specie se chi ha questo dono da lì proviene…poi desideravo verificare ben al di là della frontiera “milanese” se il mio modo di  rappresentare le cose potesse avere un respiro più amplio. Così fù. A Parigi iniziai il lavoro sugli Angeli, conobbi meglio Carolyn Carlson, Renè Aubry….presi delle sbronze colossali di vodka e zampettai a lungo nei luoghi del Malussene di Pennac (Belleville) senza conoscere quegli scritti...tra l'altro...preferivo Handke a Pennac...

Quando rientrai a Genova   trovai un teatro finalmente con una sede stabile (l’Archivolto al Modena)….e un posto ( anche se non avevo un contratto) che un tempo era mio...un appalto costruito spettacolo per spettacolo.. occupato e.non temporaneamente…chiesi all’ amica Fulvia perché questo….lei mi rispose per lettera, ancora la conservo in un cassetto…(Fulvia  putroppo è mancata oramai da anni) che il teatro aveva operato scelte aziendali…ridotto alcuni costi….in definitiva chi mi aveva sostituito costava meno era su piazza e bla bla bla….e mi scrisse del suo imbarazzo e dei bei tempi quando le cartelle stampa che lei inviava erano corredate dalle mie belle foto…tutto cambia…...

NULLA SI CREA,NULLA SI DISTRUGGE,TUTTO SI TRASFORMA.

Feci solo due lavori negli anni successivi per il teatro….uno spettacolo con Elisabetta Pozzi e i ritratti di Pennac e Claudio Bisio (ma non lo spettacolo)….intuii che quando “il tiro era alto” era meglio appoggiarsi a me…bravo, ma zero diplomatico, pronto a ribattere e poco gestibile (ricordo ancora quando una mia installazione nel foyer a forma di Croce Cristiana per uno spettacolo di danza contemporanea raccolse il totale disappunto da parte della direzione artistica)….per il resto il sipario per me lì  era calato.

Ho creduto in quell’avventura teatrale durata 11 anni e mi sono sentito tradito….ho imparato e compreso che a volte quando una cosa finisce ( che sia un rapporto d’amore o lavorativo) non sempre è un male...perchè per crescere occorre che persone e luoghi cambino…per favorire la nostra crescita e cambiamento….ecco la mia storia.

 

Ecco la Storia (Claudio Bisio legge Daniel Pennac) è in edicola come audiolibro questa settimana con l’Espresso, il booklet contiene  mie immagini(Foto pagg. 2/3 - 5 - 8/9 - 22: Alberto Terrile), mentre una successiva edizione è in arrivo nelle librerie sempre su licenza di fullcoloursound  www.fullcolorsound.it  il 21 Giugno…booklet diverso…5 immagini.

 LINK

http://www.claudiobisio.it/jolly/default.asp?codice=eccos

http://marketing.kataweb.it/audiolibri/?ref=hppro


Daniel Pennac e Giorgio Gallione regista e direttore artistico



 



postato da albertoterrile 11:53 | commenti

venerdì, giugno 16, 2006



ALTRO PROFILO

......anche io ho avuto il naso dritto un naso regolare,come da foto bordata, poi anche lui ha dovuto assecondare il mio carattere, i miei modi e farsi adulto, prendere l'importanza che gli competeva e dare al mio volto un segno distintivo, un temperamento che non poteva certo solo poggiare sugli occhi azzurri.
Sono uno di quei volatili che fanno fracasso sbattendo le ali...

postato da albertoterrile 21:48 | commenti (9)

mercoledì, giugno 14, 2006


ALTO PROFILO

Leggo un commento che definisce il mio un  blog d’alto profilo. Il problema allora è cosa è un blog? Un blog è un diario, e ognuno scrive ciò che pensa e ciò che crede, ognuno scrive ciò che è.

Se l’Italia è un paese dove le prime 6 pagine di un quotidiano sono dedicate alla politica che da quando sono al mondo è sempre uguale ( ho visto la Dc al potere,poi la sinistra e poi Berlusconi) e il resto dello spazio se lo prende il calcio….cosa potremmo dire se non che l’Italia,se fosse un blog, sarebbe di basso profilo?

Se chi scrive ha solo voglia di enunciare le sue attitudini sessuali, oppure di pontificare dall’alto del suo ego può farlo…e verrà letto da quanti hanno bisogno di quelle cose, scritte, evocate e forse mai vissute…di chi gli è simile.

Su un blog puoi capitare per curiosità, per caso o  perché ci sono le donne nude(casistica tipo), ma se ci ritorni vuol dire che lì c’è qualcosa del tuo mondo, o di quello che vorresti fosse tuo.

Scoprire che mi legge l’avvocato,il motociclista,l’informatico e la studentessa non mi fa pensare d’esser un grande narratore delle mie gesta quanto del fatto che scegliamo gli amici, le donne e gli uomini, gli abiti e gli oggetti  perché in qualche maniera recano in sé qualcosa che siamo o solo riconosciamo famigliare…qualcosa anche di necessario seppur per  il tempo che comporta “scorrerlo con gli occhi”……..

postato da albertoterrile 16:50 | commenti (6)

venerdì, giugno 09, 2006




IL MONDO CHE SCOMPARE...

C’è un mondo che scompare solo perché lo permettiamo. Mentre scrivevo il post “Maria” avvertivo in mè quanto stia a noi deciderlo. Se uscendo dalla Sugar (casa discografica di C Caselli) ieri, contento del successo ottenuto per la consegna di un lavoro, mi fossi crogiolato nel mio ego, sognando altre cose e magari altri viaggi in California forse non avrei visto quella bambina sulla metro…..

 

Aspettavo la stazione di Cadorna per cambiare e andare alla stazione Centrale, ascoltavo Dream Sequence dei Mountain nel mio ipod (indi un uomo perfettamente al passo con i tempi e i suoi riti no???) quando scorsi una bimba di due anni con i genitori. Alzava il volto verso l’alto mostrando i tratti tipici dei bimbi: naso all’insù, la fronte tonda tonda e la piccola bocca che pareva disegnata….ma in questa creazione qualcosa non era andato per il verso giusto: l’occhio sinistro era incassato nell’orbita, rivolto malamente verso l’arcata , forse talmente offeso da non “vedere”. Ho sentito una stretta al cuore, mentre i miei occhi si velavano trattenendo una lacrima …..che tristezza vedere parzialmente quanto si ha innanzi, un bimbo è vorace di suoni ed immagini, quale fatica far passare tutto il creato attraverso un solo occhio invece che due…..

 

Se noi edifichiamo le nostre vite come dei palazzi senza finestre non vedremo nulla al di là di noi stessi.

Se solo ricominciassimo a parlare….ad ascoltare….in un senso più comunitario.

Se invece della vetrina di Bulgari provassimo a riflettere sulla natura scopriremmo che

…..dal seme spunta la pianta e porta fiori e frutti…

…un’unica vita tutta nel seme,tutta nella pianta,tutta nel frutto…

…..nel seme, la pianta e il frutto….

…nella pianta, il frutto e il seme…

…nel frutto,il seme e la pianta….

 

…scompare ciò che non vogliamo più vedere e sentire……

…. apriamo le nostre vite testimoniando di un mondo e di un modo diverso d’intendere le cose

solo allora …..tutto comincerà a prendere un diverso assetto e aspetto…..

postato da albertoterrile 21:06 | commenti (6)

lunedì, giugno 05, 2006

Firenze-stanza n.20 dell'Hotel Crocini, fotografato da Miriam domenica 4 giugno 2006

MARIA ......

Se la città anche se piccola come Genova è un inno all’egoismo, al vivere ognuno per sé come si fosse unici e soli, sporcando con le azioni e i semplici pensieri perché  “tanto siamo prossimi alla fine del mondo” la dimensione  del paese,della piccola comunità si pone a maggior ragione come alternativa alla scelta estrema dell’isolamento  su una vetta propria del mistico.

Nel piccolo paese si mantiene la conversazione con chiunque si incontri sul nostro passo, il sorriso o il gesto d’aiuto sono per  il semplice piacere di essere utile al prossimo senza arrogarsi alcun merito o premio sia in terra che nell’aldilà. Coloro che vivono lì hanno il ciclo naturale dei cittadini, eppure forse perché io li avverto pregni della poesia delle piccole cose, così distanti da certe trappole “della vita per lo schermo al plasma” mi sembrano consegnati all’eternità, immortali nella loro essenza quanto nella sostanza.

 

Saluto Maria che porta del cibo ai conigli nell’aia punteggiata dallo sterco delle galline e delle oche e incontro il suo sguardo più stanco, la testa coperta da un piccolo cappellino sgualcito e stinto dal sole  che prova a celare il cranio calvo per la chemioterapia.

Maria dice che il mondo è cambiato, che non è più come prima e avverto nelle sue parole,ma  ancor prima nel suono di queste il senso intimo e triste dell’ accettazione di un mondo e di un male come il cancro al quale talvolta non è possibile opporsi.

 

Maria che dorme poche ore al giorno per seguire le bestie nella stalla.

Maria che bestemmia perché è un modo di lì e poi inginocchiata la domenica prega e fà la comunione.

Maria che la senti lontano chilometri per quanto è forte la sua voce.

Maria saggia che piange perché un infarto le ha portato via il suo piccolo bastardino che io chiamavo Dick e lei Pirillino.

Maria che beve il vino anche fuori pasto e non è mai fuori di testa.

Maria che  non vuole soldi per le patate.

Maria che è donna e anche madre ma ha la forza di tre uomini.

Maria che nome importante.

Maria che sarai sempre in me.

postato da albertoterrile 15:33 | commenti (9)

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