domenica, maggio 28, 2006
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Visioni di Miriam- Dittico-Maggio 2006-A.Terrile

...quando dico che non sono un fotografo adatto per i calendari ad esempio è perchè questi prodotti si fermano sulla superfice, sul seno e il deretano ma nulla dicono di chi in quel momento "ostende le sue anatomiche forme"....se poi oltre quelle forme non c'è nulla...questo nel caso è un altro discorso....ma non riguarda nè me nè il mio approccio alla fotografia .
Le donne più belle spesso non sono nè sui giornali,nè alla tele o al cinema...occorre saperle vedere...l'aspetto è la prima cosa che ci viene incontro... sia per l'uomo che per la donna, ma poi occorre scoprire,cercare,ascoltare......viverle .... non solo guardarle....
PS:questo post è già nel commento del precedente...ma mi ha offerto l'occasione per ribadire un antico mio adagio e per mostrare come ho scaldato i motori" pochi giorni prima di partire per S Francisco.
Per chi non la conosce e mi legge, lei è Miriam...colei che vive assieme a me.
sabato, maggio 27, 2006

vicino a casa di Tom Waits
mentre faccio colazione questo è ciò che vedo....
....una casa a mia misura....
GOING BACK HOME
Sto riprendendomi dal jet lag da rientro. Trenta ore sveglio,turbolenza in aria nella tratta S Francisco – Parigi. Il mattino della partenza lavorai ai solo di chitarra di Corrado, poi di corsa a riversare tutto nel computer, spegnere e all’una e trenta aspettare uno di quei taxi cumulativi per andare all’aeroporto.
Lascio i Fantasy Studios e la zona di Berkeley dove ho lavorato e scattato il mio Angelo in America (ma Katrin che lo interpreta è tedesca)…....
....Berkeley dove tutto il movimento rivoluzionario iniziò nel 1962 e 1963 ,dove uno studente di origini italiane, Mario Savio diede inizio al movimento studentesco nel 1964. Da lì è partita tutta la controcultura, il movimento pacifista,gli Hippy, i movimenti di liberazione per i neri…il grande rito dell’espansione della coscienza attraverso le droghe…il sogno della SUMMER OF LOVE che veniva sprigionato da Janis Joplin, dai Jefferson Airplane, dai Grateful Dead, da Hendrix e Crosby Stills Nash and Young.
In giro capisci ancora che quello è stato l’inizio, nonostante la California sia anche la terra del salutismo, dell’abbronzatura e si veda un numero sterminato di uomini e donne abbondantemente rielaborati dal chirurgo estetico. Le contraddizioni sono ovunque…nelle democrazie quanto nei regimi totalitari….poi capo a 10 ore mi trovo a respirare l’aria parigina dove essere intellettuale è d’obbligo…la divisa per l’uomo restano i colori grigio e nero…retaggio dell’anarchia, dell’esistenzialismo…così come le conversazioni già a partire dallo steward dell’Air France vertono su teatro,pittura e letteratura.
Quattro ore d’attesa, poi si parte verso Genova. E’ sempre bello arrivar dal mare, vedere la costa, i porticcioli anche se ne vengo dalle grandi baie e dai grandi ponti…poi atterri e ritrovi la tua città, l’unica a mia memoria dove il carrello per metter su le valigie è a pagamento (2 euro) ….non li ho...non vedo una macchina convertitrice da banconote a spiccioli e rinuncio sfondandomi la schiena con uno zaino zeppo d’attrezzature, una borsa col pc e un trolley con gli abiti….leggo il disappunto per la stessa cosa nei turisti stranieri appena giunti.....il buongiorno si vede dal mattino...ma qui è pomeriggio e l'invito è lo stesso....PAGA PRIMA PRENDI POI....e dire che arrivo dall'America....
Capisco che se uno polemizza e risiede a Genova venga subito tacciato di mugugno, ma la mia è invece aspra critica…il mugugno è lamentarsi ad oltranza senza poi porre alternative ed azioni….nel mio caso è diverso, io agisco e questo è dimostrato dall’aver avuto Wenders a supervisionare una mia mostra a Berlino, e l’appoggio dello staff della Road Movies, dal fatto che l’unico libro su di me si chiami SOUS LE SIGNE DE L’ANGE e sia stato editato e stampato (nonché premiato per l’impostazione grafica) ad Avignone. Sono uno che per dirla con la lingua locale appena ha l'occasione giusta per staccare "porta via il belino"....espressione genovese che letteralmente significa "portare via il cazzo" e trova equivalenti nell'idioma "alzare i tacchi"...."andarsene" etc etc
Quando insegno a differenza di un mio docente che avendo avuto esperienze all’estero faceva dell’autobiografia ....ho visto Picasso...ho incontrato tizio e parlato con Caio( ometto il nome perché trovo indelicato nominarlo…oggi è molto anziano e non proprio in ottima salute) cerco di integrare quanto ho imparato vivendo e lavorando a Parigi ( un nome a caso "Operà Bastille"...una coreografa a caso…Carolyn Carlson) con quello che permette qui il territorio e l’uditorio. La collaborazione col dott Brignone e l’hotel del Principe è un esempio di lungimirante proiezione da parte di un operatore che s’occupa di ben altro business perché non ha dato la sua struttura in mano ad artisti affermati che la reinterpretino, ma a degli allievi che sperimentino le possibilità narrative della fotografia…..e questo in città è un rischio secondo la comune mentalità. Già perché in città si investe da sempre su quanto universalmente riconosciuto, consolidato e formalmente spesso già vecchio ed abusato altrove.
Genova riconosce a stento i suoi di Artisti….salvo rare eccezioni che più che privilegiare il contenuto della comunicazione e l’Arte usano il nome prescelto come cassa di risonanza per altro…soldi, sponsor e pubblicità per la città. ( periodo del G8 e poi manifestazioni del 2004)
Genova produce talenti che in tutti i campi, specie in quello della ricerca scientifica ancor prima che della musica e dell’Arte vanno altrove perché là trovano : rispetto per il lavoro svolto, riconoscimento a livello di gratificazione personale e il giusto compenso dal punto di vista economico.
Insomma sono tornato nella mia città ….ma non mi considero granchè genovese e vi spiego perché : mia madre è nata ad Alessandria da padre astigiano e madre alessandrina, la loro famiglia aveva lontane origini francesi e forse tedesche. Mio padre è di madre Emiliana ( dell’Appennino) e di padre genovese Giovanni Battista Terrile….ma lo sapete da dove viene il cognome Terrile e il relativo paese presso Uscio?
Nel 1600 un ufficiale austriaco molla il granducato di Parma e viene in liguria dove s’accoppia e figlia….l’italianizzazione del suo cognome dà origine alla stirpe dei Terrile…famosi poi dal 1824 per la fabbricazione di orologi da campanile …..
http://www.terrileorologi.it/
Ciao....il Terribile Terrile
mercoledì, maggio 24, 2006
A CORRADO E KATRIN
...mi impacchetto assieme al bagaglio e tra non molte ore inizia il rientro...carico di immagini e di nuova esperienza aquisita....molto in pochissimo tempo, tutto vissuto intensamente. Grazie Corrado (Rustici) e grazie Katrin che mi avete fatto sentire e star bene....potessi lavorare sempre così sarebbe meraviglioso e renderei il massimo.....ma non è così, perchè spesso nel lavoro si dimenticano i rapporti umani. Credo che tra di noi ci sia prima amicizia e stima ed immediatamente dopo arriva il lavoro....d'alto profilo ma condotto con la lievità che necessita!!!
vostro Albrecht

S Francisco -22 maggio 2006 - A Terrile
(tratto da "Breve relazione sul giardino per Gunter Bohmer" 1934 - Hermann Hesse)
martedì, maggio 23, 2006

DIARIO AMERICANO – SAN FRANCISCO -THE FANTASY STUDIO SESSIONS PT 4 22 Maggio
Oggi e domani c’è il basso. XXXXXXXX ha suonato in alcuni bei dischi che colleziono con amore…uno in particolare mi ha accompagnato molte volte nei miei giri sull’appennino toscoemiliano con Miriam. Adoro guidare da un posto all’altro ascoltando la mia musica preferita per poi fermarmi all’improvviso, scendere e fotografare qualcosa che “ho visto”. C’è voluto pochissimo tempo perché Miriam si rendesse conto di cosa mi interessa nel campo del visibile…tutto praticamente purchè rechi tracce del tempo, purchè sia poco plastica, poco trend e zero high tech. Quando qualcuno oggi in lavori commerciali mi fa notare la bellezza di certe superfici immacolate, o quel design fine 60….primi 70 che mi piace solo in “2001 Odissea nello spazio di Kubrick”, a freno trattengo la mia indole ancora ribelle, perché il primo istinto è quello di mandarlo a cagare….ecco perché Milano non mi piace, col suo voler dettare tendenza e essere nave pilota…perché da parecchi anni la tendenza è scimmiottare una decade…sono stati i 60, poi i 70,poi gli 80….Cristo…ma perché il contemporaneo deve abbeverarsi sempre alla fonte delle mode precedenti…che tedio il mix di ieri e oggi…i greci avevano già impostato e detto tutto attraverso la parola, perché non ripescare quello??? La forma pensiero è pesante e allora …facciamoci dei bei “segoni” sulle zip, sui pantaloni più corti, più lunghi,a sigaretta o a zampa d’elefante...evviva Platone mi vien da urlare…ma qui si esulta per i mondiali, perché a Music Farm ha vinto Pago....e noi spendiamo tempo e soldi in cose inutili.
Dicevo di Miriam che oggi conosce a tal punto certe mie tensioni verso il visibile al punto di divenire talvolta una sorta di doppio occhio. Non è cosa rara che senza accorgersene si guardi uno a destra e l’altro a sinistra, quasi fossimo la stessa persona ( mai avuto una storia così intensa)….differiamo in altro,lei così amante dell’ordine e della pulizia io disorganico in tutto, faccio confusione con le cose, le parole,le idee poi all’improvviso guizzo e raccolgo tutto in un attimo… troppo veloce per molti che nel frattempo ho perso per la strada. Questo il fascino e la difficoltà al contempo di una mia lezione, qualcosa che non si può mollare per un attimo perché non segue una linea fissa…se ti distrai pochi secondi sei finito:alzati e vai a fare dell’altro tanto io vado avanti....
James mi ha preso il sandwich di tacchino, ma oggi mi và meno…6 dollari e 50 cent… poi arriva uno che ha lavorato con Vasco Rossi (un ingegnere del suono americano) che è tornato ieri notte da Parigi e trascina le parole preda del fuso orario….non capisco nulla ma sorrido e annuisco( per cortesia) …bevo un succo e torno a lavorare. La luce nello studio B è più difficile...semino macchine e obiettivi ognidove e perdo i tappi…ecco io avrei bisogno di un raccattatappi…per il resto me la sbrigo egregiamente da solo…ripenso ad un preventivo letto stamane via mail fatto da un fotografo di Milano la voce scatto ha una cifra, poi altra voce che è il doppio : studio+assistente….francamente per il lavoro che deve fare potrebbe farne a meno (dell’assistente) ….lo sapete perché l’economia degli studi và male? Troppe voci….troppe spese…ed uno scatto diviene caro….però fa fico ….a me fa pena…io qui mi gestisco da solo una digitale, un corpo 135, un’Hasselblad 500 cm e una panoramica sempre Hasselbad….cambio rulli e scarico carte da 1 giga nel pc ,fotografo e riesco pure a ritagliarmi spazi per scrivere. Lavoro circa 8/ 10 ore al giorno a seconda della situazione.
Faccio un breve punto della situazione…5 cartelle di materiale in digitale, un rullo con la panoramica, un rullo 135 con la contax e la 500 cm solo per un divertissement angelico americano….8 scatti in 5 minuti in mezzo alla strada per fare un break dallo studio…e la location è lì ….perchè tutto è sempre lì quando faccio gli Angeli…tutto è lì quando invento una foto…bella roba direte… sei a S. Francisco.....ma è dal 1990 che non venivo in America e le mie foto più belle le ho iniziate qualche anno dopo quella data…poi ho scelto una strada anonima…qualunque…pure in piano mica come nei telefilm…
Genova non mi manca….intendo la città….anzi sono uno di quelli a cui non è mai piaciuta più di tanto…..chi ne ha fatto la gloria tal Andrea Doria era alla fin fine un pirata. E’ una citta avara coi suoi figli, non dà nulla. L’hanno ripulita in certe parti ma….in altre puzza, è sporca…dei locali mi faccio un baffo…non bevo e non so cosa fare nel centro storico…ho degli amici ma non li vedo granchè…ognuno col suo lavoro, famiglia, ognuno col suo problema…se ti viene fame dopo le 22,30 sei fottuto…la domenica ancor più…
A Genova ci sono i miei genitori, recentemente mio padre ha avuto un malore e allora non è che mi riesce tanto facile andarmene…Miriam non ha potuto seguirmi questa volta, ma di solito è sempre con me ed io ne sono contento….anche se parlo molto di mio con molta gente, a lei dico proprio tutto e qui mi accorgo ancor più della mancanza perché se lei dorme io lavoro e se lei lavora io dormo… è solo perché siamo in parti diverse del mondo……io che sono arrivato sino a 42 anni vivendo da solo con i miei spazi, ritmi e cose….oggi seppur con delle difficoltà di carattere tecnico organizzativo non riesco a pensare la casa senza lei….ci sono tante persone belle, tante persone speciali….in lei si sommano queste cose ed altre ancora….tempo fa pubblicai uno scritto vecchio “La Preghiera di carne” e scoprii attraverso commenti e anche telefonate (…Francesca stai leggendomi??? Salutami Capt America….qui impazzirebbe) un sacco di persone che adoravano quel testo…ed io francamente, perlomeno a parole, non mi sento poeta….ebbene quel testo lo scrissi per Miriam…ispirato da lei e da quello che stavo provando….ed ora penserà….”non riesce proprio a stare zitto….non tiene segreti….è un chiacchierone….”
…dirò che sei stata inviadiatissima ad avere ricevuto quel testo, non perché vorrebbero me, quanto un uomo che scriva cose così ad una donna per amore!!!!
lunedì, maggio 22, 2006
NOTA BENE: Per problemi di promozione-marketing debbo omettere per ora i nomi dei partecipanti al progetto discografico...sostituiti dalle XXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXX
domenica, maggio 21, 2006

Shooting on Saturday
Sveglio dalle 5,30 ora locale pubblico sul blog, ordino files poi : caffè/cacca/doccia e si esce per un weekend di scatti sempre per il disco ma questa volta non è il backstage bensì una dissertazione su Corrado in location improvvisate. Bodega Bay dove Hitchcock ha girato gli uccelli, un parco con sequoie secolari e poi San Francisco con la libreria City lights di L.Ferlinghetti e la via intitolata a Jack Kerouac. Dopo un “double espresso” nel quartiere italiano vedo uno scorcio e chiedo di fare una cosa assurda…lanciare fogli bianchi per aria mentre io resto sdraiato con la schiena a terra e la camera rivolta al cielo e scatto. Katrin lancia i fogli mentre Corrado controlla che qualche limousine, cadillac o Suv non mi investa….non sono sul marciapiede ma su una strada di San Francisco…faccio veloce, non vorrei mai passasse la polizia…un gestore esce dal negozio e urla : “Cosa è stà roba una nuova forma d’Arte? Sorrido, mi alzo e torniamo all’auto. Spesso ho detto di essere una persona che ha paura, niente free climbing, niente elastico, o quant’altro ma….stare sdraiati su una strada di San Francisco non è proprio una cosa sicura. Innalzare l’adrenalina sfidando il pericolo lo trovo idiota se non vi è uno scopo più nobile…giocare con la serotonina perché? Solo per assaporarla? Fare una foto, darsi in un atto d’Arte trovo sia una motivazione alta e nobile qualcosa che oltre che per sé stessi si consegna anche al prossimo e allora “non ho paura” anzi proprio non mi importa….quando fotografo non sento dolore, nausea,fame….sono un’unica cosa con le mie macchine, quasi le incorporo…è una cosa stupenda che posso solo raccontare ma nessuno può immaginare cosa significhi sentire il calore dell’asfalto, il suono delle auto a mezzo metro dalla testa mentre io ero già un’ unica cosa con quanto poco prima era stato immaginato ed ora veniva importato su pellicola. E’ stato come Baghdad dove il fucile puntato in faccia di notte nel deserto da un giovane soldato iracheno salito sul pullmann nel quale dormivo non mi spaventò….ero lì perché volevo ritrarre la vita dopo i bombardamenti.
Sono contento di ciò che sono, delle cose raggiunte e dell’insaziabile voglia di mettermi in gioco come fossi un bambino. Non mi interessa restare comodo a rifare sempre tutto uguale perché prigioniero di una forma, il Manierismo mi è distante seppur ripeta da tempo che gli artisti trascorrono l’intera loro vita correndo dietro ad un’immagine sola, quella perfetta che non arriva mai…
sabato, maggio 20, 2006

DIARIO AMERICANO – SAN FRANCISCO -THE FANTASY STUDIO SESSIONS PT 3 19 Maggio
Ieri sera volevo vedere una copia lavoro del nuovo film di Renato Pozzetto per il quale Corrado Rustici ha firmato il soundtrack anche perché contiene un mio cammeo, ma non l’ho fatto troppo occupato nel discutere ( o litigare) via mail col team creativo milanese con cui mi appresto a realizzare una campagna pubblicitaria per dei gioielli al mio rientro. Ho riprovato a lavorare con questa equipe ma per questioni di atteggiamento estetico discordiamo. Io amo la verità e lo stile italiano mentre l’altra art (siamo due art e un copy) predilige quanto fa tendenza al momento. Quando manifestai il mio dissenso verso un certo modus venni ripreso e mi ricordarono che la comunicazione pubblicitaria è altro. Io non ho mai cavalcato l’onda e il tempo mi ha dato ragione…ero fuori trend negli anni 80, idem nei 90 ed oggi credo d’esser ancora altrove, nel mio atollo interiore produco forme e contenuti senza pretendere di dare alcuna direzione al mondo…se qualcuno mi cerca e desidera chiedermi opinione, oppure frequenta i miei corsi sono felice ma non ho la pretesa di catechizzare nessuno né di infliggermi la dannazione dei grandi dell’immagine di dover mantenere alto il profilo. T. Mann diceva : "Il genio è un dono di Dio, anzi una maledizione" ed io mi sento più simile ad un umile artigiano. Detesto però coloro che senza produrre immagine direttamente la vogliono condurre….non si dirige un orchestra senza aver imparato composizione,solfeggio e pianoforte!!!
Torniamo al cammeo per la colonna sonora. Qualche tempo fa mentre lavoravo in studio sempre dietro a questo progetto discografico di C. Rustici ma vicino ad Orvieto, ad Acquapendente per la precisione, (per gli abbonati del mio blog consiglio di cercare la foto di mè che spunto dall’Hammond) venni colto a fischiettare allegramente mentre lavoravo. E’ l’eredità materna, mia madre canticchia e fischietta da sempre ed io spesso mi trovo a “zufolare” come dice una mia vicina di casa senza accorgermene. Per farla breve pare che il mio vibrato sia bello e mancava quel tocco al tema principale del film composto da Corrado. Il risultato è quindi un abile mix tra il mio vibrato e la strofa fatta da Corrado…. (farà parte anche di quest’album….potrò dire di aver fischiato nel disco assieme a tante star…
Stamane XXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXX, un altro viaggio nella storia della musica senza frontiere…io sempre tra un ampli e un mixer, annodato tra cavi e con 3200 asa su pellicola e 1600 in digitale…sempre ai limiti, ma è così che mi piace. All’arrivo agli studi la donna del centralino offre DONUTS…dolci, chiedo il motivo e la risposta è perché oggi è Venerdi ultimo giorno di lavoro….modi differenti di veder le cose, nei negozi le commesse sorridono gentili e sono fiere di fare quel che fanno, la centralinista mi chiede cosa stò facendo vedendomi entrare ed uscire …le dico che è un backstage e poi la copertina dell’album che stanno incidendo qui al Fantasy…aggiungo che è proprio un bello studio e lei ribatte : Oh i love it!!! Allora penso che qui o veramente ognuno è fiero di fare il proprio lavoro anche il più semplice oppure è vero che qualcuno della vecchia cricca di Frisco negli anni 60 non solo ha promesso di metter dell’acido nel acquedotto….lo ha fatto veramente…
…questa Diet Coke è ancora troppo dolce ..
….. vado a bere un sorso d’acqua!!!
NOTA BENE: Per problemi di promozione-marketing debbo omettere per ora i nomi dei partecipanti al progetto discografico...sostituiti dalle XXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXX
venerdì, maggio 19, 2006



DIARIO AMERICANO - SAN FRANCISCO - THE FANTASY STUDIOS SESSIONS PT 1 - 17 Maggio
Sono arrivato a San Francisco dopo 22 ore di veglia totale. Il jet lag generato da 12 ore di volo Parigi/San Francisco non è una sciocchezza, ma dopo una doccia a Sausalito a casa di Corrado (Rustici…è per il suo album che sono qui…e in ballo da 1 anno e mezzo) arrivo grazie ad Hans direttamente ai Fantasy Studios, un tempo di proprietà dei Credence Clearwater revival. Dopo aver salutato tutti ed aver resettato la mia “logorroica verbosità in inglese” inizio a fotografare la seduta di registrazione di XXXXXXX uno dei migliori batteristi al mondo . Il picco d’adrenalina generato dal suo drumming torrenziale e preciso ai limiti dell’umano contribuisce a farmi arrivare indenne all’ora fatidica delle 18 ora locale, quando inizio ad accusare il viaggio e l’insonnia cronica che m’accompagna…nell’arco di una frazione di secondi inizia un “up and down” terribile, crollo e mi sveglio dopo pochi secondi 15 volte sembro un eroinomane alle soglie dell’overdose o forse beatamente perduto nei paradisi artificiali e accolgo questa “nuova condizione” con l’amore per gli stati alterati che da sempre coltivo. Quello che un corpo umano può provare attraverso le droghe è possibile sperimentarlo attraverso la trance, la meditazione o un semplice Jet lag, io entro ed esco da questa storia con tra le mani un immaginario cuscino colorato e una valigia zeppa di sogni. Francamente non mi sarei immaginato di vivere una “storia così bella” come la lavorazione di questo disco incontrando tanti musicisti italiani ed internazionali che offrono il loro contributo all’album di Corrado in un clima di totale “serenità e collaborazione”. Quello che stò facendo io è dare un immagine a quello che fa un produttore famoso e musicista mentre incide e produce un disco. La fase di riscaldamento è avvenuta più di un anno fa con la produzione di “Mentre tutto scorre” dei Negramaro, seguita poi dalla produzione di Ameba4 quest’anno per la Sugar per la quale ho curato anche l’Art direction del supporto fonografico e tutta l’immagine stampa, web e pubblicitaria. Oggi facendo tesoro di quest’esperienza so quando scattare le foto e quando invece è meglio che io ascolti ed osservi solamente. L’abilità maturata in 25 anni di fotografia mi permette di fotografare sia in pellicola che in digitale “ attraverso la regia” proprio mentre gli artisti incidono le loro parti prendendo distanza dalle tante immagini spesso inutili di musicisti e produttori che sorridono in improbabili foto di gruppo all’interno dei dischi. Il mio atteggiamento è quello di partire dalla realtà, dalla verità per poi filtrarla attraverso l’ occhio estetico lasciando da parte tutte le finzioni e le posture. Quest’atteggiamento conferisce al mio lavoro quel tocco estetico italiano reso famoso nel mondo dal neorealismo, nonostante qualcuno in ambienti pubblicitari si diverta a definirmi “bulgaro” oppure “punk” . Parto dalla superfice, dalla pelle, per scendere in seconda istanza al di sotto di tutto ciò che vive : lì inizia il vero viaggio, lì l’immagine acquista senso.
DIARIO AMERICANO – SAN FRANCISCO -THE FANTASY STUDIO SESSIONS PT 2 18 Maggio
Mi sono svegliato tre volte nella notte per andare al bagno, infatti per combattere la disidratazione del jet lag ho bevuto più di 3 litri di acqua naturale. Guardo l’orologio, 9 ore di differenza rispetto all’Italia, Miriam starà vivendo la giornata adesso mentre nascondo la testa nel cuscino ma quando io sarò nel massimo dell’operatività sarà il suo turno d’andare a riposare. Mi manca.
Mi alzo e vado in cucina dove Katrin mi chiede se ho riposato bene e se mi basta un’intera moka, altra cosa oltre all’amore per il proprio lavoro che ho in comune con Corrado. Bevo caffè e mangio biscotti al cioccolato, un bicchiere d’acqua e sono sotto la doccia. Mi vesto velocemente, preparo le borse con le macchine fotografiche , il computer e saltiamo in macchina. Ci vogliono circa 30 minuti per raggiungere lo studio. Le strade sono quelle dei telefilm,così il cielo, costeggiamo la prigione di San Quintino dove Johnny Cash ha inciso un meraviglioso album dal vivo.Ancora pochi minuti in auto e scorgo l’immobile con il numero 2600….siamo arrivati.
James il tecnico di studio ha approntato uno spazio dove io possa mettere il pc e le cose che non uso durante le sedute fotografiche, ho una scrivania,la regia alle spalle e sulla mia sinistra vista sulla sala D dove si incide la batteria.
XXXXXXXXXXXX esce dalla sala mentre guardo una sua immagine a monitor e si ferma incuriosito…”great!” è il commento…mi chiede di mostrargliene altre, spiego che il meglio è in pellicola,macchine contax con lenti Zeiss alle quali sono fedele per luminosità e incisione, ma al momento dobbiamo accontentarci di quello che riverso in tempo reale nel pc.
“Che bei tagli…, la mia batteria e le note che trascrivo su spartito,l’espressione di questa e…dannazione questo è un lavoro artistico!
Sorrido soddisfatto. Dedico tutto me stesso a queste cose. Posso rinunciare al cibo, in parte al sonno, non curo il look ma non posso fare a meno di trascrivere con la luce le mie emozioni , sono estremamente sensibile agli apprezzamenti circa il mio operato e nell’arco di venticinque anni posso dire di aver collezionato nel mondo illustri estimatori nel campo del Cinema, della Musica, dell’Arte Contemporanea, della Poesia oltre al sostegno di uno zoccolo duro di fedelissimi tra i quali un sacco di giovani attorno ai vent’anni, segno che la mia cifra stilistica valica frontiere geografiche e generazionali. Sarei stupido se sostenessi che non m’importa il consenso, chi mi apprezza aggiunge valore ed energia alla forza propulsiva che mi muove dall’infanzia e che mi ha fatto scegliere la fotografia fine art rispetto a quella commerciale che è estremamente più remunerativa.
Mio zio ricorda sempre quando da piccolissimo gli dicevo : “Fermo ti faccio una Crobatia”.
Non riuscivo a dire Fotografia….forse è per questo che spesso prendo in giro quelli che “parlano di fotografia”…..nel senso che è giusto dirne ma….occorre soprattutto praticarla abituandosi a guardare tutto in ogni momento della nostra vita, perché tutto potrebbe esser oggetto delle nostre rappresentazioni. Sarebbe troppo semplice aspettare l’occasione speciale, il luogo esotico, la donna bellissima, niente affatto….tutto è meraviglioso a patto di saper cogliere l’attimo ,il punto di vista e la luce più appropriata. Tutto è già lì, siamo noi che siamo disattenti, noi mai pronti, sempre troppo compresi da sciocche contingenze che crediamo siano “la nostra vita”. Ecco perché sento sempre più spesso gente delusa affermare che fa una vita di merda: la identifica solo col compito del lavoro inteso come mezzo per procacciarsi cibo, oggetti inutili,i soldi per pagare le tasse e per morire infelice magari dopo aver acquistato un bel loculo al camposanto. Ritagliarsi spazi per esercitare la propria immaginazione e creatività è anche un modo per pregare in quest’epoca monca di spiritualità, la fantasia è un dono offerto a tutti peccato ignorarla o lasciarla seppellita in noi…..fermiamoci e troviamola anche se occorre fatica , pazienza e tempo. Spesso sento dire : Ma chi ha tempo? Il tempo c’è, poco forse ma c’è,solo lo riempiamo con cose sbagliate che soddisfano le nostre voglie nell’immediato e spesso ci lasciano insoddisfatti perché desideriamo subito dell’ altro…come in un supermercato dove passiamo da un prodotto all’altro…ma la nostra vita è preziosa, non stiviamola di cose inutili… ciò di cui necessitiamo è molto più nel profondo ed è in noi stessi,credetemi!!!
NOTA BENE: Per problemi di promozione-marketing debbo omettere per ora i nomi dei partecipanti al progetto discografico...sostituiti dalle XXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXX
martedì, maggio 16, 2006

AMEBA4
IN TOUR NELLE FNAC E ALLE MESSAGGERIE DI ROMA
Dopo alcune date live in giro per l’Italia, gli ameba4 tornano a una dimensione più intima della loro musica, proponendo nel mese di Maggio una serie di showcase acustici, presso le FNAC di Milano, Genova, Torino, Verona e le MESSAGGERIE MUSICALI di Roma.
Il primo album, che ha per titolo il nome del gruppo Ameba4, è prodotto e arrangiato da Corrado Rustici e vede la collaborazione alla scrittura del testo del brano “Strade da Disegnare” di Giuliano Sangiorgi dei negramaro.
La presa di coscienza dell’incomunicabilità tra persone che, quando degenera, può portare alla guerra, a devastare l’ambiente, e in generale all’alienazione dell’uomo moderno è il filo conduttore che salda tutte le dodici tracce del disco.
Gli Ameba4 provengono dalla provincia di Bari e sono: Fabio Properzi (voce, chitarra, campionamenti), Tullio Ciriello (basso), Ermal Meta (chitarra, synth, voce), Luca Giura (batteria).
Domenica 14 maggio - Milano, Fnac – ore 18:00
Martedì 16 maggio – Genova, Fnac – ore 18:00
Mercoledì 17 maggio – Torino, Fnac – ore 18:00
Giovedì 18 maggio – Verona, Fnac – ore 18:00
Sabato 20 maggio – Roma, Messaggerie Musicali – ore 19:00
lunedì, maggio 15, 2006

A SILVER MOUNT ZION
….quando scrivo di musica, si potrebbe pensare che sia il solito nostalgico ma non è così…solo che spesso sono poche le realtà contemporanee che mi interessano. Dalle ceneri di GOD SPEED YOU! BLACK EMPEROR proviene il progetto A Silver Mount Zion, sette musicisti che uniscono sezione d’archi a chitarre e batteria provenienti dal Canada. Grandi crescendo,nenie ipnotiche e feedback per orecchie stufe di pop song mentre chiuso tra i muri di Villa Croce Marcel Duchamp ricordava a tutti che la grande rivoluzione nell’arte contemporanea era una “cosa sua” formalizzata attorno al 1918 e poco più…..nostalgia e tenerezza per quel Thin Man…..
Grazie a Mu M – Musica nei musei per aver aperto con questo grande collettivo la rassegna....ho fotografato tutto con piacere....saltando felpato da un punto all'altro della scena come facevo a vent'anni.......e se la cosa che fai ti piace hai sempre vent'anni....non i 45 anagrafici...let's rock!!!!
sabato, maggio 13, 2006

A Terrile 2006
SEUL LE SILENCE EST GRAND ,TOUT LE RESTE EST FAIBLESSE
venerdì, maggio 12, 2006
FOTOGRAFIA è anche questo.....
http://www.magnuminmotion.com/essay_chernobyl/
giovedì, maggio 11, 2006

Filippo Giannetta http://icybrand.splinder.com/
DALLA STANZA 506....LA PAROLA AGLI ALLIEVI...


Emanuela Bava - il primo cadavere.....

Filippo Giannetta - l'assassino.?

Emanuela Bava - La donna delle pulizie ha visto tutto ma si rifiuta di parlare...
CONTINUA.....
Alberto Terrile (fotografato da Filippo Giannetta ) in una pausa di lavorazione indossa con disinvoltura gli slip della vittima....let's rock!!!
domenica, maggio 07, 2006

A Terrrile 2006 - Nuvola allo specchio- http://aboutcloud.splinder.com/
A Terrile 2006
A Terrile 2006
M.Fossati 2006
ALTRE SCENE DALLA STANZA 506

A Terrile 2006
Desidero ringraziare tutti i partecipanti per l'entusiasmo e il Sig Claudio Brignone e l'intero staff dell'Hotel del Principe per l'ospitalità e la collaboratività.
Alberto T

COSA SUCCEDE NELLA STANZA 506???

venerdì, maggio 05, 2006

Jacqui McShee 2006 - A.Terrile
John Renbourn 2006 -A.Terrile
PENTAGLE
Oggi c'è una generazione di criticuzzi trentenni che biascicano su Nick Drake, su Donovan,per giustificare flotte di musicisti carini e depressi che puzzano di preconfezionato e predigerito.. ma anche alla mia epoca c'erano sempre dei parolai che scrivevano (Bertoncelli su tutti...citato anche dal Guccini dell'"Avvelenata") insomma provate ad scoprirla e a ascoltarla voi la musica, senza lasciarvi sedurre dalle recensioni ( NO GURU, NO METOD ,NO TEACHER) e se volete sentire i nonni di tante musichette acustiche che girano...provate con i PENTAGLE....io ve li raccomando...e non guadagno nè soldi nè copie di dischi a scrivere ciò ok???
Se il genere vi affascina questa è l'agenzia italiana che porta in giro certi nomi: www.frameevents.com/
mercoledì, maggio 03, 2006

RITORNO A PIETRAFREDDA
Ho impiegato tanto tempo per comprendere cose legate alla mia vita, ai miei venti e trent’anni e pochi giorni fa, finalmente sono tornato “uomo nuovo” a Pietrafredda, luogo magico dove decantavano le mie prime fotografie. Quel punto nel grafico della mia vita è stato determinante come scenario. Lì ho detto addio alla pittura per la fotografia, lì ho cominciato a inseguire immagini come un fanciullo con un retino corre dietro alle farfalle. A Pietrafredda ho fatto lo zio, mi sono ubriacato, ho sentito cantare il gallo e ho creduto d’essermi smarrito in un libro a quattro mani scritto da Herman Hesse e Peter Handke.
Immobile in un prato sotto la pioggia nella posizione del loto, intorpidito dal dolore e dalle sostanze ho creato un “bozzolo” che nel tempo ho dovuto sgretolare. Sono tornato e ho ritrovato la magia di quella casa,di chi l’abita e di coloro che semplicemente la percorrono. La musica e il pianoforte al piano terra,la cucina tutta in legno e le finestre dalle quali vedevo Simone giocare. Le scale di un film e il lungo corridoio dove Giovanna posava per me. Il bagno con la vernice azzurra e le sedie rosse.
Ora sono pronto a ricominciare dove avevo tralasciato nel 1992, perché ciò che faccio, intanto non ha il senso del tempo.
Alberto fotografato da Luca a Pietrafredda 1980 circa.
i tuoi occhi e mischiare i nostri
sguardi attraverso "immagini" ... nella loro dimensione universale,
erano e resteranno, per sempre, interiori.
Il presente nella sua fugace e abbagliante concretezza si trasforma in
sogno e immediatamente svanisce. Cogliere con gioia e tormento il
meraviglioso stupore davanti a questo svanire, forse, si avvicina a
quello che fai con una "immagine" fotografica, evocazione simbolica
dell'immagine interiore. In questo senso, il fotografare mi sembra
ancora un genuino cammino interiore, proprio come una pratica
devozionale, uno yoga o un "gioco" del fluire. Fissare cosi'
esattamente cio' che esiste in un'immagine e' come renderla una
divinita' fuori dal tempo restituendo anche interamente la sua
transitorieta' alla coscienza che si aggrappa al tempo presente,
passato o futuro. Paradossalmente, lo sguardo fisso verso la
fuggevolezza, consente di svuotare le "immagini" di contenuti e
lasciarle religiosamente riposare nella loro eternita' istantanea,
vuote.
Questo ho sempre pensato davanti ai tuoi "angeli" come a molte tue
splendide immagini.
Grazie e a presto, Luca.