venerdì, dicembre 30, 2005

Gli auguri che ho pubblicato sul post,così come quelli personalmente inviati via mail racchiudono in poche righe il mio pensiero su come comportarsi nella vita. Questo è il mio atteggiamento, se sotto il profilo civico fossimo responsabili , dotati di etica e coscienza potremmo forse vivere senza governi, leggi ed altre idiozie. Purtroppo non è così e questo è da imputare a noi, singolarmente,uno per uno. Se nelle nostre singole giornate non bariamo, prendiamo distanza da quelle figure al governo che spiccano per maleducazione, assenza di senso civico e fascismo tout court ( includo ovvio anche i nostri leader della sinistra tutti cachemire e barche a vela) offriamo il migliore esempio, diveniamo cellule sane che vanno a contrastare quelle malate. Si dà la colpa al sistema, ai cattivi esempi, la realtà è che viviamo in modo egoista e inconsapevole tutto. Per oltre un decennio il mio stile di vita è stato fuori dalle righe, non esisteva il giorno né la notte, esistevo solo io col mio malessere esistenziale annaffiato da ogni tipo di liquore, sedato da farmaci e da tutto ciò che potesse scaldarmi l’animo e farmi sentire dentro un rifugio dal quale narravo un mondo che è nelle mie fotografie.
Giunge un momento in cui devi decidere cosa fare e come continuare il tuo cammino. Ho scelto e sono qui a raccontarlo attraverso le immagini e le docenze, ma soprattutto con il mio agire ed andare incontro al mio prossimo anche quando “rompe i coglioni”. A differenza dei nostri bravi legislatori, dei nostri politicanti vestiti da pulcinella, cerco d’esser onesto con mè stesso e con chi ho davanti.
Quando insegni puoi riversare il tuo rancore su chi ti chiede un giudizio ed una valutazione e “ stroncarlo” un mio conoscente fa così ruggendo contro chi non ha tenuto conto della legge dei terzi oppure ha sbagliato l’esposizione. Quando “stacchetti” in un’agenzia, nell’ufficio statale, nel gabinetto di un politico e vesti l’abito della maestrina saccente che riprende ogni mancanza, svista o chè sei triste e patetica ( ma è un bel plurale questo) e allora non chiedermi ma domandati perché gli uomini poi fuggono dopo poco.
Un mio amico superficiale che non ha mai saputo disegnare né fotografare ora dirige un compartimento scolastico che s’occupa d’elaborazione d’immagini . Un altro che più che disegnare ricalcava,che più che comporre, diceva di farlo, ma si è sempre trovato nel posto giusto al momento giusto oggi ha la possibilità di creare delle sue derive attraverso un incarico istituzionale. Un altro dice d’esser un “dispensatore di gioia….e il dramma è che nemmeno si droga!!!Li incontri e ti parlano del lavoro, di come le cose non funzionano e di come tutti sono deficenti paragonati a loro Di come una volta si era più consapevoli. Ironia,questi erano i peggiori, quelli che cercavano scorciatoie per colmare evidenti lacune e supportare il loro smisurato ego. Abitano vite che probabilmente lasceranno brutti ricordi. Queste sono solo alcune cellule infette senza dover salire ai piani superiori dove stanno i nostri governanti, queste cellule per guarire hanno bisogno di autocritica, di “facciate” nelle quali la vita è maestra. La rivoluzione siamo noi in ogni nostro mattino, in ogni nostra sera quando ci addormentiamo con la coscienza a posto. Qualcuno mi prende in giro dicendo che parlo come il Papa… replico che l’onestà è un valore inviso a qualsivoglia potere, temporale o meno !!!
E non crediate che tutto mi venga così naturale, mi applico e sbaglio, non son qui a insegnare niente a nessuno salvo esprimere il mio pensiero, del resto questo è prima di tutto il mio diario.
Stay tuned
mercoledì, dicembre 28, 2005
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Gut licht / buona luce è un saluto di buon "auspicio" per chi fotografa ma in senso più esteso è il mio augurio affinchè ognuno affini il senso e la direzione del vivere....potrebbe uscirne uno splendido 2006 ma questo riguarda e dipende da ognuno di noi.
A presto
Alberto T
PS : A proposito di auguri leggete cosa dice PAOLO ATTIVISSIMO.......
Sta circolando una nuova serie di messaggi che tentano di infettare
chi li riceve, spacciandosi per e-mail di comuni utenti che segnalano
un sito contenente video natalizi divertenti. Ecco alcuni dei testi
di questi messaggi-esca (senza i relativi link per evitare, come al
solito, i filtri antispam):
a natale si è tutti più imbranati
[link]
hehehe ciao tanti a uguri
a natale dovremmo essere tutti più buoni, invece...
[link]
a presto e auguri anche alla famiglia
scherzetto simpatico...eheheh
[link]
a presto, vi auguro buone feste
in africa non importa che tu sia leone o gazzella, l'importante
è che...
[link]
a presto, auguri di buone feste e buon anno!
l'idiozia non manca mai nelle persone, soprattutto a natale, no
comment
[link]
meglio non pensarci
tanti auguroni, ci sentiamo dopo le feste, a presto
Trovate i link integrali nella versione blog di questo articolo:
http://attivissimo.blogspot.com/2005/12/spam-virus-natalizio.html
Il meccanismo è simile a quello già descritto in un mio articolo
precedente:
http://attivissimo.blogspot.com/2005/12/strano-minispam-virale-
aggiornamento.html
Visitando il sito, parte automaticamente Windows Media Player, che
tenta di visualizzare un videoclip ma produce un messaggio d'errore.
L'utente è così indotto a seguire la raccomandazione del sito, ossia
scaricare e installare quelli che il sito chiama "codec aggiornati"
ma sono in realtà virus: file eseguibili situati presso un altro sito
creato pochissimi giorni fa (il 22 dicembre scorso); il nome è
indicato nel mio blog.
Inviando uno di questi "file codec" al sito della Kaspersky, che li
analizza gratis in tempo reale, salta fuori che il file contiene il
virus Trojan-Clicker.Win32.Bomka.a:
http://www.kaspersky.com/scanforvirus
A giudicare dalla diffusione dei messaggi-esca, il meccanismo di
azione di questo virus è il seguente: un utente riceve il messaggio-
esca, che sembra provenire da un conoscente. Incuriosito e
rassicurato dalla fonte della raccomandazione, visita il sito dei
filmati. Cerca di vederli e non ci riesce, e così segue il consiglio
del sito: va all'altro sito, quello che ospita i "codec", e li
scarica e installa, credendo che siano innocue aggiunte a Windows
Media Player, mentre sono in realtà virus che infettano il suo PC
(soltanto se usa Windows) e lo trasformano in disseminatore di
ulteriori messaggi-esca. Non è noto se il virus abbia anche altri
effetti.
La raccomandazione è la solita: mai installare programmi o altri file
eseguibili di origine non certa.
Almeno uno dei siti citati risulta essere situato in Cina ma
intestato apparentemente a un residente in Italia, secondo whois:
Benutti, Victorio
victorio_benutti@yahoo.com
Via Bonanno Pisano, 111
Pisa, 56126
Italy
050 554 423
Tuttavia è probabile si tratti di dati falsi, visto che il numero di
telefono indicato risulta inesistente.
Ciao da Paolo.
-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-
(C) 2005 by Paolo Attivissimo (www.attivissimo.net).
Distribuzione libera, purché sia inclusa la presente dicitura.
domenica, dicembre 25, 2005
venerdì, dicembre 23, 2005

Il vero maestro difende i suoi allievi contro la sua stessa influenza (A.B.Alcott)
C’è un vantaggio reciproco,perché gli uomini mentre insegnano,imparano.(Seneca)
Bisogna insegnare agli uomini avendo l’aria di non insegnare affatto/proponendo loro cose che non sanno come se le avessero soltanto dimenticate. (A.Pope)
Non educare i bambini nelle varie discipline ricorrendo alla forza, ma come per gioco,affinché tu possa anche meglio osservare quale sia la naturale disposizione di ciascuno (Platone)
Quando decisi molti anni fa che non volevo l’abilitazione, né finire ad insegnare era perché avevo un ricordo sommariamente non bello degli insegnamenti ricevuti a scuola e desideravo fare l’Artista. A quanto pare ho fatto bene perché sono riuscito nel mondo dell’Arte. Solo in tempi recenti, gli ultimi 5/6 anni per l’esattezza ho scelto di raccontare e trasmettere le mie esperienze “insegnando”. In realtà ciò che provo a fare è informare correttamente sui meccanismi di costruzione dell’immagine sia da un punto stilistico che tecnico. Senza peli sulla lingua spiego cosa succede realmente nel mondo della comunicazione,dell’Arte e dello spettacolo, il tutto prendendomi anche un po’ in giro e direi che funziona….ringrazio tutti i ragazzi/ragazze che seguono il mio corso alla sala Sivori, perché stanno dimostrando entusiasmo,volontà ed attenzione….e scusatemi… ma questo non è poco!!!
mercoledì, dicembre 14, 2005

DIARIO INTIMO
La luce scende e i suoni attutiti dalla neve danno l’esatta dimensione dello spazio circostante, così vasto e vuoto da riempire un cuore sino al bordo senza che trabocchi.
Il ricordo del tempo trascorso finalmente ha un senso vero e pieno di giustificata malinconia. A vent’anni la presi a prestito col dovuto anticipo dal patrimonio genetico di entrambi i rami famigliari, due suicidi inutili, uno per supposta malattia, l’altro per un visto negato per la Russia. A vent’anni si desidera essere più grandi,si corre e si cerca di precorrere le tappe della vita che si suppone siano in un certo modo. A quaranta si scopre che tutto ciò che si è svolto corrispondeva solo minimamente a quelle precognizioni imbevute nei primi sogni con i primi liquori le prime sigarette e le prime droghe. Da adulti ci si accorge che nessuno è realmente mai cresciuto, solo indossa un corpo che come un vestito non più nuovo è sgualcito e alle volte fa difetto. A vent’anni non hai coscienza d’esser una sorta di Angelo con i riccioli lo sguardo dolce,azzurro e profondo che si tinge nella malinconia di laghi alpini. A quarant’anni non t’accorgi, se non raramente che il tempo trascorso conferisce un allure seducente agli sguardi e ai gesti e con i quali sei solito muovere l’aria. Troppo spesso d’ogni età si trascura ciò che ci può offrire. Ho visto uomini e donne affascinanti avviluppati nell’amplesso di angosce psicofisiche e tribolazioni politico/fiscali . Ho ascoltato finte parole di saggezza che sgorgavano da cloache dalle dentature perfette e sbiancate. Ho sperimentato l’eterno egoismo di chi non rinuncia a sé stesso. Ho verificato le tensioni verso un ideale perfezione che rende estranei al mondo, ma non ho visto cose che altri non hanno visto, solo ho scelto un diverso angolo visuale, un ‘ottica differente e il risultato è solamente un foglio di carta che la luce finisce per scrivere.
Ho creduto di scegliere una forma ed un’immagine che preesistevano e che continueranno ad esistere ben oltre il mio tempo stabilito qui sulla terra. Troppo spesso crediamo d’esser ciò che realizzeremo, punto di partenza e d’arrivo e ci dimentichiamo di quel viaggio che stà in mezzo nel quale siamo veri. Tutto è passato e futuro a discapito del presente nel quale invece stiamo muovendoci, perché la vita ci sembra debba essere eterna e quindi perdiamo tempo o prendiamo tempo mentre ciò che dovremmo fare è vivere il nostro tempo accettandolo per come è…perché stà accadendo proprio adesso...mentre scrivo.
sabato, dicembre 10, 2005

A MENO TRE GRADI...
Mi si apre il cuore quando sento stridere un uccello alla ricerca del cibo. Fuori tutto è neve, ghiaccio e vento. Se debbo stare ore davanti ad un monitor per lavorare all’archiviazione di files allora preferisco farlo qui, senza flat, ma libero d’alzare lo sguardo e commuovermi innanzi lo spettacolo naturale, libero di ascoltare Arvo Part e poi passare alla Third Ear band come a Piers Faccini che ho fotografato di recente. Conoscete Piers Faccini? Provate a scoprirlo www.piersfaccini.com, se amate John Martin, quello di “Bless the weather” scoprirete delle similitudini in certe intonazioni. Il suo set “da solo” è l’esempio di come oggi per fare la buona musica occorra un idea e la sensibilità che si fa poesia, lo spleen di un giovane pittore con Magritte nel cuore che seduto sul bordo di un letto accenna una canzone sognando d’essere sul delta del Mississipi.
Si alza il vento, stacca le ultime foglie di quercia che scivolano sulla neve a simulare delle orme. Le forme in natura sono perfette, noi umani ne siamo parte ma ci ostiniamo nel modificarle : nasi, labbra e seni divengono tutti uguali. Perchè oggi và così: le canzoni e i suoni tutti uguali, i film, le foto, tutte uguali : l’estetica globalizzata dal corpo all’accessorio.
Tutti i mercoledì predico l’individualità nel corso di fotografia che tengo e spingo ognuno a cercare in sé ciò che altrove finirebbe per deluderlo o per non corrispondergli. Non è semplice trovare la propria strada in Arte, ma è altrettanto difficile farlo nelle nostre vite. L’Arte grazie a Dio sopravvive al suo creatore che spesso è così “umano” al punto da avere più debolezze e mancanze di tanti altri. Chi vive per l’Arte è spesso accentratore, si confina in un mondo di rappresentazione che ha difficoltà dialettica con l’esterno .
I poeti e gli artisti sono dei disgraziati che cercano di capitalizzare la loro neurosi. E si consolano un poco ritenendosi superiori alla gente che è capace di adattarsi alla vita. ( E. E. Cummings)
Individualità dove a cercare è l’ io, non il noi. E’ la noia il noi. Non credete al noi, è il gioco sporco di un movimento che si è sgretolato sulle fondamenta della menzogna, tra pozze di orina nelle quali i narcisi di partito andavano a specchiarsi per controllare che tutto fosse a posto prima di tornare a calcare il palcoscenico della collettività .
“Noi” è il risultato di un gruppo dove uno o due producono e il resto và a traino, noi è lo scempio di un pensiero collettivo dove solo il più furbo guadagna i soldi e il potere e poi dice : tutto ciò che vedete, che sperimentate è stato fatto da Noi per Voi. Il “Noi” si ripropone come cellula infetta in continua replica perché ha bisogno dell’espressione numerica, del volume per fare credere che stà esponendo il pensiero di tanti, ma non è vero, allora buttatevi alle spalle le solite accuse di egotismo , prendetevi le vostre responsabilità ed imparate a dire :- questo l’ho pensato io, l’ho ideato io….fatevi carico delle vostre scelte, delle vostre responsabilità, al diavolo i movimenti, le tendenze ed i gruppi… purtroppo persino gli anarchici si riuniscono in comunità…
….scendete a valle come animali che non stanno in branco, andate a bere alla fonte e poi tornate ai vostri sentieri di caccia, alle vostre valli, ai silenzi ed alla luna.
venerdì, dicembre 09, 2005

IL TUO STILE
Ogni tanto mi sento chiedere se faccio delle foto di nudo. La risposta per mè è imbarazzante ma al “contrario”. La nudità per ogni neonato è sacra quanto l’appendersi ad un capezzolo per nutrirsi . Ma ad un certo momento della vita, un momento che poco dista dal principio il corpo si copre e se nuovamente fa capolino diviene motivo di seduzione, di ricatto e di rivalsa. Il corpo come luogo delle incertezze ( il pene piccolo, il seno che non cresce) il corpo da celebrare o mortificare a seconda della percezione ed esperienza che di questo facciamo.
Ho imparato a convivere con lui, con le sue misure con i suoi fasci di nervi, con i nei,come con le ossa, con le rughe che dopo anni di forzature hanno scelto d’abitarmi, con il sistema linfatico e quello immunitario, con il cervello e con il sangue scuro e spesso. Quando racconto un corpo lo faccio con naturalezza ancor prima che con passione.
Leo Ferrè, grande poeta della parola scritta e cantata che ebbi la fortuna di incontrare negli ultimi suoi anni di vita ha scritto bellissime pagine come questa che in Italiano chiameremo “Il tuo Stile”, l’accompagno ad un ‘immagine che ho scattato due estati fa…..nessuna relazione…non pensavo a Ferrè…pensavo a mè…..
Ferrè lo serbo nel cuore dopo averlo scoperto a sedici anni grazie a mia madre.
Ton style
Tous ces cris de la rue ces mecs ces magasins
Où je te vois dans les rayons comme une offense
Aux bijoux de trois sous aux lingeries de rien
Ces ombres dans les yeux des femmes quand tu passes
Tous ces bruits tous ces chants et ces parfums passants
Quand tu t'y mets dedans ou quand je t'y exile
Pour t'aimer de plus loin comme ça en passant
Tous ces trucs un peu dingues tout cela c'est ton style
Ton style c'est ton cul c'est ton cul c'est ton cul
Ton style c'est ma loi quand tu t'y plies salope !
C'est mon sang à ta plaie c'est ton feu à mes clopes
C'est l'amour à genoux et qui n'en finit plus
Ton style c'est ton cul c'est ton cul c'est ton cul
Tous ces ports de la nuit ce môme qu'on voudrait bien
Et puis qu'on ne veut plus dès que tu me fais signe
Au coin d'une réplique enfoncée dans ton bien
Par le sang de ma grappe et le vin de ta vigne
Tout cela se mêlant en mémoire de nous
Dans ces mondes perdus de l'an quatre-vingt mille
Quand nous n'y serons plus et quand nous renaîtrons
Tous ces trucs un peu fous tout cela c'est ton style
Ton style c'est ton cul c'est ton cul c'est ton cul
Ton style c'est ton droit quand j'ai droit à ton style
C'est ce jeu de l'enfer de face et puis de pile
C'est l'amour qui se tait quand tu ne chantes plus
Ton style c'est ton cul c'est ton cul c'est ton cul
A tant vouloir connaître on ne connaît plus rien
Ce qui me plaît chez toi c'est ce que j'imagine
A la pointe d'un geste au secours de ma main
A ta bouche inventée au-delà de l'indigne
Dans ces rues de la nuit avec mes yeux masqués
Quand tu ne reconnais de moi qu'un certain style
Quand je fais de moi-même un autre imaginé
Tous ces trucs imprudents tout cela c'est ton style
Ton style c'est ton cul c'est ton cul c'est ton cul
Ton style c'est ta loi quand je m'y plie salope !
C'est ta plaie c'est mon sang c'est ma cendre à tes clopes
Quand la nuit a jeté ses feux et qu'elle meurt
Ton style c'est ton cœur c'est ton cœur c'est ton cœur