Le Parole di Alberto Terrile

martedì, luglio 26, 2005

I


TIRO CON L'ARTE

In sei immagini il risultato della mia partecipazione alla mostra TIRO CON L'ARTE. Un ringraziamento particolare all'arciere Massimiliano Morandi che con il suo colpo ha completato l'opera....

...si ha l'impressione di morire per amore...è un espressione che tutti usiamo, ma si sopravvive, ed ecco la freccia segnare l'opera colpendo il braccio...un punto non vitale.

L'opera è stata venduta all'asta ed i proventi donati all'associazione MEDICI SENZA FRONTIERE (missione in Sierra Leone)


Fabrizio M.  (che ha aquistato l'opera all'asta) interviene con un suo breve testo, facente riferimento al fatto che la foto è del 97 ma che solo attraverso la freccia s'è rivelata  per un  "discorrer d'amore"

“ E’ straordinario come un opera nata diversi anni prima possa trasmettere l’idea di rimanere incompleta fino all’arrivo di quel dardo.

La freccia in definitiva potrebbe non uccidere l’amata ma spingerla verso il suo amore. Sembra che l’opera sia viva e sia rimasta immobile in attesa di una spinta ma anche di un completamento. La freccia non solo aiuta il concetto della morte per amore ma al tempo stessa ridona nuova vita facendo riprendere la spinta dinamica e donando alla donna nuova energia e forte dinamismo. Ecco perché personalmente vedo la morte per amore ma vedo anche la vita, una nova vita che ci libera dalla staticità, dalla paura di agire e dal terrore dell’ignoto, staticità spesso più dannosa dell’agire errando.

Grazie Alberto perché le nostre strade almeno una sera di Luglio si sono incontrate e grazie soprattutto perché esisti”

 

Con stima Fabrizio M


 

 





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venerdì, luglio 22, 2005



MORIRE PER AMORE MORIRE D'AMORE
24 luglio 2005 a Guiglia (MO) ore 16,30

 

Anche quest’anno sarò presente, come dal 2002, all’evento en plein air della Galleria il Campazzo a Guiglia (Modena). Ogni volta ho presentato un’ opera che m’apparteneva a tutto tondo raccontando senza incertezze il mio pensiero. Quest’ anno la situazione è estremamente più complessa:  un gruppo d’arcieri  al servizio  degli artisti presenti dovrà realizzare l’opera, completarla darle senso attraverso il gesto del tirare una  o più frecce. Senza questo “gesto”  l’opera non c’è o quantomeno è parziale, incompleta.

Ecco allora che per tenere fede alla mia poetica ho scelto di fare “ MORIRE PER AMORE,MORIRE D’AMORE” . Gesù Cristo si è immolato sulla croce  per amore dell’umanità, per redimere l’uomo dal peccato, migliaia di persone per amore donano la loro vita  e milioni di innamorati almeno una volta nella loro vita hanno creduto di morire per amore.

Una freccia trafiggerà l’immagine di una donna stretta tra le braccia di un uomo. Non c’è un fuoco preciso in quest’immagine, un punto d’attenzione deputato. E’ un immagine che potrebbe raccontare della guerra civile in Spagna, o di mille altre cose. L’ho realizzata rinunciando a quella definizione che a lungo mi ha caratterizzato, l’ho voluta così per esser ancor più evocativo se possibile, per lasciare ancor più libero il fruitore di completare l’opera prima di contemplarla. Voglio parlare di Amore, di quando tutto si trasforma attraverso questo sentimento divenendo meraviglioso o il suo esatto contrario, voglio dire che  quando qualcosa o qualcuno viene a mancare possiamo anche pensare di morirne. Sono questo. Questo  vivo ed ho vissuto.

Salite dalle vostre pianure sui monti dell’Appennino il giorno 24 Luglio 2005, a 450 metri sul livello del mare via per Serravalle 664 Guiglia (Modena) , troverete mè, gli arcieri un quintale di mele e la possibilità morire per Amore.

 

Info MOSTRA  335.5365158
Luogo Fisico: Galleria il Campazzo via per Serravalle 664 Guiglia, Modena


 

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giovedì, luglio 14, 2005




Il ciliegio piantato il 7 luglio 2005


........vivere porta a porta con altrui vite e punti di vista è ingrediente del mio mestiere. Ritrarre le persone, amarle per il breve spazio di uno sguardo che si risolve in una frazione di secondo è il mio compito. Quante energie si disperdono in certi attimi, quanti sogni evocati finiscono ad esser solo un piccolo provino. Quando guardo un paesaggio, provo un ammirazione incondizionata per la natura, resto sgomento per tanta bellezza; mi sembra impossibile da contenere in una fotografia e spesso m’accontento di serbare queste visioni nell’ipotalamo, custodirle segrete nella memoria che spero non debba mai abbandonarmi, perlomeno per quanto mi è dato vivere.

Vorrei potermi sedere all’ombra di un albero con tre libri : “Trattato del ribelle” e “Cacce sottili di Junger e “In giardino” di Hermann Hesse. Scorrere le pagine lentamente, chiuder gli occhi e raggiungere con la mente i viottoli e le fioriture. Trapassare un acquarello e lambire la carta increspata e ancor umida di colore. Sognare un mondo di petali, delicato e preda dei venti. Ma il mattino bussa alla porta, col fardello di cose da fare : le bozze per la pubblicità, le scansioni per il laboratorio….i soldi per le tasse. La realtà delle cose spesso impoverisce……

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domenica, luglio 10, 2005



VIVENDO

….ho falciato l’erba alle prime luci del mattino e piantato un ciliegio,poi sono rientrato a preparare la colazione : caffè, latte e gallette di riso con la marmellata di duroni fatta da mia nonna. Il portatile acceso stà facendo lo scandisk mentre salgo le scale in legno con un cabaret in mano. Miriam è già sveglia, le faccio trovare sul letto la colazione, in mezzo al vassoio un “salino” pieno d’acqua fa le veci di un vasetto dove una margherita china il capo . Dovrò riordinare tutti gli album di provini per Francesca  ed Enrico che passeranno domani a ritirarli. La testa oscilla tra un impegno e l’altro, su tutto si somma la mostra “Tiro con l’arte” che inaughererà il 24 luglio a Guiglia nella galleria aperta un solo giorno l’anno….”Il Campazzo”. La vita scorre nel suo ordine apparente , per mè è sempre un disordine, dentro e fuori anche quando cerco di consegnarmi alla regola. Tre bianconeri formato  6 x 6 di Dee Dee Bridgewater  fanno capolino da una cartella mentre lo stereo suona  “Requiem pour un con “ di Gainsbourg . Una lieve brezza trasporta lontano il canto degli uccelli dell’Appennino.

Vorrei poter fermare un attimo l’adrenalina che felpato mi muove per ognidove , vorrei riuscire ad ascoltare un po’ di più il respiro profondo della terra che mi circonda, che mi sostiene. Torna alla mente la mia espressione contratta ritrovata tra i souvenir digitali di un matrimonio recente: ho sempre il viso teso, la mascella scavata e le borse sotto gli occhi. Quando sono in stato di veglia macino pensieri e gesti come fossero gli ultimi, roso da una costante energia volta a fare il meglio senza mai  poterlo raggiungere. Mi piacciono le immagini che faccio da oltre vent’anni, ma vanno sempre migliorate, devo migliorarmi, ancora, perchè non riesco  proprio ad accontentarmi.

Un mio amico è già a posto…ha deciso che ciò che fa è molto bello…è soddisfatto…e dice :- Mi piace proprio ciò che produco, le mie immagini sono quelle che preferisco.

Vengo da un’altro ceppo, figlio insofferente di un’ altra origine, creato con una “ghost track” che punteggia i secondi, i minuti e le  ore di brillante irrequietezza, di voglia di scavare ancora in mè e negli altri. Uso attrezzature per molti obsolete, quando è digitale persino lì sono “fuori categoria”…. quella macchina non vede l’umano….un’altro incalza che con quell’apparecchio non si fa il “professionale”.

Credo che dentro quella scatola dai due fori debba starci una porzione di realtà talmente precisa da potersi fare irrealtà, sogno o viaggio allucinato. Credo che non esista una regola, uno stile, un modo o mezzo per fare qualcosa….penso umilmente si debba “farlo”…..e qui a rigor di logica devo confessare in tutta onestà  che io “non ci provo”…lo faccio e basta!!!

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venerdì, luglio 01, 2005



Con Louis Winsberg e Marc Berthoumieux Sarzana, 30 Giugno 2005

DEE DEE BRIDGWATER

…il volo atterra alle 10,10 proveniente da Napoli…sono nella sezione arrivi dell’aeroporto di Genova, aspetto due amici Louis Winsberg e Marc Berthoumieux, rispettivamente il chitarrista e il fisarmonicista del gruppo attuale di Dee Dee Bridgwater. Due amici dal 1983, ci incontrammo a Parigi, dove vivevo in quel periodo e legammo al di là delle rispettive professionalità…anzi qualsiasi lavoro fù sempre secondo all’amicizia che ci faceva credere in un mondo di creatività. Entrambi hanno i loro gruppi e progetti solisti con relative nutrite discografie e collaborazioni, ma attualmente girano il mondo col tour 2005 di questa artista incredibile sotto tutti gli aspetti. L’energia e la simpatia che riesce a sprigionare è un dato inconfutabile al pari della semplicità con cui sa relazionarsi con le persone. Un breve saluto, due battute e si parte per la data di Sarzana, nell’ambito del festival “Sconfinando”. Io guido l’auto, Miriam al mio fianco e Marc e Louis sul sedile posteriore. Una breve sosta per una colazione e si cerca l’hotel in località Ameglia. Giunti là scopriamo che c’è persino una piscina, per cui tentiamo un bagno poi un cameriere ci tocca il tempo se desideriamo mangiare qualcosa….Marc si sfila velocemente il costume per mettersi i calzoni…siamo sempre a bordo piscina e mi dice che tanto in quella posizione non ci vede nessuno, al massimo i tecnici casomai s’affacciassero dalle finestre…io per evitare di offrire le mie terga allo staff mi giro e in velocità mi cambio…certo che tanto dall’altro lato nessuno può vedermi…e invece “mostro involontariamente il culo” ad una giornalista dell’Umanitè a seguito del tour……..grazie al cielo non sono né Brad Pitt né J. Fiennes per cui la cosa non avrà alcun riscontro a livello di gossip, ma farà ridere di gusto Dee Dee poco dopo a tavola. Il resto è in linea con il mio stile…ritratti, backstage….tante parole e poi il concerto. Un set tutto basato sul nuovo album dedicato alla chanson francese d’autore : Brel, Ferrè, Nougarò, Piaf….l’artista è in forma smagliante e offre alla platea entusiasta un concerto che ne mostra le qualità sublimi d’interprete . Avec le temps di Ferrè mi commuove, col suo tocco “nero” e Jazz rilegge tutto mentre la band fa letteralmente faville. Pubblico entusiasta…un bel trionfo…come del resto la sera prima a Napoli...ogni data è un must. Autografi di rito, smontaggio e poi a cena. Il ristorante è un’antica dimora dove passò persino Napoleone, la signora che lo gestisce ci tiene molto a mostrarne le sale….un vero pezzo di storia. Faccio un giro anche io e mi innamoro di uno scorcio…ci vedo subito “una foto”…valuto la luminosità e la pellicola che ho dietro…1/15 di secondo, potrei appoggiare l’Hasselblad  sullo schienale di una poltroncina per non fare un mosso…ma soprattutto chi mi dice vista l’ora (le 2,30 di notte ) che Dee Dee posi per mè dopo una giornata in viaggio ed un concerto così…..avrebbe tutto il diritto di non concedersi, di pensare all’aspetto come del resto è cosa normale fare….

…..torno al mio posto  e affronto il dolce, chiacchiero col contrabbassista e rinuncio a questa mia idea balzana, per mè non c’è orario per scattare, è un atto d’amore quello che faccio, un gesto che mi appartiene come il respirare…ma non posso pretendere che venga assecondato da tutti….

 
…- Andiamo??? Cosa devo fare??? Ok…stò di profilo così???
 

Da non credere…..ma è vero….ha posato e mi ha pure ringraziato….ecco la semplicità dei grandi artisti…che non temono nulla, che sono sicuri di loro stessi, che sanno “darsi”…..altro che quei fenomeni da baraccone che intasano le classifiche e pensano solo a girare dei clip….

Grazie Dee Dee….sei una persona meravigliosa!!!!

 

postato da albertoterrile 21:24 | commenti (5)

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