Le Parole di Alberto Terrile

martedì, giugno 28, 2005



…mi sveglio alle 6,20 e metto su il caffè mentre Miriam dorme ancora. Il cd suona basso una serie di outakes di Sandy Denny ( voce dei Fairport Convention, conosciuta però dalle masse per le preziosità in The battle of Evermore da Led Zeppelin IV ). Più tardi una serie di controlli di routine varranno 6 provette piene di sangue, con l’umidità attuale non è certo il massimo. L’aria è già calda mentre mi agito sul sellino posteriore della vespa ( guido l’auto non la moto ) mitragliando sillabe a più non posso. Il mattino sono iperattivo nelle parole, nelle opere e il tutto senza omissioni . Vivo quel che ho senza soffermarmi più tanto su quanti hanno detto delle grandissime bugie sul mio conto. Mi torna a memoria di chi dopo avermi fregato più volte sul diritto d’autore, m’ha tacciato ( per interposta persona ovviamente ) d’essermi “montato la testa” quando l’ho fatto trattare con una persona che sui lavori più grossi cura i miei interessi ( un agente). Troppo comodo giocare al ribasso come al suq facendo leva su antiche amicizie, gestendo soldi pubblici poi….ho imparato la lezione a mie spese e oggi…chiedo solo quanto mi spetta…se vuoi l’offerta speciale vai all’ipermercato della fotografia…da quanti lo fanno per secondo lavoro…o accontentati di immagini sfocate, d’archivio o senza una storia dietro.

Le mie soddisfazioni più grandi vengono sempre da altre parti, dalla bambina che fa il saggio di danza e mi dice che le foto sono belle, che sembrano fatte in un teatro grande e vero; da Peter Hammill che risponde alle mie mail e mi ringrazia, dal superproduttore che ascolta i miei consigli circa la sua immagine ( quando sarà il momento darò notizia e pubblicherò qualche scatto. La mia gioia è crollare la sera innanzi ad un bel film visto e rivisto (Bergman- Eastwood – Hitchcocock), per svegliarmi il mattino e rubare un’ora ad un lavoro commerciale per fotografarmi la porta in mezzo alla natura. La mia più grande trasgressione oggi è riuscire a vivere una vita a due, condividendo spazi, idee e progetti con una donna….trasgressione perché ho sempre maledettamente fatto tutto o quasi da solo, preda di un anarco-gestione impossibile a reggersi senza esplodere come un fulminante SUPERBUM, la mia marca preferita quando ero un bambino degli anni 60………

(continua)

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venerdì, giugno 24, 2005



Luciano e Erik 1993 pellicola Kodak e carta Agfa


Quando scrivo sul journal o parlo in Accademia, tengo  workshop etc…qualcuno dice io sia polemico, oppure troppo “negativo”….termine perfetto per mè che preferisco la camera oscura alla Camera ( politicamente parlando). Da alcuni anni stò divenendo sempre più "Vintage"…già dovetti lasciare l’amata carta fotografica record rapid dell’agfa ed ora leggo anche di Kodak che chiude…come da stralci a seguire. Detto ciò vi confesso di non credere assolutamente nella scomparsa totale dell’analogico ma intravedo il profitto del settore digitale che incrementa e si addobba di termini “ che fanno presa”….IL DIGITALE è ECOLOGICO….basta acidi, cattivi odori…la nuova camera oscura è Photoshop. Se il principale dall’alto mi concede salute starò a vedere….non demonizzo il digitale, per carità…lo uso ma…quando debbo far sul serio….monto un bianco e nero sulla mia vecchia Hasselblad….che è come per un chitarrista mollare la chitarra midi e imbracciare una bella Gibson o Stratocaster…poi diciamo che credo ancora nelle tonalità del bianconero fatto a mano…sporcandosi un po’…

 

……la fotografia analogica è come una canzone di Sgt Pepper, come un romanzo di Celine….come un film di Bergman o lo sguardo di Alida Valli, come un seno non rifatto….è qualcosa  che ancora mi emoziona!!!


 

KODAK….news raccolte sul web

 
1)
 

Kodak ha registrato nel primo trimestre una perdita di 142 milioni di dollari a causa di una robusta flessione dei ricavi dalle vendite di film e dalle attivita' di altri business chimici minori, scontando anche l'effetto della crescita del costo del lavoro. Ecco quindi la necessita' di una sforbiciata ai settori ritenuti obsoleti con la chiusura degli stabilimenti brasiliani e con un impatto, quanto al taglio dell'occupazione, non ancora comunicato. Secondo la Kodak, la domanda di fotografie in bianco e nero, sulla base delle statistiche a disposizione, segna attualmente una contrazione annua del 25%. Nei piani della societa', pero', il personale dovrebbe diminuire nell'arco temporale dei tre anni tra le 12 e le 15mila unita' entro il 2007, per attestarsi alle 50mila finali.

 

Allo stato, altri due colossi del settore, come la britannica Ilford Imaging e la tedesca Agfa Photo continuano peraltro a produrre carta fotografica per il bianco e nero: entrambe, pero', sono finite in bancarotta.

Ilford e' uscita dalle secche del default nel 2005, dopo il fallimento del 2004, grazie a un'operazione di management buy- out, Agfa ha dovuto portare i libri in tribunale appena lo scorso mese. Kodak e' l'unica sopravvissuta delle tre grandi sorelle della foto, ma e' costretta a chiudere un'epoca.

 
2)
 

NEW YORK - Molto presto il mondo sarà solo a colori. La Kodak dice addio alla carta per stampare in bianco e nero. E così, dopo il fallimento della britannica "Ilford Imaging" e della tedesca "Agfa", gli altri due colossi del settore, si chiude un'epoca. E anche un modo di fare fotografia.

Le ragioni della drastica decisione sono tecnologiche ed economiche. Troppo forte, infatti, la concorrenza e la diffusione delle nuove macchine digitali. Ma è soprattutto l'esigenza di far quadrare i conti a spingere la società di Rochester (New York) a terminare, dopo oltre un secolo, la produzione della carta per la stampa del bianco e nero. Nel primo trimestre 2005, Kodak ha perso 142 milioni di dollari, a causa di una robusta flessione nelle vendite di film e negli altri business chimici.

Meglio allora tagliare settori ritenuti ormai obsoleti: sono stati chiusi gli stabilimenti brasiliani, annunciati tagli all'occupazione (15mila dipendenti in meno entro il 2007). Secondo la multinazionale americana, la domanda di fotografie in bianco e nero, sulla base dei dati a disposizione, segna attualmente una contrazione annua del 25%.

Kodak ha finora puntato su film e pellicole tradizionali. Prodotti che ne hanno fatto la fortuna e che le hanno permesso di diventare la prima multinazionale nel mondo della fotografia. Prodotti che ora, però, rappresentano un limite alla sua espansione. Puntare sul digitale, quindi, è l'unico modo per poter rilanciare l'attività. Una decisione economicamente ineccepibile, ma la reazione degli appassionati del bianco e nero non sarà certo entusiasta.

 


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mercoledì, giugno 22, 2005










raccontare un abito può anche significare raccontare  una storia.........

...SI INAUGURA ALLE 17....SARO' LI SINO ALLE 18.....

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martedì, giugno 21, 2005



Una porta immersa nel verde paesaggio di fine primavera: un diaframma che  s’apre su uno spazio tempestato di luce. L’alopecia di uno scenario più volte visitato, mai consunto nonostante centinaia di migliaia di  sguardi l’abbiano percorso in epoche diverse.

 

L’ abitudine e la dipendenza tendono a nasconderci alle paure , ci confortano con  la povertà di sicurezze addomesticate. Un picco di insulina polverizza le certezze e ci precipita a bordo campo di una momentanea follia. Il buon pastore non si cura d’aver  l’attenzione di quello che vuol credere il suo gregge unicamente è felice di poterlo semplicemente comprendere nell’ amore del suo sguardo.

 

Desiderare è un arte, ottenere è una semplice conseguenza priva di sapore.



" Per raggiungere questo che non conosci
devi passare attraverso quello che tu non conosci,
per raggiungere questo  che non possiedi
devi passare attraverso ciò che tu non possiedi,
per  raggiungere questo che tu non sei
devi passare attraverso quello che tu non sei"

"San Giovanni della Croce"




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mercoledì, giugno 15, 2005



PETER HAMMILL AL FESTIVAL INTERNAZIONALE DI POESIA DI GENOVA

Se amate la letteratura mitteleuropea, non perdete l'occasione di verificare con mano la caratura dei testi di P.Hammill, è appena stata pubblicata dal Peter Hammill - VDGG study group http:// www.phvdggstudygroup.it la raccolta completa di liriche 1968/1978. Ieri sera il "thin man" ha recitato testi senza cadere nella trappola del "cantante" che accenna qualche motivo per lusingare le platee. Nulla, solo cruda poesia, evocata dai toni del racconto a volte un pò gotico, spesso dolente ed esistenziale. Senza il gruppo, senza accompagnarsi col piano o la chitarra come nei suoi recital in solo ha lasciato che le parole, i sensi e le immagini evocate si misurassero col  personale vissuto di coloro che avevano deciso di ascoltarlo. Scelgo di far seguire Last frame in italiano per una questione affettiva...lo scenario è quello di una camera oscura,  mio luogo d'elezione, l'autore se ne serve per parlare di........................................


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martedì, giugno 07, 2005




PRESENT

Sono trascorsi 28 anni da “The Quiet Zone / The Pleasure Dome” ultimo capitolo della saga dei Van der Graaf Generator, quell’album era però più simile alla produzione solistica  di Peter  Hammill  . Una band rappresentativa del progressive inglese, talmente unica da non avere imitatori. La voce di Hammill, è stata la risposta anglosassone allo sperimentalismo del Tim buckley più estremo, quello di “Starsailor”  e di “Lorca”, e ha continuato ad esserlo sino ad oggi. L’ uso della voce ( nei dischi indicata sempre col termine: Vox)  che è stato paragonata alla chitarra di Hendrix, ha espresso la coerenza della ricerca, il sussurro e  il canto lacerato del profondo. Se attorno alla figura di questo “filosofo del rock” i vecchi compagni ( un ex organista da chiesa, Hugh Banton, un ex jazz freak e guidatore di camion, David Jackson, uno studente dell’università di Manchester, Guy Evans ) si erano ritrovati alcuni anni fa per suonare Still life in un concerto  alla Queen Elizabeth Hall di Londra,offrendo un piccolo tuffo al cuore per i nostalgici oggi è possibile provare un nuovo sussulto ascoltando “Present”, l’album che vede i Van der Graaf in line up originale. Iniziate con Every Bloody Emperor per capire che può succedere anche che si torni a suonare assieme perché si ha ancora molto da dire. Il brano sembra direttamente correlato a Godbluff,  ma nessun segno di cedimento, di citazione, il  suono del generatore è terribilmente contemporaneo, non nel senso che possiamo attribuire alla musica attuale delle classifiche. Ogni musicista contribuisce alla creazione di quel sound che ha regalato in passato  i capolavori” H to” He e “Pawn Hearts”, sino ai furori di Still life e all’acido canto del cigno di Vital. Present è composto di due dischi. Il primo privilegia la forma canzone, con l’eccezione di Boleas Panic di Jackson uno strumentale dove i  fiati chiariscono molte cose sul canto Hammiliano quando si slabbra per necessità espressiva e mai  per atteggiarsi alla rivolta (punk e grunge docet)  con  Nutter Alert recuperiamo  musicalmente certe atmosfere epiche che ebbero origine dalla rilettura di Theme one e dall’uso dei fiati di David Jackson, o l’approccio guitar oriented di Abandon Ship e In Babelsberg. C’è un atteggiamento che i musicisti amano definire jazzy, a patto che immaginiate di mutuare una situazione in cui Archie Sheep doppiasse frasi di Kurt Cobain, ma è solo un indicazione per provare a far capire come il suono di questi 4 signori ultracinquantenni oggi sia solo estensione di un passato che nel periodo 1968/1977 aveva già scardinato certe consuetudini e convenzioni, all’uso potreste pensare anche ad una indie band. Il primo disco chiude con la melancolia intimista  di On the beach , quasi cool jazz, un arrivederci di un crooner che ha scandagliato oltre trent’anni di abissi dell’anima. Il secondo cd  composto da improvvisazioni  strumentali in studio è la riprova, qualora necessitasse che i Van der graaf Generator  sono oggi l’unica band, con eccezione per i King Crimson, che possa permettersi di suonare quel genere musicale che i critici definirono progressive. Un gruppo forte e motivato che ha scelto di ricostituirsi solo dopo essersi accertati che quell’amalgama, quelle linee musicali che evocavano la desolazione e l’eco di questa fossero realmente ancora vive e attuali. I 70 minuti del secondo cd ne sono l’ aspra testimonianza, sono la prova che in sala, si può ancora suonare tutti assieme, quindi questo è un disco per quanti ancora credono che interagire scambiandosi un ‘occhiata, un cenno, come nel miglior jazz o nella musica d'improvvisazione possa essere più vero di tante produzioni attuali dove il bassista e il batterista che suonano nello stesso disco non riusciranno mai ad incontrarsi. Paradossale visto che l’universo creativo  di Hammill è stato più volte definito “solitudine cosmica”.


Links :

http://www.vandergraafgenerator.net/site.php
http://www.sofasound.com/
http://www.couchnoise.com/noise.htm

http://www.fuzzlogic.com/vdgg/

http://www.jaxontonewall.com/

http://www.phvdggstudygroup.it/link_ita.htm

http://guide.supereva.it/van_der_graaf_generator/

http://groups.yahoo.com/group/Hammillitalia

http://www.wonderoustories.it/ 
 


postato da albertoterrile 15:35 | commenti (1)

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