sabato, febbraio 26, 2005

1985 - Immagine non utilizzata da FRIGIDAIRE
...MA IO NON SONO UN MOSTRO...
Strappo una pagina del diario di bordo di questo ultimo periodo la fisso sul muro di luce che chiamiamo schermo, ma scivola in basso. A volte le parole sembra rifiutino di propria sponte che altri occhi le soppesino o forse è solo il timore che le scorrano in velocità. E’ il pudore dei pensieri che le protegge o è la loro stessa intrinseca natura? E’ buffo come tutti usiamo le stesse parole per raccontare, un po’ come si fà per le immagini, solo alcuni però divengono scrittori, altri artisti e molti , i più, restano confinati nell’anonimato delle loro pagine, nascoste in cassetti segreti. Oggi con i blog è un’esplosione di “intimità” che incontrano altrui esternazioni. Per mè il journal è compendio al sito, un modo per esser aggiornati in tempo reale su quanto accade nella mia esistenza, luogo dove l’uomo e l’artista mettono nero su bianco progettualità, proclami d’amore e di odio per il visibile il contemporaneo ed altro ancora. Non faccio distinzioni di casta quando scrivo e come più volte mi è stato fatto notare, forse scrivo per mè. Parlo a voce e parlo di mè. Questo è un mio grande difetto. Mi metto innanzi tutto e tutti. Edifico una costruzione e la demolisco, ma mal sopporto certe inferenze. Confesso pubblicamente che per resistere oggi nel sistema dell’Arte, o forse anche nel sistema della vita occorre un discreto egoismo. E’ ironico, perché in genere non ho mai negato i miei favori, l’aiuto a terzi in prima persona, sul campo, non nella buca dell’elemosina. Ma tendo ad attribuire troppa importanza a certi miei pensieri e finisco per sembrare totalmente incosciente all’altrui vissuto. Forse è per questo che una persona da mè ritratta viene estrapolata dal suo vissuto e catapultata con grazia e discrezione nel mio flusso di vita, facendosi così corpo esteriore dell’opera. E’ terribile questo, ma in realtà adopero le altrui sembianze per dar la mia versione dei fatti, però non opero violentemente questo, sfilo al soggetto qualcosa che gli appartiene e lo cucio con quanto mi è proprio. Lavoro come certi registi, più che come un fotografo ed oggi mi spiego quando Claudia M. o Nelly F.(due persone, care amiche che spesso ho utilizzato per mie immagini) hanno detto :- .....a Terrile non si può proprio dire di nò.......
Non sono un orco, nè un mostro e chi mi conosce lo sa. Forse dietro a certo mio vacillare e apparir fragile, timoroso e perfino pauroso c’è una grande chiarezza su ciò che desidero fare…..o continuare a fare….è l’eterno dilemma di quel quadro, al quale si lavora tutta una vita, vita che non basta mai, vita che interrompe bruscamente talvolta quel pensiero,mille volte pensato e sempre terribilmente lontano da quella perfezione e purezza che conosciamo ma fatichiamo a tradurre.
postato da albertoterrile 15:14 |
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venerdì, febbraio 18, 2005
E. JUNGER
Il presentimento che un ordine è implicito alle cose incitava anche noi, poiché l’uomo sente l’impulso a copiare con il suo debole spirito l’opera della creazione come l’uccello nutre in sé l’istinto di costruire il nido.
"dal nido" estate 2003 AT
postato da albertoterrile 22:51 |
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martedì, febbraio 15, 2005

A. DE MUSSET 1810-1857 Premieres Poesies, L'Espoir en Dieu
postato da albertoterrile 18:04 |
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sabato, febbraio 12, 2005

KODAK EUROPEAN GOLD AWARD 1995
....è ancora tutto valido il mio pensiero...senza la possibilità immaginale, senza operare la trasformazione della realtà, senza un atto poetico mi sentirei inutile per mè e anche per gli altri...anche se ribadisco che rispondo alle mie esigenze interiori quando fotografo, quando stampo,stravolgendo ciò che ho fatto in ripresa,esaltando o omettendo nel grigio che và al nero ciò che in quell'istante viene meno
....la mia vita è fatta principalmente di questo, e esser egoista in certi momenti è solo una volontà di preservarmi sotto questo aspetto...anche se sò di non esser solo "le foto che faccio"....nè le parole che scrivo.....ma grazie al cielo non ho bisogno alcuno di mentire ne a mè,ne agli altri....e resto "in ascolto"....con gli occhi spalancati sulla realta....costi quel che costi....
postato da albertoterrile 14:34 |
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venerdì, febbraio 11, 2005

AT fotografato da Miriam Fossati Gennaio 2005
Ieri ho incontrato un’amica attrice di teatro, saliva su una scala mobile di un grande magazzino ,la situazione sembrava in metafora quello che la vita ci riserva. Passaggi di livello da un piano all’altro, momenti di crescita, non la banale scalata dell’Olimpo verso il successo. In pochi attimi, condotto dalle parole che sgorgavano come zampilli da un secchio forato mi sono trovato a rivedere 20 anni di fotografia in prima linea. Entrambi abbiamo ripercorso quei sacrifici che per aggirare il compromesso, hanno reso le singole esistenze più faticose e anche avventurose. La memoria volge verso le tecniche, verso l’atteggiamento per conseguire il risultato ultimo : l’immagine. Il successo è altra cosa, è un momento fittizio decretato da contingenze del gusto corrente, dal grado di utilite che il tuo manufatto può produrre. Spesso specie nel passato il successo,la fama erano postumi. L’artista era un faro che illuminava zone ai più sconosciute, aree che un cartografo non avrebbe preso in considerazione….
A volte parlo di stanchezza, di sfinimento e riferisco di una sensibilità che è arma a doppio taglio, un senso attraverso il quale fai la differenza rispetto ad altri. Questo sentimento è quello su cui spesso fanno leva le persone che vogliono il tuo male o pure approfittare di tè. Lì colpiscono, perché lì sanno di poter ferire. Lì c’è il tuo canale d’energia creatrice, quel corridoio che connette il cuore all’occhio e l’occhio al cervello, ma poco importa se questo schema potrà quadrarvi…per mè è così….e anche per altri.
ho anche pensato che..........
....negli ultimi vent’anni, oltre a tanti volti non noti ho fotografato anche….
Arti visive
Corrado Levi ‑ Anna Oberto ‑ Antonio Porcelli ‑ Bianca Passarelli ‑ Lorenzo Garaventa – Gianfranco Zappettini – Daniel Berset ‑ Ben Vautier ‑ Cherif & Sylvie Defraoui ‑ Christian Magert – Gérard Minkof ‑ Muriel Olesen ‑ Rose Marie Nocker – Daniel Spoerri ‑ Hanna Villiger ‑ Alexander Hahn‑ Félix Stephan Huber ‑ Flavio Paolucci ‑ Markus Zùrcher ‑ Roman Signer‑ Christoph Rutimann‑ Pipilotti Rist ‑ Shuzo Azuchi Gulliver‑ Nelli Ferrando ‑ Michelangelo Barbieri ‑ Jacob KirchHeim ‑ Barbara Hamman – Jean-Pierre Giovanelli – Ultra Violet ‑ Manon ‑ Franco Vaccari
Cinema e teatro
Samuel Fuller ‑ Derek Jarman ‑ Ronit Alkabez ‑ Amos Gitai ‑ Jolanda Darbyshire ‑ Harvey Keitel ‑ Robert Altman – K. Kieslowsky ‑ Sidney Pollack ‑ Stephen Frears‑ Maria Bakò ‑ Stefania Montorsi ‑ Kevin Kline ‑ Harrison Ford ‑ Robert de Niro ‑ Chazz Palminteri ‑ Abel Ferrara‑ Klaus Jurgen Gerke ‑ Gillo Pontecorvo ‑ Chen Kaige – John Jorick ‑ Joseph Kay ‑ Paulina Calvez ‑ Sherylin Fenn ‑ Herbert Kounde ‑ Julie Maduech ‑ Asia Argento ‑ Sophie Duez ‑ Angela Basset ‑ Peter Greenaway ‑ Carlo Di Palma ‑ Harry Arnold ‑ David Lynch ‑ Katrin Cartlidge ‑ Jiri Menzel ‑ John Jost – Miranda Richardson ‑ Yang Kueimei ‑ Geràldine Chaplin ‑ Maximilian Schell ‑ Milcho Manchevski – Eliana Miglio ‑ Monica Scattini ‑ Carlo Verdone ‑ Alessandro Haber ‑ Paolo Ferrari – Giorgio AIbertazzi ‑ Giuseppe Cederna ‑ Quentin Tarantino ‑ Rudiger Vogler-Alejandro Jodorowsky-.Werner Herzog- Maurizio Crozza – Carla Signoris – Ugo Dighero – Mauro Pirovano – Marcello Cesena – Livia Carmignani – Luigi Marangoni – Marcello Sguotti – Marco Pasquinucci – Riccardo Croci – Massimiliano Caretta – Elisabetta Pozzi -
Musica
Paul Bley ‑ Steve Lacy ‑ Philip Glass ‑ Ivano Fossati ‑ Giorgio Gaber – Francesco Baccini ‑ Paki Zennaro ‑ Echo Art – Jean Claude Goldschmith ‑ Peter Hammill – Michael Nyman ‑ Michèle Altani ‑ Pascal Boulle ‑ Cécile Camp – Denise d'Arcangelo ‑ Ben Neill ‑ Massimo Faraò‑ René Aubry‑ Louis Winsberg ‑ M. Berthomieux – Miles Davis – Brad Mehldau – Gilbert Becaud – Juliette Grecó – Leo Ferrè – Clifford Jordan – Cassandra Wilson. – Jimmy Whiterspoon – Philip Caterine – Ray Charles – Ute Lemper – Working Week – Suicide – Joe Louis Walker – Tiziana Ghiglioni – Betty Carter – John Surman – Airto Moreira – Larry Coryell- Corrado Rustici – Pat Metheny – Manhattan Transfer – Paul Roland – Omar Tourè / Daby Tourè – Piero Pelù – Paolo Fresu – Maurizio Giammarco – Caterina Lazagna – Danila Satragno – B net Houariyat (gruppo musicale marocchino composto di sole donne) – Dervisci Rotanti – Ray Manzarek -Juan Carmona -Miguel Sanchez- Jorma Kaukonen – Kelly Joe Phelps – Lou Reed – Lydia Lunch – Richard Hell – David Hazeltine -Patty Wicks – Negramaro- Riccardo Zegna - Piero Leveratto – Giovanni Sanguineti – Peppe Barra – Antonella Ruggiero - Meganoidi– Filippo Gambetta- Enrico Rava – Dado Moroni – Kat Alston – Chiara Taigi – Andy Sheppard – Jess Davis
Danza
Carolyn Carlson ‑ Larrio Ekson ‑ Luisa Casiraghi ‑ Jorge Donn ‑ Raffaella Giordano ‑ Virgilio Sieni ‑ Alessandro Certini ‑ Susanna Beltrami – Giovanni Di Cicco ‑ Claudia Monti ‑ Daniela Biava – Piera Pavanello ‑ Cristina Hoyos ‑ Antonio Canales – Jose Pepe Greco ‑ Carlos Benavides ‑ Eva Moreno ‑ Inaki Guevara ‑ Joelle Bedos ‑ Tatiana Affani ‑ Isaias Jaurogui ‑ Teresa Vallejo ‑ Silvana Barbarini ‑ Pierpaolo Koss ‑ Frédérique Chauveaux ‑ Bernie Doneaoux ‑ Caterina Sagna- Alessandra Prosperi
Letteratura
Daniel Pennac – Lawrence Ferlinghetti - Ed Sanders -Diane di Prima-Joanne Kyger -Claudio Pozzani - Howard Marks - Wole Sayinka – Fernanda Pivano
...e per certo avrò dimenticato qualcuno, a cui chiedo scusa......
postato da albertoterrile 09:14 |
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giovedì, febbraio 10, 2005

L.Ferlinghetti Joan Kyger
BEAT GENERATION
L’altro giorno ero a parlare col professore Massimo Bacigalupo (Letteratura Anglo-Americana) all’università di Genova e gli mostravo delle immagini riferite ai readings di Lawrence Ferlinghetti, Diane di Prima ,Joan Kyger e Ed Sanders (FUGS). Alcuni anni fà con la complicità di Zio Mark (erano i tempi della mia DISTRAILI PROD) avevamo pensato ad un piccolo demo con le immagini e le voci dei poeti. La mia società nascente che si sarebbe dovuta occupare di questo cd rom o DVD non ebbe finanziamenti, le menti che dovevano collaborare alla mia creatura che promuoveva l’Arte coniugandola con prodotti didattici gettarono la spugna in favore del pane quotidiano, rimasto solo, presi fiato e partii per la tangente per realizzare in proprio SPIRITO un nuovo lavoro e il progetto sui beat divenne l’ennesimo “pensiero vestito a malapena” e subito piegato e riposto nel cassetto a giocare con le palline di naftalina. Dalla chiacchierata col professore arrivammo alla serie di incontri che Claudio Pozzani sta facendo con la possibilità di ascoltare le voci dei poeti, per cui domani 11 febbraio 2005 verso le 17,30 presso la Stanza della poesia ( che s’affaccia su piazza Matteotti) sarà possibile un breve assaggio di Ferlinghetti che recita BLIND POET (edito da CITYLIGHTS/GIUNTI, con mia cover non firmata….vedi un mio vecchio post) e un frammento di Joan Kyger….di più proprio non posso, consideratele come due bonus track negli incontri di Pozzani……




Diane di Prima
postato da albertoterrile 19:45 |
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lunedì, febbraio 07, 2005
L'ATTO DEL RICORDARE,PORTARE A MEMORIA...
La sensibilità è nel deporre segni che riferiscano di un tempo che si fàrà eterno. L’abilità stà nel prelevarlo dal nostro intimo e porgerlo con naturalezza innanzi la vita altrui.
Il ricordo traspare attraverso le complicate architetture dell’ipotalamo poco prima di ascendere divenendo gesto poetico attraverso l’ intervento dello stile. Ecco l'archetipo visibile nascere dalla sua invisibilità.
postato da albertoterrile 19:56 |
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giovedì, febbraio 03, 2005
ARTISTA DOVE SEI ?
Un artista crea quando sente di doverlo fare. Non ho mai avuto dubbi o incertezze sul quando, sul come e sul dove. Quando l’ispirazione arriva, lasci tutto e ti metti al suo servizio. Potrei dire che divieni uno strumento nelle sue mani. Lasci che così sia. Ho incontrato gente che si crucciava per mè. Cosa farai dopo gli Angeli? Hai un nuovo tema? Che linea intendi seguire? Problemi sciocchi, angosce da dipendente. Fare Arte è un’altra cosa. E’ essere in ascolto, sempre pronti. Fare Arte è qualcosa difficile da programmare. Oggi più che dell’Arte si fa della Comunicazione Visiva, della pubblicità. I modi del mercato, le pianificazioni espositive a calendario stravolgono l’essenza di quest’energia. Certo oggi le modalità sono differenti rispetto ad un tempo, ma troppe son le boutade, le trovate e gli espedienti. Queste sono, permettetemi la franchezza, delle stronzate che non resteranno, che fanno girare un sacco di denaro e danno lavoro a persone che altrimenti non saprebbero cosa fare nella vita salvo restare nell’ombra, nell’anonimato,condizione che la società attuale aborre.
Ciò che dovrebbe essere in evidenza è l’opera…oggi ciò che è in mostra è l’artista e il potere economico che il suo nome o sigla rappresenta.
Conoscete qualche artista oggi che come il Pontormo lavori anche con la febbre???
postato da albertoterrile 19:37 |
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martedì, febbraio 01, 2005

Mia nonna Elvezia abbracciata da mia madre Rosanna
La Nonna Gnocchi (Elvezia Tirone)
Non più di un’ora fa, mia nonna ha lasciato la stanzetta bianca dell’ospedale, dolcemente,nel sonno. Una morte dolce, come tutti vorremmo avere. Ha vissuto sino alle soglie del suo novantunesimo compleanno,che sarebbe stato Sabato 5 Febbraio. Ha vissuto in totale indipendenza.Era uno spirito libero. Sola dal 77 quando mio nonno Alessandro venne consumato da un brutto tumore. Amava leggere, tanto e detestava la televisione che trovava banale e volgare. Da sempre ha accolto le mie istanze creative, assecondando i miei progetti che più volte l’hanno vista come soggetto della rappresentazione. Diane Arbus diceva che le persone che fotografiamo resteranno sempre vicine a noi. Le piacevo come nipote, andava fiera del fatto che il primo sorriso da neonato l’avessi fatto a lei. Mi è stata vicina nell’infanzia, grazie a lei ho imparato a scriver e leggere le prime parole, ancor prima di andare a scuola. Ricordo che disegnavo molte navi di pirati, ma avevo difficoltà per la bandiera con il teschio. Fù lei a farmelo su un foglio a parte affinché potessi completar il mio disegno da solo. Aveva capito di cosa avevo necessità…di un modello da copiare…non del la mano adulta che corrompe il tratto infantile. Mi aiutava nei compiti e aveva sempre tanta pazienza e racconti per mè. Restavo incantanto quando mi narrava dell’Africa, di come con mia madre affrontò un lungo viaggio in nave per stare in un campo di civili, vicino a mio nonno che era prigioniero degli Inglesi durante la guerra. Ha vissuto parecchi anni ad Addis Abeba con mia mamma. Adorava fare lavori a maglia , riuscì persino in mancanza d’altro ad utilizzare la vecchia lana di un materasso del campo di concentramento per fare un golfino per mia madre che aveva all’epoca circa 4/5 anni. Non amava la compagnia delle amiche, prediligeva la sua solitudine che amava fosse spezzata dalle visite o telefonate dei suoi nipoti. Adorava il cinema degli anni d’oro, J.Gilbert, la Garbo,la Dietrich, Cary Grant e poi Peter O’Toole; Lawrence d’Arabia era una sua passione. Quando l’accompagnavo con l’auto cercavo di portarmi dietro un cd di F.Sinatra, perchè amava le belle voci e non faceva mistero del totale disprezzo per la musica leggera italiana. E’ stata follemente innamorata di mio nonno Alessandro, un bellissimo uomo che ricordava tremendamente Joseph Cotten. L’altra sera guardavo “L’ombra del dubbio” di A.Hitchcock, dove Joseph interpreta lo zio Charlie, uno dei pochi personaggi cattivi della sua carriera…e ero emozionato, tanto forte era la somiglianza. Il suo recente ricovero mi preoccupava, i giorni scorsi non ero stato da lei perché pieno di raffreddore e tosse, non volevo portarle dei germi, temevo che potesse ammalarsi di polmonite. Da alcuni anni lamentava la perdita della sua indipendenza, l’avviliva dovermi chiedere di portarle del latte, non potere andarselo a prender da sola. La strada dove abitava era un continuo cantiere, e le sue gambe non più quelle di un tempo. E’ stato triste vederla negli ultimi anni rinunciare ai suoi viaggi repentini: era capace di prendersi un bus, andare in stazione, balzar su un treno per andare a Alessandria a trovare mio nonno al camposanto. Ieri notte, tra mè e mè mi rivolsi proprio a lui, gli chiesi che si prendesse cura della nonna Elvezia, mi ricordo che gli raccomandai di tenerle una mano sul capo. Mi ha ascoltato e dolcemente l’ha presa con sé.
Questa sera, le ho voluto passare una mano tra i capelli, sfiorando la sua guancia pallida, desideravo un ultimo contatto terreno ben sapendo che era già tra le braccia del suo adorato Sandrino.
Un dolce riposo cara Nonna
Il tuo nipotino Alberto
Alessandro Tirone e Elvezia fotografati da mè nel 1973
postato da albertoterrile 20:12 |
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LO ZEN E L'ARTE DELLA PAZIENZA
Aderire ad un proprio ideale di comunicazione/relazione col prossimo, oggi diviene alquanto difficile. Questo ovviamente, qualora si intenda il rispetto di chi abbiamo innanzi, del nostro interlocutore. L’epoca della velocità nell’informazione fa sì che le richieste in via elettronica si facciano serrate. L’urgenza è un must, ma poi quando quest’urgenza è da tè stata evasa, in parole povere hai risposto con un files, una soluzione o proposta per quanto dovevano fare….da quel momento entri in una dimensione che dello zen ha solo due cose : silenzio ed attesa.
Prepari il tuo thè, guardi la ciotola, cammini sulla stuoia nell’attesa che un uccello ti porti risposta, tenendo nel becco un foglio di carta di riso……
postato da albertoterrile 10:43 |
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