mercoledì, luglio 28, 2004






L'ALBERO DI ALBERTO T.
Non è stato possibile prima d'oggi metter in rete quanto è accaduto il giorno 25 Luglio nell'ambito della mostra FHARE . Per un solo giorno, un monte è stato teatro di un'esposizione che ha visto 11 autori misurarsi col territorio e con la natura. Alla natura si comanda solo ubbidendole, così proclamava F.Bacon il filosofo inglese del 1600 , ed io sono perfettamente daccordo. Quando tre anni fà assieme a Massimo Trenti ed altri 5 pazzi ci inventammo la galleria all'aperto, visibile un solo giorno l'anno feci esperienza di non esser il solo a pensare che le GALLERIE D'ARTE, LE ARENE ESTIVE avevano stancato. Non c'è cosa più ridicola della natura addomesticata, dei parchi dove si fanno belle le istituzioni e gli assessorati nel tentativo di conquistare un nuovo pubblico all'Arte. La natura è il luogo che ci ospita, non un contenitore delle nostre nefandezze. Per realizzare la mia opera, non ho strappato nemmeno un ramo, forse saranno le origini germaniche del mio nome,ma per questa popolazione la natura era SACRA. Se strappavi un ramo ti amputavano un braccio. Formidabili quei tempi!!! Da quando l'essere umano ha oggettivato la natura, ha deciso di dominarla con dighe ed altre robe sono iniziati i veri guai della nostra specie. Un mio zio è missionario da oltre 50 anni in Amazzonia, là per fare i mobili in Tek , le sedie sulle quali posiamo le nostre terga,hanno sterminato intere popolazioni. Il polmone amazzonico stà morendo. Però ce ne accorgiamo solo se ce ne parla STING oppure BONO. Impariamo quindi ad apprendere dalla natura, dai suoi silenzi, dalla vastità e dalla perfezione che ci riconducono al grande creatore. La natura è l'Arte di Dio.
Grande è stata la mia gioia nel vedere il pubblico contento.Sentire dire che il mio intervento era rispettoso dell'albero che ospitava le mie immagini. Chiesi a Massimo Trenti di poter lavorare su una quercia. Ho fatto il mio albero, una pianta che racconta di valori umani, del mio amore per il creato, della natura alla quale sono stato educato dai miei genitori. La quercia è un omaggio a mia nonna Alberta Passini in Terrile che dal 1909 vive su questa terra.E' un tributo ai valori che a modo suo mio padre Giuseppe mi ha trasmesso, al corredo genetico che comprende le origini dell'Appennino Toscoemiliano. Il mio albero parla della vita, del mio rapporto con l'idea di Fede....ma è stato il mio albero solo il giorno 25 Luglio, ora non ha più le mie foto addosso appese come frutti, ora è tornato ad essere una specie perfetta. Lo ringrazio per avermi ospitato.
venerdì, luglio 23, 2004

FHARE ... l'avventura della Galleria d'Arte all'aperto e aperta un solo giorno all'anno...
Quest'anno è Fhare.Abbiamo cominciato scrutando nel buio di Cassiopea, una serie di fotografie (FANTASCIENZA E AGRESTITA' 2002).Poi ci siamo avvicinati ed abbiamo organizzato un cinema all'aperto (FANTASMI 2003)

2002 Fantascienza e Agrestità 2003 Fantasmi
Il giorno 25 di Luglio 2004 dall'alba delle 10,00 al tramonto delle 20,00 apre e chiude la Galleria come ogni anno, sempre per un giorno solo.FHARE è il ritrovarsi in un opera e lasciarsi prendere dalle sindromi di partecipazione. All'inizio del Diario, c'è un'immagine del monte, con tante lettere, ad ognuna corrisponde un autore dislocato sul territorio, pronto ad attendere il suo pubblico. Dove sarò??? Credo all'H, ma vedrò domattina quando arriverò sul posto. Cosa presento???Ho chiesto di poter esporre una quercia, perchè è un albero delle mie zone, perchè è legata a Giove, perchè ho sempre lavorato sulla natura,spesso presente nelle mie opere. Perchè un albero???
L'albero mette in comunicazione i tre livelli del cosmo;quello sotterraneo per le radici che scavano le profondità in cui affondano :la superfice della terra, per il tronco e i primi rami; e i cieli,per i rami superiori e la cima attirata dalla luce del sole. L'albero della vita come descritto nel LIBRO DELLA FORMAZIONE (Sefer Yesirah) dalla dottrina esoterica dell'ebraismo.Le corrispondenze col nostro corpo, e ancora l'albero genealogico di una famiglia, di un etnia.
Al posto dei frutti penderanno 21 ritratti che ho realizzato a Baghdad alla gente irachena.....quindi per gli esegeti dell'Arte Contemporanea nulla a che vedere con l'opera di CATTELLAN....se riesco pubblico domani sera la foto di come sarà l'opera visibile.
Saremo una decina di autori, dediti a varie discipline.
Per informazioni sulla mostra sappiate che si tiene alla GALLERIA IL CAMPAZZO a Guiglia (provincia di MODENA) contatti al 335.5365158.
giovedì, luglio 22, 2004
RITRAENDO
Chi segue i miei scritti sul blog, i miei corsi di fotografia, avrà avuto modo di sperimentare il mio punto di vista.In occasione della mostra sul Cinema da Feltrinelli, dicevo di usar spesso l'inquadratura dal basso, perchè dà al soggetto l'illusione di dominarti, lo lascia in una posizione che apparentemente gli conferisce statuto, importanza. In tutti i casi è una mia cifra stilistica, non un semplice espediente . Tempo fà scrissi che il mio fare fotografia scende in strada, spesso non mi risparmio. Bene la foto mentre ritraggo Riccardo Zegna direi che documenta senza indugio come il suolo del centro storico di Sarzana sia teatro del mio lavoro. Quando cerco una foto (Picasso diceva "io non cerco...trovo"....) non stò a ponderare se posso macchiarmi o altro....colgo l'attimo e lavoro dove mi trovo e se la scena lo richiede mi sdraio per terra senza troppe storie e non stò certo a stender un giornale.La volontà di presentare dei backstages non è autocelebrativa, bensì testimonia il lavoro di Miriam che spesso mi segue nei lavori e può finalmente mostrarmi/vi cosa accade quando lavoro.
Jess Davis per la cronaca è un grande Boppers, ed interprete di KANSAS CITY di Altman....Piero Leveratto è uno dei contrabbassisti italiani più amato dagli stranieri e Riccardo Zegna un pianista sensibile oltre chè un amabile conversatore.Sono stati ritratti a Sarzana nell'ambito del progetto di PIERANDREA CASATI Jazz meets Trallalero presentato nella rassegna SCONFINANDO, dove si misuravano con i canterini della Valbisagno.
STAY TUNED.....


venerdì, luglio 16, 2004

Fernanda Pivano Giugno 2004

Lydia Lunch Giugno 2004

Lou Reed Giugno 2004

Enrico Rava Luglio 2004
LA FACCIA
Mi sono sempre chiesto cosa significhi portare in giro la propria faccia. L'espressione sembra un pò alla H.selby ma rende perfettamente l'idea. Divenire un personaggio significa avere determinate espressioni,che finiranno per appartenere ad un immaginario collettivo: estimatori, fruitori. Non tutti sono in grado di mantenere un buon rapporto con sè stessi, con la propria immagine e con quanto può rappresentare per altre persone. Questo accade a tutti, ma chi incarna un personaggio, un eroe, poco importa se della penna,della chitarra o del corpo spesso fà più fatica di altri. La mia attitudine a ritrarre deve fare spesso i conti con tutto quello che "loro" stanno provando in quell'istante, nel preciso momento in cui l'otturatore scatterà per fornire l'ennesima versione di quella faccia........
venerdì, luglio 09, 2004

ADDIO A CARLO DI PALMA
Grande direttore della fotografia....Deserto Rosso del 64 e Blow up del 66 per Antonioni,10 film per Woody Allen a partire da Hanna e le sue sorelle sino a La dea dell'amore, e ancora L'Armata Brancaleone del 65 per Monicelli e La tragedia di un uomo ridicolo per Bertolucci....era una persona discreta, che accettò di posare metà in ombra e metà in luce guardando su mio suggerimento verso l'alto....nella sua camicia di cotone rosa pastello..

LA MIA SPIRITUALITA'
Quando l'Ego tace lontano dal clamore inutile del quotidiano, raccolto nel silenzio e compreso nell'oscurità della notte, levo una malferma preghiera verso quel Dio che stento per mio volere a conoscere ed avvicinare.
domenica, luglio 04, 2004

LOU REED
Come promesso giorni fà ecco i ritratti di Lou Reed...dopo aver aspettato mezz'ora buona per il make up... una volta sceso rimase stupito dal fatto che usassi film e non il digitale...vide la mia HASSELBLAD, con cui ho scattato altre sue foto (queste sono 135, ovviamente) e disse :- Con un bel pò di dollari ci puoi mettere un bel dorso digitale se vuoi....
Risponderò usando le sue parole da TIME ROCKER
I DON'T NEED THIS, DON'T CARE ABOUT IT, DON'T FEEL THIS......
sabato, luglio 03, 2004

Mito per caso 1993/1999
LA BELLEZZA NELLE COSE ESISTE NELLA MENTE CHE LE CONTEMPLA ( D.Hume)
giovedì, luglio 01, 2004

Ritraendo F.Pivano 28 Giugno2004 ore 20,15- foto di backstage di M.Fossati
CON IL MINIMO FABBISOGNO DI ESOTICO...
Con Fernanda Pivano così come con tutti i personaggi che ritraggo, mostro la vera vita, il quotidiano loro e il mio. Non ho mai sopportato i fondali,le luci belle,l'estetica anni 80 grazie a Dio tramontata.Quando qualcuno la rimembra immediatamente lo guardo con sospetto.Tanto colore,falsità e tonnellate di Polvere bianca.Questo erano gli anni 80....io ero a Milano a fare lo schiavo, ovvero l'assistente in uno studio di Moda. Ho visto,sperimentato cosa significhi quel business.Era insopportabile e con i dovuti aggiornamenti dei files credo lo sia ancora oggi....solo che c'è meno denaro in giro.Quando incontro le star americane, non ultima LOU REED,(ritratto il 28 mattina alle 11) sento dire sempre che Fellini era grande, poi citano Rossellini,molto del cinema italiano menzionato è legato al periodo del Neorealismo,(a proposito geNOVA 2004 ricordati di PIETRO GERMI se riesci a riprender uno sguardo lucido sulla realtà, al di là delle Feste,dei grifoni consegnati ed altre esteriorità!!!).Poi però questi signori che citano a man bassa una cinematografia ed un'immagine fatta di pochi mezzi, (si girava in strada perchè gli studios erano distrutti dalla guerra, si raccontava la vita reale, con un bianco e nero che era quel che poteva essere compatibilmente con i limiti del momento, della reperibilità dei materiali),vogliono come nel caso di Lou Reed, il massaggiatore,la piscina,la palestra, il make up e la limousine....un sacco di stronzate da star system che mi danno seriamente da pensare. Comodo narrare i bassifondi, la droga e lo scempio della psiche quando poi guardi tutto dalla torre dorata che l'industria ti fornisce, che il mercato ti mette nelle mani.Ricordo Lou Reed intimidito di fronte a William Burroughs,a causa della sua statura intellettuale, della lucida e rivoluzionaria paranoia di quest'uomo. Leggete cosa scrive Victor Bockris nel volume con Burroughs. Poi una volta acquistata una statura, lo status symbol del cantore della metropoli tutto finisce.... Mi sono trovato innanzi un ragazzino viziato della piccola borghesia ebraica di NYC nel corpo non proprio ben conservato di un sessantatreenne che fà le bizze e che se non accontentato minaccia di non salire sul palco. Bello il sacro fuoco dell'Arte, la ferma volontà di dover esprimere il proprio credo.Lou Reed che ora pubblica libri di fotografia,che riscrive Edgar Allan Poe....diciamo che rimpiango i tempi in cui lo si dava per morto da un momento all'altro per probabile overdose.I bei tempi andati di ROCK'N ROLL ANIMAL.
Alcool ed eroina lasciano un segno profondo, così come la sobrietà e la totale astensione da droghe dovrebbero fornire una grande forza interiore.Per lui evidentemente non è così, è cresciuto in pubblico come recitava un suo omonimo album, nessun mistero su come ha vissuto, su come ha smesso di farsi e bere ( Narcotici Anonimi e Alcolisti Anonimi vedi sua biografia). Oggi nei panni del colto intellettuale che salda il conto agli eccessi degli anni più ruggenti non ritrovo più il cantore della New York notturna....vedo però una persona che integra le vendite dei dischi con la linea di occhiali che ha lanciato, le foto che fà, forse firmate da un'altra persona non meriterebbero alcuna particolare attenzione. Andy Wahrol ha insegnato anche questo, che la popolarità ti fà vender meglio e di più. Che poi io abbia udito con le mie orecchie che Wahrol in vita non era considerato granchè ed è stato idolatrato e riconosciuto da morto...beh,caro Lou... questa è una grandissima bugia. Wahrol in vita ha avuto successo e riconoscimenti che altri non avranno mai neppure alla nona reincarnazione!!!Non nego che da morto sia stato ancor più celebrato. Salgari almeno scriveva di fantasia, mai visti i posti narrati. Grande IMMAGINARIO. Diciamo che amo quelli veri, io sono uno di quelli , coloro che vivono sulla loro pelle le pieghe/piaghe della vita.Raccontare le cose dal proprio punto di vista certo, ma non da lontano, da sopra, dall'alto....ma da dentro.Comodo spiare ed immaginare la vita del Junkie e poi aver da contratto dosi di eroina ed alcool a profusione servite in camerino altrimenti non si và in scena!!!Questa è la vita da rockstar....allora questa è la realtà da cantare.
Il fotografo per cui lavorai quasi vent'anni fà impiegava dei set che erogavano la luce sufficiente per alimentare le lavatrici di 40 famiglie, faceva quelle foto anni 80, così colorate,così piene di effetti...poi anni dopo lessi un intervista nella quale diceva che VOLEVA RITROVARE QUELLA VERITA' CHE SENTIVA PERSA...quel senso di realtà di quotidiano e quindi via oltre 200 milioni di Flashes e banchi ottici, via nella strada con un film in bianco e nero ed una reflex. Complimenti...dopo aver mangiato una vita ostriche e champagne scoprono la RIBOLLITA, le zuppe povere col pane secco...e fanno immagine/poesia/cinema/etc omologata ed adeguata all'idea di realtà.
Non ci stò.Mi fanno ridere.Li biasimo.Non gli credo. Vivo sulla pelle la realtà fatta di ansie e paure, fatta di incertezze e la racconto negli sguardi che escono dal campo inquadrato, sguardi che rimandano ad altri luoghi, altre storie accadono lì vicino....e sono la mia e le loro viteIl vostro sguardo di osservatori le completa, col vostro vissuto o con il vostro immaginario...poco importa. Ho costruito in vent'anni una mia cifra stilistica lavorando in strada, nei bar,nei cessi, seduto per terra, chi mi vede fotografare lo sà e lo può testimoniare.Una macchina in mano, un film da 400 asa tirato e la capacità di saper gestire la luce naturale e quella artificiale in ripresa.Poi in camera oscura ricreo e riscrivo le informazioni impresse sul mio negativo. E dire che adoro Ingmar Bergman...più che i neorealisti...ma non mi riempo la bocca di questi luoghi comuni dell'intellighenzia. Il mio lavoro è solo una goccia nell'oceano della produzione mondiale e non mi interessa arrivare da nessuna parte in particolare...solo vivere e raccontare il mio SOGNO della realtà continuando ad esser mè stesso,senza recitare una parte o un personaggio che non sono. Pago alla vita la retta in prima persona, ipoteco le mie idee talvolta le vendo, ma niente bugie, nessun esotismo.
Ricevo una mail da una persona che ha girato il sito, guardato ciò che faccio e che si esprime in questo modo "Sono rimasta colpita, poeticamente colpita ed aggredita dal tuo modo di sottrarre bellezza alla bellezza,alla bruttezza,alla fame,al mondo.Sono sempre Angeli i tuoi anche quando sono mostri"
Allora mi dico:- ci siamo, la gente capisce cosa e come stò raccontando la mia vita attraverso gli altri volti. Il mio bianco e nero è più colorato di mille foto a colori.Provocazione ed aggressione non sono delle palesi modalità, ma vivono nascoste tra le righe. Comunicare in modo discreto è come fare esplodere delle bombe che distruggono ma lasciano il profumo del talco anzichè della cordite. L'attentato al gusto consolidato, alle finte buone maniere delle forme stilistiche, all'immaginario collettivo proposto alle masse è operato da ballerini che danzano sulle punte. La mia è una seria disciplina che richiede tanto lavoro, un costante esercizio..... quindi vogliate scusarmi ora vado a fare un pò di sbarra.....
Per approfondire www.loureed.org