Le Parole di Alberto Terrile

lunedì, giugno 29, 2009


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Manuale di Volo/ Istruzioni per l'uso

Chiudere i portelli della realtà.
Assicurarsi che le ali siano ben cucite.
Non avvicinarsi mai troppo al sole.

Buon Viaggio!

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venerdì, giugno 26, 2009

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Affacciarsi a noi per poi sporgersi verso l'altro.... La vita è fatta di tante entrate e di un unica uscita: "la morte"  l'unica forma di democrazia che io riconosca!

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martedì, giugno 23, 2009

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Mitografia del quotidiano/Roberto Bob Quadrelli


Un'entità scomoda e disturbante del panorama genovese, musicale e non.
Eclettico e geniale, quanto consapevolmente autodistruttivo. Per lui sono stati  scomodati più volte i paragoni con alcuni cattivi maestri del rock:  il primo Nick Cave , il Tom waits pre sobrietà unito al Shane Mc Govan più folk punk e sbronzo. Irriverente e caustico nelle sue esternazioni siano queste su un palco o sotto di questo come,al tavolino di un bar del centro storico.
Chi lo conosce nell'oggi fatica a comprendere la portata delle sue innovazioni musicali con le quali, come una nave  in perenne ammutinamento ha traversato la bonaccia della musica genovese cambiando i venti e le correnti.
Per certo un amico: scomodo e invadente.

“Chi è un amico? Un altro io”
Zenone di Elea cit. in Diogene Laerzio, vite dei filosofi,Aristotele.





Note prese dalla rete:

Bob Quadrelli creò i SENSASCIOU band con la quale vinse il premio Tenco eccovi una breve bio.
Sensasciou nasce nel 1992, anno delle celebrazioni colombiane.
Roberto, "Bob" Quadrelli, eclettico e geniale personaggio, è da anni sulle scene indipendenti genovesi. Dirty Actions, Ragni, Circo della Fame, passa dal punk al funk alla psichedelia.
Collabora praticamente con tutti i musicisti genovesi. In quel periodo Renato Rassi suona il basso nei Banghiss, un gruppo reggae che ha come front-man il cantante senegalese Jacques Badi e alla chitarra Quadrelli.
Alberto De Benedetti (Bobby Soul) invece ha appena lasciato il suo lavoro in banca, produce con Spillus e Perez Pardo il singolo "500 Anni di Sfruttamento" e canta nel gruppo R&B dei Mellow Yellow.
Sono loro tre il nucleo originale che con una strumentazione molto rudimentale registra il mini "CANGIA STA VITTA", un vinile autoprodotto che contiene quattro brani e diventerà un piccolo cult delle produzioni indipendenti.
Fra i pezzi una rivisitazione del classico "Ma Se Ghe Pensu" che diventa "Zuarizoreau", speciale mista che è stata e rimane la cifra stilistica del gruppo: liriche molto intense, recupero del dialetto genovese, cori in qualche modo ispirati da una parte dal reggae, dal blues e dalla soul music e dall'altra dal canto polifonico tradizionale del Trallalero, basi ragamuffin (poi a evolversi in dub etnico, funk elettronico, trip-hop, drum'n'bass con una libertà espressiva piuttosto disinvolta, a volte naif, sempre sincera).
Il tutto battezzato "Trallamuffin".
Mentre i tre si esibiscono in club e centri sociali di tutta Italia, con iniziative spesso autogestite, vengono notati dalla Compagnia Nuove Indye che stampa una versione CD del lavoro e li mette sotto contratto.
Il live set è estremamente essenziale all'inizio: un dat con le basi, tre microfoni, tre folli che "cantano, saltano, corrono come matti sul palco trascinati dall'energia incontenibile di Quadrelli".
Sensasciou si muove agilmente su una Fiat 126 FSM, viaggia in lungo e in largo, in Sardegna, Sicilia a Marsiglia dove si gemella con Massilia Sound System, partecipa al Controfestival, Sanremo 1993.
Nel frattempo prepara il primo vero album, come sempre autoprodotto.
Lo studio è l'Astronaughty di Via San Luca, in pieno centro storico. Strumentazione povera. Si fa tutto con Atari, Roland S550, R8.
Gira parecchia gente nel posto dove Bobby, Spillus e Pardo hanno messo insieme gli strumenti.
Fra gli altri Andrea Ceccon, artista poliedrico ed ideatore delle Voci Atroci, delle quali nello stesso periodo fa parte lo stesso De Benedetti, Sharon Francis, cantante inglese che conosce un periodo di gloria dance sotto il nome di Asia, Capitan Surace, toaster reggae con la Cool Reggae Band, Mister Puma ora attore di Pippo Delbono, Papa Cire, Marco X e Papa Paul, esponenti del ragamuffin genovese e tanti altri.
Lo studio produce anche due compilation: "Os Pivetes" per finanziare una iniziativa in aiuto dei bambini di strada brasiliani ed "Extracomunitario", una risposta alle ronde che nel Centro Storico genovese minacciavano gli stranieri, in una delle ricorrenti ondate xenofobe.
Sensasciou è da sempre per la contaminazione e il meticciato.
Il dialetto è un punto di partenza per non dimenticare le proprie origini, che sono quelle di un popolo da sempre aperto attraverso il mare a mondi lontani e diversi.
L'approdo è l'integrazione culturale, tollerante, aperta e rispettosa delle diversità.
Sensasciou cita in maniera giocosa, musica araba, mediterranea, afro-americana.
Da tutto questo intersecarsi di situazioni nasce "In Scio Bleu", che verrà pubblicato nel 1994.
E' un album solare e brulicante di idee, contenente 22 traccie, tutte cantate in genovese.
Verrà proposto live questa volta con l'aiuto di alcuni musicisti: Marco Fossati (delle Voci Atroci) prima e Alessandro Buzzi alla batteria dopo, Riccardo Kalb, al basso, Tiziano Scali e Tony La Corte entrambi alle tastiere.
La situazione cresce. Sensasciou suona a Roma per la sesta volta, ma ora si tratta del Primo Maggio del 1995 e davanti a 300.000 persone.
Nello stesso anno al Festival di Recanati Sensasciou vince il Premio Rino Gaetano.
Ci sono le prime difficoltà economiche, le prime incomprensioni.
E' già pronto anche un nuovo CD, mini, 5 pezzi, strano, scuro, schizofrenico: "In Scia Lun-na".
Non è più Sensasciou ma Sensasciou/Senza Fiato, da una parte Quadrelli, dall'altra Bobby e Rassi.
Inevitabile che poco dopo Bobby e Renè lascino il gruppo, per un po' vanno avanti con Senza fiato (che formano con Luca Pagnotta e Luca Praussello), finchè Bobby non entra nelle Voci Atroci prima e nei Blindosbarra dopo, e Rassi da' vita ad un suo progetto denominato "Mariphasa".
Bob continua con Sensasciou.
Anche Buzzi lascia il gruppo.
Arriva dai Mellow Yellow (che nel frattempo hanno continuato l'attività e sono diventati una cover-band di riferimento per la Black Music) il batterista Saverio Malaspina (poi Blindosbarra, attualmente Meganoidi) e arriva anche il chitarrista Andrea Bove (suonava con i FunkyTranky).
Registrano un nuovo album, un doppio album dove parti suonate ed elettroniche si mescolano a testi bellissimi e struggenti.
Si chiama "Generazione con la X", la parte oscura di Sensasciou.
Esce nel 1997 e vale un Premio Tenco.
Altro lungo tour, altre cose in cantiere, altri problemi.
Bob comincia a non stare bene.
Nonostante le ottime recensioni, i concerti, l'affetto di una buona parte della città la situazione si arena.
E' il 1998. Quadrelli si dedica alla poesia e all'organizzazione di Eventi (organizza con Roberto Gabrielli e Tony La Corte due festival estivi consecutivi al Forte Sperone).
Ma le condizione di salute peggiorano.
Qui c'è la storia della sua malattia, ve la racconterà lui, se vorrà, nelle pagine di questo sito.
Viene ricoverato in ospedale gli ultimi giorni del 1999, rimane lì qualche mese.
Torna a casa, comincia lentamente a camminare, poi a scrivere e poi torna a fare musica.
Facciamo un salto all'11 Settembre del 2002.
Bobby organizza una festa ai Bagni di Capo di Santa Chiara. Invita Bob, Renè e tutti i vecchi amici, rispolvera le vecchie basi e il Sound System dei primi Sensasciou.
Suonano i vecchi pezzi dei Sensasciou.
Bob e Bobby tornano in studio, nel frattempo spostato in Piazza Della Vittoria, nascono i nuovi pezzi.
Esce il nuovo disco: "Na Bunn-a Sperlenghejua"
Concerto del 1 Maggio a Genova, Goa Boa, altri live, poi all'improvviso un altro fulmine sui Sensasciou: Bobby decide di proseguire con un progetto solista.
Ma anche questa volta rinasce il nuovo gruppo, Bob chiama sei amici e riparte con una nuova avventura.
BOB E' VIVO E RESPIRA....ANZI CANTA!!!

http://www.myspace.com/bobquadrelli


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domenica, giugno 21, 2009

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nel murenario in fondo alle mie tasche


nel murenario in fondo alle mie tasche
tengo il mandillo con le macchie chiare
dei nostri cuccioli e l’unto della birra
e quando mi franò il britannia addosso
e scaberciai nel fosso di via balbi.

che cosa siamo noi due siamo un cantiere
con un morto e un ferito tutti i giorni.

gianni priano

da "rossocuore" ediz GENOVAINEDITA, Genova 2009




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Ho letto questa poesia di Gianni Priano, l'ho amata profondamente e non ho potuto  non ripensare  alla mia vita.
Ho rivisto i  miei amici, Bob Quadrelli  vecchio compagno di mille battaglie,  ho scorso come un film l'episodio della mia ultima ricaduta a precipizio nell'alcol nel 1997 proprio al Britannia... proprio con Bob...proprio  con una birra.
Oggi che non bevo più da dieci anni ho imparato a riascoltarmi. Mi rivedo e racconto  attraverso le immagini e le parole la mia e altrui vite.
Sono storie di abbandoni, storie di piccolissime vittorie della vita, rivincite e nuove  sconfitte.
Ciò che conta è restare veri, umani e non  come dice Zygmunt Bauman dei  "TURISTI CONSUMATORI".

Buona domenica
at

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venerdì, giugno 19, 2009

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Quattro sguardi su scenari d'inizio estate



Il caldo bolle gomme e motori
l'aria ha fragranze di metano.

Cime chinano il capo ebbre di sole
non lontano ...il cardo mariano.

Nella città si rubano porzioni d'affetto come al supermercato.

Una chiesa dalla bocca spalancata
offre riparo agli accaldati.

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mercoledì, giugno 17, 2009

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FATTI RITRARRE A VARAZZE
21 Giugno 2009 dalle 16 in poi....


Alberto Terrile e il collettivo PERCORSI MAGICI, arrivano a Varazze per ritrarre "gratuitamente" quanti si presenteranno all'appuntamento!

L'oggetto primo d'attenzione è la gente e le modalità che mette in scena posando. A ruota segue il piacere di stare assieme creando  un' azione che “avvicini” soggetti fotografanti e soggetti fotografati in un atmosfera naturale e conviviale. In una società che tende a chiudersi nell'egoismo con l'associazione “Percorsi Magici” portiamo in giro con l'umiltà dei teatranti di strada il nostro modo di fotografare estremamente libero.
L'idea di costruire un set in mezzo a una strada o piazza  dove ritrarre gratuitamente la gente è un modo per far conoscere la fotografia alle persone. Desideriamo  sdoganare il luogo comune che la fotografia sia solo quella patinata e falsa che spesso arriva alla gente  attraverso la televisione le riviste e i media.  La contemporaneità e il momento epocale non sono semplici per nessuno: crisi economica, inquinamento,malattie...a tutto questo desideriamo rispondere con un gesto semplice e  significativo: realizzare e regalare una fotografia. Questa azione è sovversiva rispetto alle attuali condizioni dove a tutti è chiesto di pagare un prezzo,spesso alto e credetemi non alludiamo solo allo specifico fotografico.
I nostri set sono una sorta di “termometro” per misurare  e comprendere chi è oggi l'Italiano, come si atteggia e quale percezione ha della sua corporeità. La nostra è un azione fattiva e non virtuale che mostra un modo diverso di declinare la fotografia, questo meraviglioso mezzo di trasformazione della realtà.

Le nostre immagini saranno poi  gratuitamente scaricabili dal nostro sito:
PERCORSIMAGICI

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martedì, giugno 16, 2009

Photobucket Reportage di marina Rossi 2009

Il workshop DE NUDO / DE NATURA ovvero dell’arte dello stare insieme


L’attuale società è tenuta assieme da differenti forme di comunicazione tra le quali come ultime arrivate i social network , i blog per giungere alla tristezza della chat. I semiologi oggi, impiegano le loro qualità di disamina discutendo del significante nelle confezioni di detersivo mentre “la società dello spettacolo” profetizzata da Debord è il mondo e il “modo” in cui oggi, tutti noi viviamo. Il processo di trasformazione dei lavoratori in consumatori operato dal capitale si è definitivamente compiuto. Partiti politici in evidente crisi d’identità mischiano i loro colori sulla tavolozza dipingendo il quadro delle nostre vite. Vedo paesaggi sbilenchi , pennellate affrettate , mancanza di segno. Le nostre vite divengono poco a poco come quelle opere tanto raccomandate e promosse da certe aste televisive, una mezza bufala. La fretta è il boa constrictor che ci avvolge e lentamente ci soffoca. Per accelerare tutto, persino gli incontri tra anime, ma scendiamo per cortesia di livello e semplifichiamo anime con “corpi fisici dotati in optional di lusso di un pensiero parziale” è arrivato persino lo “Speed- dating” ovvero la modalità relazionale per avvicinare l’altro sesso con la logica dell’ipermercato: all’ingrosso. All’ingrosso non è all’ingresso. A voi le relative considerazioni. Alcuni anni fa, sdraiato in un prato osservavo i fiori di campo muoversi nel vento. Parevano ritagliati nella loro bellezza proprio su quel cielo azzurro che dà ospitalità alle nostre strisce chimiche e altri veleni. La natura riesce a rendere bella persino la sua stessa malattia. Da sognatore immaginai scuole all’aperto e professori che giocavano come fanciulli in un prato danzando con gli allievi, felici come i Wondervogel il movimento naturalista a cavallo tra il XIX e il XX secolo, gli antesignani europei del movimento hippy. In Finlandia come in Norvegia, prevalentemente al grande nord, i professori universitari invitano a casa i loro allievi, fanno grigliate nel verde bevendo assieme, discutendo vis a vis senza la barriera della cattedra dimostrando che l’arte di insegnare va di pari passo con l’arte di apprendere, gli uni dagli altri in un reciproco interscambio. La didattica non è un esercizio di potere, non è la palestra delle nostre frustrazioni dove “ignorare o bastonare ciò che non ci piace” ma è un luogo ideale di reciproca crescita, uno dei tanti che la vita ci propone. Sensibile alla terra e al territorio oramai da alcuni anni promuovo mostre nei boschi e nei prati, workshop creativi in natura. In queste occasioni quando ci si trova tutti riuniti attorno al fuoco per mangiare, oppure uno accanto all’altro in tenda o in camere da letto mai nominative, azzeriamo sebbene per pochi giorni quell’inutile processione dei poteri individuali. Le rispettive professioni scompaiono, siamo tutti eguali, bisognosi di gioia, di aiuto di luci buone per fotografare. Cambiano i nomi: “fotografare l’autunno” poi “the magic map” e recentemente “de nudo / de natura” ma la sostanza resta la stessa: ricominciare a stare assieme davvero.Ognuno porta il regalo più bello, la sua indole e la sua individualità e la mette a disposizione degli altri. La nostra mensa che pare povera è più ricca di molte altre!
La realizzazione di De nudo/De natura è stata curata da Alessandra Giacardi, Massimo Ferrando e Alberto Terrile.
Ringraziamo Christian Masuero per assistenza e Michela Ruisi per aver posato.



Faccio quindi mie e diffondo alcune dichiarazioni da “La carta di Arenzano Per la terra e per l'Uomo”: “l’enfatizzazione delle mirabilia tecniche e la presunta democraticità di un mondo dominato dalla scienza occidentale e dalla logica economica debbano cominciare a essere riconosciute come una mitologia tutta moderna, come espressioni di un provincialismo culturale pericoloso e intollerabile e, insieme, di un regime di pensiero troppo angusto e autoreferenziale per rispondere delle questioni epocali che incombono. Siamo convinti che il progresso, comunque lo si voglia concepire, sia qualcosa che non ha a che vedere con l’aumento della quantità di informazioni disponibili, magari in astratto, per via telematica, ma con la capacità che ha ciascuno di servirsi del sapere per orientarsi autonomamente nella vita e nel mondo.

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martedì, giugno 09, 2009

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Carla e Jimmy / Una storia d'amore

Un tempo, quando mi affacciavo alla finestra di cucina, potevo scorgere una sagoma di quasi due metri per 60 kg che la gente chiamava “Er Jimmy”, in realtà aveva il mio stesso nome: Alberto. Er Jimmy aveva una storia tristissima alle spalle. Finì in galera per errore e non venne risarcito,fece del manicomio, perse la moglie, visse in strada e un bel giorno trovò Carla. Carla abitava di fronte a me. Soffriva d'esaurimento pertanto era stata sospesa dal lavoro. Carla leggeva la Bibbia, Er jimmy bestemmiava, si conobbero alla neuro , si piacquero e decisero di vivere assieme, o meglio Carla lo ospitò nell'appartamento proprio in faccia a me. Er Jimmy era diventato uno dei personaggi del quartiere, uno degli amici del club della cantina, un gruppetto di allegri pensionati che parlano tutto il giorno di pesca e di caccia al cinghiale, di porto e sindacati, vuotando ettolitri di bonarda e altri rossi da tavola. Er Jimmy non stazionava mai l'intera giornata in latteria, ci passava, regalava alcune perle di saggezza con accento romano (in realtà è Siciliano di Salina) scimmiottando Thomas Milian quando interpretava er monnezza, poi proseguiva altrove la sua giornata. Carla era sovrappeso quanto lui era sottopeso. Era bellissimo guardarli camminare mano nella mano. Ogni tanto lui partiva e tornava in Sicilia a guadagnare qualcosa pescando. Quando parlava della sua moglie che era morta giovane gli si velavano gli occhi. Nonostante tutte le avversità e lunghi anni trascorsi sulla strada a far barbonaggio, aveva sempre una nota positiva per affrontare la vita, uno sguardo sereno anche se irregolare, era un portatore sano di strabismo...ogni tanto un occhio gli partiva per i fatti suoi. Se qualcuno gli diceva:- Sai che ricordi un po' Frank Zappa, lui sorrideva...era un paragone che evidentemente lo lusingava. Arrivò però un giorno in cui, tornando da uno dei miei viaggi di lavoro, vidi la casa di fronte tutta chiusa e triste, con le tapparelle abbassate. Carla era stata di nuovo male, forse ricoverata, forse ripresa in famiglia, non è dato sapere. Lui era via. Tornò reclamando le sue cose, qualche straccio e i documenti, ma la casa era stata chiusa, era passato l'avvocato. Lo hanno visto stazionare sottocasa qualche giorno nella speranza che qualcuno aprisse. Nulla di tutto ciò. Parole di condivisione, pacche sulle spalle e qualche bicchiere offerto dagli amici della cantina, ma di fatto Er Jimmy era nuovamente senza casa. Lo incontrai sconsolato mentre rientravo, aveva un lettore compact portatile con cuffiette senza cd, mi disse:- Torno a dormì in strada, ce so' abituato....c'hai quarche cd da prestamme? Salii in casa e presi dalla mia collezione cinque cd e 50 €, scesi e gli dissi:- Tieni ! Mi abbraccio, sapeva d'ascella sudata, lo stesso abbraccio forte che mi diede un anno prima quando scoprì che mi ero separato e mi vide magro e triste. Lo vidi andare verso la fermata del 17, direzione centro. E' stata l'ultima volta.


PS: L'immagine è un suo ritratto. Glielo feci per una mia serie forse iniziata e terminata con lui, chiamata  "I nuovi Santi".

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Mio nonno in Africa con una piccola amica

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Mia madre in Africa con una bambolina

Le due facce del rimorso/ Il viaggio d'Amore di Elvezia Tirone in Africa

Mio nonno Alessandro Tirone venne fatto prigioniero quando lavorava a Addis Abeba per la Fontana vetri. Mia nonna, donna tenace e innamorata, volle raggiungerlo a tutti i costi portandosi dietro mia madre Rosanna, che era la più grande delle due figlie. Ellade la più piccina rimase con gli zii, che divennero i suoi nuovi genitori. La mia bisnonna sconsigliò quel viaggio, ma la nonna Elvezia partì egualmente per raggiungere il suo Sandrino. Durante il viaggio in nave di un mese la bisnonna morì a causa di fibromi all'utero. Quel viaggio per Amore mostrò così le due tragiche facce del rimorso a mia nonna Elvezia: non aver dato retta alla madre che non potè più vedere e il trauma subito dalla figlia più piccola, troppo piccola per capire che la mamma non l'aveva abbandonata. Alla fine con ogni nostra azione, possiamo fare del bene come del male, magari involontariamente.Mia nonna, in fondo ebbe mia madre a diciotto anni...Elvezia era nata nel 1912...oggi forse tutto sarebbe molto diverso, molto più facile....io custodisco questo frammento come una testimonianza d' Amore....e l'Amore credo non abbia leggi nè regole.

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giovedì, giugno 04, 2009

Due in uno


DUE IN UNO / FORME SPECIFICHE E STRUTTURE PRIMARIE

Giovedì 4 giugno alle ore 18.30 verrà inaugurata presso il Centro Polivalente Sivori in Salita Santa Caterina 12 r l’esposizione fotografica Due in uno: forme specifiche e strutture primarie di Olga Cirone & Matteo Musi. La mostra fa parte del ciclo di esposizioni fotografiche ideate e dirette da me con l’obiettivo di valorizzare e promuovere giovani talenti. Olga Cirone e Matteo Musi sono una coppia nella vita affettiva e creativa, dalla loro “unione” viene alla luce un percorso fotografico incentrato sul tema forma e della strutture primarie contenute dalle architetture. Le cinquanta immagini fotografiche presentate hanno la semplicità di un Haiku (l'Haiku è una poesia dai toni semplici che elimina i fronzoli lessicali e le congiunzioni) . Dovendo dare delle coordinate circa il loro ricercare, gli autori affermano:- “Il nostro è un lavoro di ricerca su spazio colore e forma...ci divertiamo a creare mondi dove regna una prospettiva inusuale governata dalle leggi dell' astrazione”.

Testo di presentazione

Due in uno: forme specifiche e strutture primarie esposizione fotografica di Olga Cirone & Matteo Musi

Nel 1967 nell'album “Axis Bold as love” Jimi Hendrix scrisse il brano If six was nine...ma se il sei può essere nove con tutti i suoi rimandi, con questa mostra fotografica di Olga Cirone & Matteo Musi voglio porre attenzione su un'altra istanza numerica: quando il due si fa uno. Il Due è il numero femminile per eccellenza e ha profonde radici nella storia dei tempi. Esistono le due polarità nella metafisica cinese , i due poli dell'assoluto nello shivaismo così come i due esseri umani originari nella tradizione giudaico cristiana. Talvolta, due esseri si fondono dando origine ad un matrimonio e in seguito a dei figli. Olga e Matteo sono una coppia nella vita affettiva e creativa, dalla loro “unione” viene “alla luce” questo lavoro fotografico sulle forme specifiche e le strutture primarie che le architetture contengono. Non lasciatevi dunque trarre in inganno dai due nomi e cominciate anche voi questo viaggio nelle forme che è “ostensione di un unica entità”. Buona Visione!
Alberto T


Olga Cirone nata a Genova il 24 Luglio 1983. Diplomata al liceo artistico Paul Klee, ora è studentessa di grafica e design all' Accademia Ligustica di Belle Arti. Matteo Musi nato a Genova il 16 Dicembre 1986. Diplomato all' Istituto tecnico Don Bosco, ora è studente di grafica e design all' Accademia Ligustica di Belle Arti.

Matteo Musi
nato a Genova il 16 Dicembre 1986.
Diplomato all' Istituto tecnico Don Bosco,
ora è studente di grafica e design all' Accademia Ligustica di Belle Arti.

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